Bridge, lo Sport della Mente

World Bridge Team Championships (4)

da | Ago 15, 2017 | 0 commenti

Dopo giorni di nuvoloni e temperature ben più fresche di quelle torride alle quali l’Italia ci aveva abituato, su Lione è tornato a splendere il sole, e questo è stato di buon auspicio, dato che tutte e tre le nostre formazioni hanno brillato (quasi) quanto l’astro diurno.
Di particolare rilievo il cammino dell’Open, squadra attesa da una giornata durissima, ma capace di uscirne davvero brillantemente: i nostri hanno cominciato male, perdendo piuttosto nettamente con la Francia, ma sono stati poi capaci di rifilare due sconfitte di paragonabili dimensioni sia all’Olanda, allora in testa, e poi a Monaco. I monegaschi devono aver pensato che fossimo un facile boccone, dato che hanno schierato una formazione molto inusuale, per non dire mai vista: ai tavoli si sono infatti seduti Multon-Zimmermann da una parte, e Allavena-Maertens dall’altra, mentre in panchina si sono accomodati Helgemo-Helness, fatto più unico che raro. Male gliene è incolto, perché proprio l’improvvisata coppia – Allavena di norma non tocca mai le carte – è incappata in una serie di incomprensioni costose, che gli azzurri hanno saputo sfruttare al meglio.
I nostri sono adesso noni, solo una posizione dietro a quella che apre le porte del paradiso, ma la classifica è naturalmente ancora in fase fortemente dinamica, anche se le prime della classe sono tutte, o quasi, già situate in alto. Tra le più attese, mancano per ora all’appuntamento la nostra ultima avversaria di ieri, Monaco, e la Bulgaria, la quale si trova giusto un gradino sotto di noi, mentre in risalita è la Cina, della quale avevo fatto notare ieri il sorprendente ultimo posto, ed ora diciottesima. Agli asiatici bisogna però fare attenzione: la formazione è più o meno quella capace di qualificarsi pressoché sempre negli ultimi quindici anni.
Oggi siamo attesi da India, Messico e Germania (quest’ultimo match sarà trasmesso su BBO alle 17.20) nell’ordine, per un impegno che potremmo definire medio: di norma discreti gli indiani – anche loro si sono visti tra le prime otto, almeno una volta su tre – ma qui nei bassifondi, decisamente scarsini i messicani, mentre i tedeschi sono secondi in classifica, dietro la Francia. Se si vuole cominciare a fare qualche calcolo, vale la pena di notare come da quando esiste la formula a ventidue squadre. inaugurata nel 2005, la media richiesta per entrare tra le prime otto e nei prossimi dintorni di 11,5 VP, ma qualcosa di meno è qualche volta bastato. Ecco il totale:
1 FRANCE 77.91
2 GERMANY 74.70
3 NETHERLANDS 73.77
4 USA1 72.63
5 USA2 72.09
6 SWEDEN 70.13
7 EGYPT 69.81
8 AUSTRALIA 64.89
9 ITALY 64.87
10 BULGARIA 61.90
11 INDONESIA 61.75
12 NEW ZEALAND 61.30
13 BRAZIL 59.72
14 MONACO 55.70
15 ARGENTINA 52.77
16 BANGLADESH 51.22
17 CHINESE TAIPEI 50.94
18 CHINA 47.23
19 INDIA 47.06
20 SOUTH AFRICA 46.05
21 MEXICO 40.05
22 GUADELOUPE 39.26
Molto brave sono state anche le nostre signore, le quali hanno inanellato tre vittorie in una giornata non troppo semplice, e, fatto rimarchevole, ne sono state capaci rimontando in tutte e tre i casi, ed in particolare, contro la Russia nel primo match, e contro la Nuova Zelanda nel terzo, risalendo da un deficit iniziale piuttosto pesante. Contro le russe hanno poi addirittura dilagato, staccando le avversarie di 30 IMP a dispetto dell’iniziale -22, mentre si sono dovute accontentare di una vittoria di misura nel secondo caso. Di grande prestigio, nel mezzo, l’avere prevalso contro USA 1, sebbene di un solo IMP. L’incontro è stato quello che ha fatto finora registrare il punteggio complessivo più basso nelle tre categorie: le azzurre si sono infatti imposte 13-12, e se è vero che l’analisi degli altri punteggi del turno ci dice che le mani dovevano essere abbastanza piatte, bisogna però anche rilevare che in molti casi si sono visti volare almeno il doppio dei punti, e spesso anche più.
