Bridge, lo Sport della Mente

World Bridge Team Championships (3)

da | Ago 14, 2017 | 0 commenti

Deliziati dalla bellezza dei luoghi – Lione è davvero stupenda: molte le cose da vedere, ma più in generale si è immersi in un complesso architettonico e paesaggistico di grande rilievo estetico – e forse un pochino appesantiti dalle delizie gastronomiche locali (tornerò sull’argomento), i giocatori provenienti da ogni angolo dell’orbe terracqueo hanno ieri incominciato il duro cammino per arrivare al più glorioso dei trofei del bridge mondiale.
Per molti di loro rappresenta una irraggiungibile chimera, ma il solo esserci appaga i desideri di ogni appassionato di bridge, e questo in qualunque veste si trovi qui. Non solo i giocatori, quindi, ma anche gli spettatori, che possono toccare con mano i loro idoli, e gli addetti ai lavori, partecipi dell’organizzazione più sofisticata esistente oggi al mondo, sono consapevoli di partecipare ad un rito sacro, del tipo di quello che si può respirare calcando l’erba di Wimbledon, o più in generale entrando in uno dei templi dei vari sport, o vivendo una delle avventure correlate ai più importanti eventi.
La prima giornata ha riservato qualche sorpresa, in tutte e tre le serie, ma molte di più sono state le conferme, come vedremo più in dettaglio. Tra le prime, spicca in particolare il sesto posto del Bangladesh nell’Open, del tutto inatteso, posizione alla quale abbiamo purtroppo contribuito anche noi, mentre lungo è l’elenco delle altre.
Ma andiamo con ordine, cominciando, more solito, dalle signore, e con un occhio particolare rivolto alle nostre tre rappresentative.
Le nostre azzurre sono partite maluccio, incassando due sconfitte nette contro due squadre di medio cabotaggio come Australia (che dopo aver incontrato noi ha segnato solo altri 1.34 VP nella giornata, ma ha anche incontrato Olanda e Inghilterra) e Indonesia (che veniva da due pareggi), inframmezzate da una vittoria delle stesse proporzioni contro USA2. Questa sembrerebbe di prestigio, ma in realtà le americane qualche perplessità la suscitavano già prima di partire – non ci sono nomi di spicco nella formazione, ed anzi gli unici noti sono quelli delle sponsor – ed hanno confermato nella giornata di non sembrare al livello della loro storia. Insomma, male, per un totale abbastanza preoccupante:

TEAM VP
1 NETHERLANDS 60.00
2 ENGLAND 49.21
3 CHINA 40.49
4 NEW ZEALAND 39.71
5 POLAND 38.60
6 INDONESIA 35.67
7 BRAZIL 35.48
8 EGYPT 35.42
9 RUSSIA 31.35
10 ISRAEL 30.41
11 SWEDEN 30.37
12 MOROCCO 30.01
13 FRANCE 29.74
14 USA2 25.23
15 USA1 25.21
16 ITALY 24.41
17 CANADA 19.96
18 INDIA 19.32
19 ARGENTINA 17.76
20 AUSTRALIA 16.34
21 JORDAN 14.80
22 CHINESE TAIPEI 10.51

Naturalmente, a questo stadio non si può trarre nessun’altra conclusione se non che la giornata trascorsa non è stata felice, e del resto hanno condiviso la nostra sorte formazioni ben più blasonate come USA1 (che ha fatto peggio della gemella, e questa sì che è una notizia, visto che a differenza di USA2, USA1 è imbottita di campionesse del mondo, ed è probabilmente la favorita numero uno per l’oro), capace di soli 0.8 VP più di noi, e Francia, di poco sotto media.
Le nostre sono attese da una giornata per niente semplice: Russia al mattino, poi USA 1 ed infine la Nuova Zelanda. La prima è una squadra di bombardiere atomiche: partono all’attacco e finiscono con la sciabola sguainata, non lasciando mai alcuna occasione per aggredire in fase licitativa. Sono quindi pericolosissime, e da maneggiare con cura. Delle seconde ho già detto, mentre le terze, ed ultime, sono teoricamente le più abbordabili, ma in realtà la classifica dice il contrario: le “Kiwis” sono al momento quarte. Da domani le varie graduatorie cominceranno ad assumere una conformazione più definita, e sarà allora possibile, in questa come nelle altre categorie, gettare uno sguardo più complessivo sul campionato e le prospettive dei vari protagonisti.
“First beauty, then age”, recita, più o meno, un antico adagio anglosassone, al quale ci adegueremo passando ai canuti protagonisti di questa manifestazione, ovvero i giocatori impegnati nella d’Orsi Senior Bowl.
I nostri sono andati benino, confermandosi al momento come la squadra, tra quelle azzurre, con le migliori qualità, quando rapportate alla categoria di appartenenza. Sono partiti battendo il Giappone, poi hanno superato di misura l’Argentina, ed infine hanno ceduto di 4 IMP contro la Nuova Zelanda. Niente di eclatante, ma le avversarie, pur non tra le favorite, nemmeno si potevano classificare come zerbini, e dunque i 4 VP sopra media finali non sono affatto da disprezzare. Ecco la situazione attuale:

