Bridge, lo Sport della Mente

Campionati del Mondo a Squadre: Italia – Francia (Femminile)

da | Set 1, 2017 | 0 commenti

Italia Francia, sempre un match pesante in qualunque contesto venga giocato. Qui siamo coté ladies, e avremmo molto bisogno di rimpolpare una classifica ancora insufficiente, malgrado la caratura dell’avversario suggerisca che non sarà facile farlo in questo incontro.
In aperta Baroni-Golin contro Willard-Cronier, in chiusa Ferlazzo-Manara contro Zochowska-Reess.


In Est Ovest lo slam è tanto imbattibile (la posizione degli onori di quadri è tale che non c’è modo per la difesa di battere due giri di atout) quanto inchiamabile. Degna di nota la decisione di Cronier e di Ferlazzo di intervenire di contro sull’apertura di 1Cuori avversaria malgrado la distribuzione anomala.


Irene sopradichiara un pochino mettendosi in forcing manche con 11 bilanciati sull’apertura della compagna. Tante cosine vanno bene ma per la nona presa manca il Cuori10, purtroppo. All’altro tavolo sulla stessa apertura la risposta di 2SA della Zochowska viene rispettata da tutti: +6 per le padrone di casa.


La Manara decide di passare sull’apertura di 1Picche della Ferlazzo, il che stuzzica la riapertura di Reess. Ora Zochowska manterrebbe 2Fiori ma dichiara invece 1SA che l’attacco picche sconfiggerebbe. Gabriella però deve attaccare di singolo e preferisce muovere da J10 sesti di quadri: questo tempo guadagnato consente alla francese di arrivare a sette per prima.
In aperta la Willard dice invece 1SA e la Cronier ripete la sua sesta: si giocano 2Picche dove le perdenti sono inevitabilmente sei. In zona fa mano pari.


Le francesi pasticciano abbondantemente nelle due sale, e il risultato è eclatante per noi. In aperta sull’apertura di Zochowska di 1Fiori Reess risponde 2Cuori che dovrebbe mostrare cinque picche e quattro cuori in mano debole, cioè proprio le sue carte. Fin qui ci siamo, ma evidentemente per le signore francesi le lunghezze sono indeterminate, oppure c’è una qualche incomprensione: sta di fatto che invece che 2Picche con otto atout si gioca 2Cuori con sei, e questo è un contratto che va due down in zona.
Tutto bene anche perché un ulteriore vantaggio di questa sbrigativa licita è stato quello di tappare la bocca a Gabriella, ben lieta di passare con la sua tricolore di 17 e la quarta di atout. Di là la Willard dopo un primo passo obbligato con il singolo picche può entrare in azione a livello uno e ahilei lo fa reiteratamente, prima contrando 1SA di Irene e poi riaprendo con un altro contro sul 2Picche conclusivo di Cristina. Da qui in poi si paga e salato: a 3Fiori contrate l’addition è un ricco 800 che sommato all’altro tavolo ci porta sul 15-6.


Nessuna delle due coppie chiama un 3SA che, così come stanno le carte, non è semplicissimo da battere: forte è infatti il rischio che l’attaccante blocchi le fiori e a questo punto il giocante può smontare serenamente l’CuoriA. Proprio questo succede in aperta, dove per fortuna se ne giocano solo due, mentre in chiusa Caterina Ferlazzo si ammanta di prudenza e mette verde alla risposta di 2Quadri di Gabriella sulla sua Stayman. Il computo delle surlevee porta entrambe le sale a 150, mano pari.

Di questo board sappiamo solo che è pari. BBO dice che è stato giocato e fatto 1SA in aperta ma non riporta licita né gioco (e mi pare strano che la Willard non abbia detto 2Fiori con la sua bella 5-5, dopo il probabile 1Picche-pass-pass-1SA: ma forse era ancora inumidita dal bagno di due mani prima?); la Manara invece di fiori ne dice 3 dopo che la Ferlazzo ha tenuto aperto con quattro, ed è una di troppo.


Board vinto in licita dalla Baroni che, con 16 e la sesta semichiusa di cuori, apre di 1Cuori e dopo contro-passo-1Picche contra, permettendo alla licita di fermarsi al livello di 2Cuori. A dire il vero le avversarie indovinando farebbero 2Picche, ma di nuovo la Willard non compete e il sospetto che il peso di quell’800 sia superiore al pur ragguardevole bottino aumenta.
Molto inferiore la scelta della Zochowska che nella stessa situazione salta a 3Cuori: si dà il caso che le vincenti da incassare siano esattamente 7 e il down in più ci consegna 3 meritati MP.


Arriva uno slam che il fit di 11 carte rende abbastanza agevole da chiamare. Entrambe le coppie lo fanno senza molti tentennamenti.


Per battere 4Picche in questo board si doveva rinunciare all’attacco di CuoriA da A-K per muovere il Quadri10 da 10-9 quarti e trovare almeno Q-8 al compagno. Impensabile, ovvio, ed è già brava Irene a fermarsi dopo il primo pezzo e girare nell’altro seme rosso. Good try, ma è troppo tardi.
In chiusa le francesi cercano di infastidire con un barrage superiore ai loro mezzi (a 4Cuori dovrebbero lasciarci qualche piuma), ma ovviamente le siciliane non ne sanno abbastanza per punire e chiudono alla stessa manche. L’attacco qui arriva dall’altra parte e quindi è cuori senza alternative: mano pari.