La giornata di oggi potrebbe essere quasi decisiva, o meglio, è di fondamentale importanza superarla non dico brillantemente, ma almeno senza troppi danni, visto che dovremo fronteggiare, nell’ordine, Olanda, Francia ed Egitto. Immagino che qualche sopracciglio si sarà alzato leggendo di quest’ultima squadra, ma al momento le africane sono seste, con ben 12 VP più delle nostre, e davanti anche alle transalpine, settime. Sono invece in testa le “orange”.
L’Italia è dodicesima, sebbene con un punteggio simile a quello della squadra Open, che è nona, ma bisogna ricordare che il campionato femminile è di norma spaccato in due, con grandi differenze, e già molto presto, tra la prima parte della classifica e l’ultima, dato che i divari in campo sono molto più accentuati che nelle altre categorie. Infatti, la media richiesta per la qualificazione è di norma significativamente più alta.
Un’analisi del ranking attuale ci dimostra come siano molte le formazioni di vertice ancora attardate, e se non sorprende, come già detto, la posizione di USA 2, è invece davvero clamoroso vedere USA 1 solo quindicesima, anche se solo 1,5 VP dietro di noi, mentre solo un pochino indietro sono Israele, nona, e Svezia, decima. A voi la classifica:
1 NETHERLANDS 86.25
2 CHINA 82.58
3 ENGLAND 78.40
4 POLAND 75.02
5 INDONESIA 74.22
6 EGYPT 74.12
7 FRANCE 64.90
8 BRAZIL 63.48
9 ISRAEL 63.29
10 SWEDEN 63.20
11 ARGENTINA 62.93
12 ITALY 62.65
13 RUSSIA 62.47
14 AUSTRALIA 61.33
15 USA1 61.01
16 USA2 54.53
17 NEW ZEALAND 54.37
18 MOROCCO 45.58
19 CANADA 39.96
20 INDIA 33.61
21 CHINESE TAIPEI 29.14
22 JORDAN 26.96
Veniamo ora ai Seniores, che hanno inframmezzato una sconfitta di misura contro la Cina a due ottime vittorie contro Turchia e Polonia, e con questo si sono attestati abbastanza comodamente sul quinto gradino dell’elenco provvisorio, 11 VP al di sopra della qualificazione. Oggi avranno Canada, Pakistan e Austria, nell’ordine, ovvero un cammino decisamente morbido, anche se qualche complicazione potrebbe venire dall’ultimo: gli austriaci sono infatti ottavi.
Uno sguardo altrove ci dice che tra le favorite della vigilia la sola Polonia ancora arranca, dato che è tredicesima, e quasi 4 VP sotto media, ma naturalmente il cammino è ancora lunghissimo.
Vediamo il totale:
1 USA2 92.45
2 FRANCE 88.10
3 AUSTRALIA 85.54
4 ISRAEL 83.71
5 ITALY 76.80
6 SWEDEN 70.44
7 USA1 65.77
8 AUSTRIA 63.64
9 JAPAN 63.41
10 ARGENTINA 59.42
11 SOUTH AFRICA 59.08
12 TURKEY 57.84
13 POLAND 56.32
14 INDIA 55.95
15 CHINA HONG KONG 54.77
16 CANADA 52.92
17 CHINA 51.10
18 EGYPT 48.73
19 NEW ZEALAND 41.58
20 PAKISTAN 37.18
21 BRAZIL 31.34
22 GUADELOUPE 23.66
Oggi ci sarà anche la cerimonia di apertura del campionato giovanile, il quale affiancherà quello Open fino al 23 Agosto, ovvero quasi fino al termine. Sarà molto bello vedere insieme giovani e giovanissimi – partecipano, tra l’altro, la bellezza di settantotto coppie Kids (under 16) – muoversi intorno ai campionissimi, pronti, come sono, a diventarlo a loro volta. Un giorno, chissà, qualcuno di noi riconoscerà forse in un vincitore della Bermuda Bowl, o della Venice Cup, un volto ora impubere. Salvo eccezione, tanto gradita quanto imprevedibile, almeno a me non sarà invece dato di fare altrettanto a livello di d’Orsi Cup: quando uno degli attuali bambini di nove anni – ce ne sono diversi – avrà raggiunto l’età per quella competizione io avrò (avrei?) 107 anni. Spes ultima dea, dicevano gli antichi, e come ribadì il Foscolo, essa fugge solo i sepolcri, e per quelli c’è tempo (scongiuri d’obbligo).