TEAM VP
1 FRANCE 46.59
2 AUSTRALIA 43.35
3 USA2 40.43
4 SWEDEN 39.86
5 USA1 38.68
6 ISRAEL 37.51
7 ITALY 35.20
8 CANADA 33.33
9 INDIA 31.08
10 POLAND 30.89
11 CHINA HONG KONG 29.82
12 TURKEY 29.63
13 AUSTRIA 27.96
14 SOUTH AFRICA 27.71
15 JAPAN 27.55
16 EGYPT 27.53
17 CHINA 27.04
18 ARGENTINA 26.45
19 NEW ZEALAND 26.23
20 BRAZIL 19.38
21 PAKISTAN 9.80
22 GUADELOUPE 3.98

La giornata odierna appare più o meno dello stesso livello di ieri: Turchia, Cina e Polonia nell’ordine, tutte sotto di noi, al momento, ma con le due europee da prendersi comunque con le pinze, ed in particolare i baltici, perenni favoriti per un piazzamento di prestigio. Proprio i polacchi sono al momento l’unica, tra le formazioni più accreditate, a non occupare uno dei primi otto posti.
Veniamo ora all’Open, dove gli azzurri hanno avuto un andamento decisamente altalenante. Partiti malissimo – patendo una severa sconfitta contro l’Egitto, squadra che presenta una coppia molto buona, ma in generale mediocre – hanno poi inflitto un bel cappotto a Cina Taipei, per tornare a balbettare contro il Bangladesh, sebbene quest’ultima formazione, il cui nome non faceva certo tremare prima dell’inizio, sia stata, come dicevo, la sorpresa di giornata. Quello delle cefeidi, stelle occasionalmente brillanti, è un fenomeno che si ripete quasi in ogni Bermuda Bowl: non è infatti raro vedere partenze brucianti da parte di compagini del tutto inattese, le quali finiscono però per spegnersi presto, una volta esaurito l’entusiasmo iniziale e magari, con esso, il favore degli Dei del gioco. I nostri hanno palesato scarsissima vena nel primo incontro, costellato di errori o, al minimo, decisioni molto discutibili, per poi marciare benissimo nel secondo grazie anche a qualche episodio non proprio sfortunato (come un grande slam realizzato grazie ad un sorpasso, che sarebbe però costato 30 IMP se quell’impasse fosse andato male) – ma fortuna e sfortuna fanno comunque parte del gioco, ed in lungo cammino finiscono per equilibrarsi – e tornare a qualche indecisione nel terzo episodio. Tutta esperienza, e niente di cui preoccuparsi troppo, per il momento. Nel frattempo il totale recita:

TEAM VP
1 NETHERLANDS 46.95
2 GERMANY 40.80
3 USA2 40.30
4 USA1 40.09
5 FRANCE 36.36
6 BANGLADESH 35.04
7 AUSTRALIA 34.98
8 ARGENTINA 31.80
9 BULGARIA 31.33
10 EGYPT 31.08
11 ITALY 30.61
12 BRAZIL 30.36
13 MONACO 29.83
14 SWEDEN 29.23
15 SOUTH AFRICA 25.69
16 INDIA 24.21
17 INDONESIA 22.49
18 MEXICO 22.26
19 NEW ZEALAND 21.03
20 CHINESE TAIPEI 18.72
21 GUADELOUPE 17.77
22 CHINA 15.07

La giornata che abbiamo davanti non è delle più adatte a riprendere fiato e confidenza: siamo attesi infatti dalla più dura, almeno sulla carta, dell’intero campionato: nell’ordine Francia, adesso quinta, i leader olandesi, e infine Monaco. Uscirne in media, o giù di lì, sarebbe un grande successo e rappresenterebbe una grande iniezione di fiducia. Ogni goccia in più sarebbe formidabile, ma non ci si dovrebbe inquietare più di tanto se poi si dovesse finire un po’ sotto i fatidici 30 VP. Tre rovesci, invece, ci assesterebbero un duro colpo.
Al di fuori dai nostri confini, l’elemento di cronaca più eclatante è rappresentato dall’inopinato ultimo posto della Cina, del tutto inatteso, ma a ben guardare gli asiatici hanno dovuto incontrare tre delle favorite, ovvero Germania, USA 2 e Monaco. Per il resto, proprio i monegaschi sono la formazione, tra le maggiori favorite, che insieme alla Svezia ha più deluso, trovandosi solo tredicesima, ma il loro cammino è molto dipendente dalla formazione che schierano, così che possono facilmente prendere ritmo all’improvviso. Non così i nordici, che hanno sì incontrato l’Olanda nell’ultimo match di giornata – e finendo con le ossa rotte – ma prima avevano fronteggiato India e Sud Africa, non debolissime – a volte protagoniste in passato di inattese qualificazioni alla fase a KO- ma neanche eccezionali.
Tutti e tre gli incontri dell’Open saranno visibili su BBO, per cui non mancate di sintonizzarvi alle 11.00, 14.30 e 17.10. Buon divertimento.