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Campionati del Mondo a Squadre: Italia – USA2 (Finale Senior) (4)

da | Set 6, 2017 | 0 commenti

11 IMP di ritardo, e metà gara ancora da disputare, erano ciò a cui gli azzurri dovevano pensare. Il tempo si è snodato falloso, a dispetto delle molte mani pari: numerose, troppe, sono state le occasioni perse.
Siamo partiti subito malissimo, cedendo 4 IMP quando potevamo segnarne fino ad 11.

Trovo esagerato il 3Picche di Failla – Sontag ha detto passo nella stessa situazione – ma questo è costato tutto sommato poco. Infatti, andare sotto in 4Picche invece che scrivere 140 in 3Picche avrebbe fatto una differenza di 2 IMP se Comella avesse realizzato il suo contratto, come sembrerebbe dovesse. Invece, l’azzurro è incappato in un infortunio.

Dopo l’attacco a fiori, Sud ha vinto ed ha continuato con due giri di picche. Nord ha poi proseguito a fiori. Ora, tutto ciò che Ovest doveva fare è risalire al morto e fare il sorpasso in atout partendo con il Fante, ma dopo una quadri per l’Asso, Comella ha malauguratamente chiamato anche il Re dal morto e non ha più potuto rimediare. Un lapsus costoso.

Sono seguite ben quattro mani pari, ma se la 18 e la 20 così dovevano essere, nessuna delle due squadre ha brillato nella 19 – manche di battuta mancata in entrambe le sale – e nella 21, dove entrambi i contendenti non sono stati capaci di chiamare uno slam eccellente.

E’ vero che ci vogliono le carte giuste, ma non provare nemmeno a trovarle mi sembra un po’ troppo conservativo, e questo si applica sia al 2Cuori di Buratti – che oltretutto aveva più spazio a disposizione – che al 3Cuori di Berkowitz, il cui compagno aveva addirittura aperto.

Non era facile per Sabbatini immaginare quanto bene le carte si sposassero, ma quattro atout e due assi a fronte di una sbilanciata devono, forse, valere una cue-bid, specie da passati di mano. Chiedo molto, lo so, per cui non ho intenzione di attribuire colpe, quanto di sviluppare un’analisi a mente fredda.

Graves ha fatto peggio: non solo conosceva una 6-5 (almeno) in mano al compagno, ma sapeva anche che Becker doveva avere una mano interessante, se si era permesso di iniziare dalle quadri. Non era facile nemmeno per lui, però: la chiave è rappresentata dalla combinazione del vuoto a picche, e la contemporanea presenza del FioriK.

Dopo tanti 0 nella colonna degli IMP, un grave infortunio difensivo, sottolineato dalla brillante difesa di Becker nell’altra sala, ci è costato 10 IMP.

Se ha Sud facessero vedere le carte, la linea di gioco vincente sarebbe facile da trovare: un colpo di picche, poi quattro giri di quadri scartando cuori dal morto sul terzo, e tagliando il quarto. Poi cuori, e la difesa è impotente. Tuttavia, a carte coperte questo equivale a scommettere sulle picche 4-1, ovvero il 28% contro il 68% della divisione 3-2, ed entrambi i dichiaranti hanno vinto l’attacco a cuori ed incassato due giri di atout. Vista la mala parata, sia Failla che Sontag hanno allora intavolato il Fiori10, e qui è cascato l’asino: Becker ha vinto con l’Asso, unica carta che batte il contratto, mentre Comella è stato basso. L’americano ha poi giocato cuori, e Graves ha continuato con due giri. Failla ha tagliato alto, ma Becker ha avuto modo di parcheggiare una fiori, e con il colore sbloccato, ed un rientro in mano a Graves, non c’era più niente da fare per il dichiarante: battere atout avrebbe visto poi Est capace di incassare le cuori vincenti, mentre giocare fiori, come ha fatto, ha significato prendere un taglio.

La lisciata di Comella ha invece rimosso il rientro di Sabbatini e bloccato il colore. Dieci prese per Sontag, ed altrettanti IMP.
E’ seguito un -1 per un asso “divorato” dalla nostra difesa nel normale 6Quadri, poi un bel pareggio, poi il Great Shuffler ha messo sul tavolo uno slam passabile (comunque sotto chance), non considerato da entrambe le squadre. I nostri – Buratti-Failla – un pensierino ce l’hanno fatto, ma così hanno giocato 5Quadri al posto del 3NT dell’altra sala, pagando 3 IMP.

Le mani 26 e 27 hanno rappresentato altrettanti pareggi, entrambi onorevoli, ma nella 28 abbiamo finalmente segnato, ed in doppia cifra.

Il diverso sviluppo licitativo ha creato di fatto il problema: Sontag aveva motivo di immaginare una mano più forte in Nord, ed ha agito di conseguenza, mentre Failla non aveva praticamente alternative a quella vincente. 11 IMP dalla parte buona.

Abbiamo poi concesso un’altra presa in più, a cui è seguita una mano pari, ma Sabbatini ha rischiato grosso.

Tutte e due le squadre sono finite nel corretto contratto di 4Picche nella 4-3, e tutte e due le difese hanno cominciato con tre giri di cuori.

Graves ha semplicemente tagliato il terzo, incassato le sue quattro teste nei minori e ceduto una quadri. Dieci, banali prese. Il romano ha invece scartato sul terzo giro di cuori. Così ha mantenuto il controllo delle atout – ma sarebbe ora andato inevitabilmente sotto con la 5-1, mentre il canadese (di origine) avrebbe fatto la mano anche con quella distribuzione – però ha dovuto poi indovinare la QuadriQ. Per fortuna lo ha fatto, ma che rischio!

Nella 31, gli americani, di nuovo, non hanno creduto che i nostri fossero in grado di fare 3Quadri.

Berkowitz non ha pienamente apprezzato il fatto che Sontag avesse contrato in riapertura, ed ha affibbiato a Comella un “contro” che ha prodotto un rapido 570 nella colonna azzurra, buoni per 9 IMP quando Buratti ha pagato con una presa di caduta la sua normale apertura.

La mano conclusiva ci è costata 5 IMP, frutto dell’aggressività tipica del gioco a squadre, non praticata, però, dai nostri avversari.

La manche di Buratti-Failla non era bellissima, ma accettabile, anche se in prima. Però il Dio del bridge non era italiano, quel giorno.
A forza di spiccioli, gli statunitensi hanno vinto il quarto tempo di 4 IMP, 24 a 20, con i nostri capaci di segnare solo due volte. Il totale recitava ora 110-92: ancora un match aperto.