Un 3SA da cui è difficile stare lontani (la Ferlazzo chiede complemento ma ahimé lo trova, la Cronier invece si fionda direttamente), ma che le carte malmesse rischiano di trasformare in un bagno di sangue. Attacco quadri a entrambi i tavoli e la giocante deve decidere smontarsi le picche e giocarsi il tutto per tutto sul FioriK secco o secondo in impasse (linea che porta alla catastrofe), o semplicemente cederlo e sperare che la difesa non sia in grado di incassare troppe quadri (vero) e che il CuoriK sia in impasse (falso) e questo porta a un piccolo down. Entrambe le giocanti scelgono la seconda strada, di gran lunga più logica: mano pari.


Ancora un normale 3SA in orizzontale, Irene non è molto ispirata nell’attacco di PiccheQ seconda (dove peraltro sa che la compagna è lunga) ma a dire il vero dove tocca regala. La giocante parte quindi in pratica da 9 prese e lì arriva.
Le siciliane si affaticano con nove dichiarazioni per arrivare allo stesso contratto in una mano che forse meritava minor cesello. Le informazioni ottenute permettono alla Zochowska di attaccare cuori e le cose si complicano: quattro giri di quadri e Nord in presa con il QuadriJ ripete cuori. E’ quindi in mano Reess che se torna picche libera quasi inevitabilmente la presa del down (la giocante ha dovuto scartare una picche sul quarto giro di quadri e una di morto sulla seconda cuori), ma per fortuna tenta l’astuta uscita di piccola cuori e fornisce a Caterina il secondo ingresso in mano per affrancare il Cuori10, nona presa.


Parziale a quadri, dieci facili prese.


In entrambe il 2Picche di Nord è condannato in partenza dal taglio del terzo giro di cuori che arriva ahimè dal doubleton e non dalla terza. Ma per qualche motivo misterioso, malgrado il fante della compagna, sia la Willard che la Manara tornano fiori e i due giocanti non si fanno sfuggire l’occasione: si avventano sull’asso e sparecchiano tutte le atout che possono, per poi affrancare con calma la CuoriQ.
L’errore è stato probabilmente provocato dalla mancata visibilità del Cuori10, che ha fatto sospettare alle due Est che il CuoriJ potesse venire da una figura diversa. Tuttavia, pur con la logica tara dell’essere influenzato dalla visione di 52 carte, la prosecuzione cuori continua a sembrarmi obbligatoria perché sembra impossibile che sia urgente traversare fiori.


Manche differenti ai due tavoli. In aperta la fragilità del fermo di quadri spinge le italiane a 4Picche nella 5-2. Si cedono le tre prese nere di competenza della difesa e tutti a casa.
3SA invece in aperta, dove l’attacco quadri avrebbe complicato la vita alla giocante, che trovandosi a otto prese sarebbe arrivata probabilmente in porto cercando prima la caduta della FioriQ e successivamente il PiccheK in impasse, là dove in effetti si trovava. L’attacco è però cuori, la Reess cede la FioriQ a Gabriella che torna con una quadri troppo bassa (il 6) per creare difficoltà alla giocante che si limita a superare con il sette per proteggere il suo re, e sul ritorno cuori in finale arriva a nove prese. Un MP per noi.


In aperta la Zochowska non interviene con 14 sull’apertura di 1Fiori forte di Caterina, e lascia giocare 1SA alle siciliane. Con sei prese immediate a disposizione per la difesa la mano dipende dalla Reess: se quando utilizza il suo unico ingresso (l’FioriA) traversa quadri, libera il re in mano alla compagna, mentre se prosegue l’incasso delle fiori sarà la giocante a tagliare il traguardo affrancando le picche. Per nostra fortuna la francese, pur localizzando la necessità di uno switch, non avendo molti elementi sceglie cuori dove la Ferlazzo è chiusa. 1SA fatto, e meno male perché in aperta le francesi avevano giocato il ben più solido parziale a quadri collezionando nove prese e 1 MP.


Si chiude con un normale ma infattibile 4Cuori nel quale non c’è uno straccio di carta ben messa. L’apertura con 11 di Irene ce lo fa giocare in Nord, dove riceviamo l’attacco benevolo a picche, ma non basta ahimè perché quattro vincenti rosse sono ben salde in mano ai difensori. Di là si gioca in Sud e l’attacco è Fiori10, a questo punto BBO crolla e non si sa come mai ma i down sono due: 2 MP per noi.
E così abbiamo battuto le francesi 21-7, e questa è sempre una bella soddisfazione. Un incontro equilibrato e di basso punteggio (questa sta diventando una notevole caratteristica della squadra), deciso in pratica da una riapertura un po’ sconsiderata della Willard. Buon gioco e pochissimi errori da entrambe le parti anche se le mani piuttosto piatte hanno fatto la loro parte.