Bridge, lo Sport della Mente

World Bridge Team Championships (12)

da | Ago 23, 2017 | 0 commenti

Prima di ogni altra considerazione, particella di cronaca e quotidiana dose di letteratura, è necessario che mi soffermi sul “miracolo di Lione”: una mano incredibile del terzo tempo che ha già fatto il giro del globo.
Ecco a voi:

Non ricopritemi di insulti se vi chiedo di sedervi al posto di Marty Fleisher, in Ovest, e di giocare con lui 6Fiori! Se può interessarvi, tralasciando volentieri la vostra sequenza licitativa, che di sicuro potremmo definire perfettibile, sappiate che Nord ha interferito con 2Picche, e che il medesimo ha attaccato con il Cuori10.
L’americano ha meditato a lungo, e poi, preso in mano, ha continuato con due onori di fiori del morto (Nord scartando picche), e cuori per l’8! Ecco il totale:

Una volta che l’Cuori8 ha fatto presa, il resto è stato un gioco da bambini: ancora fiori per il morto, un altro impasse a cuori, CuoriA ed infine picche. Sud, in presa, è stato costretto a tornare in taglio e scarto accompagnando così in porto la navicella dell’intrepido argonauta, e, ne sono sicuro, al contempo imprecando sottovoce in bulgaro contro le evidenti rotondità anatomiche del suo avversario di sinistra, e riflettendo su he cosa avesse mai fatto per irritare a tal punto il Dio del bridge. Nell’altra sala il contratto è stato quello, universalmente gettonato, di 4Cuori, così che USA 2 ha incassato 11 IMP contro i 10 che aveva meritato ampiamente di perdere.

Ciò doverosamente premesso – tali eventi sono perle (?) rare – veniamo ora ad una più dettagliata cronaca di giornata, la quale non può che cominciare con i nostri Seniores, impegnati nella prima metà della loro semifinale contro gli ineffabili indiani. I nostri बूढ़े आदमी (non è una scempiaggine: avendo finito i sinonimi in italiano, ho usato la definizione Hindi di “anziano” in omaggio alla lingua degli avversari: si pronuncia “buzurg”) si sono comportati bene, visto che conducono di 13 IMP sul 102-89, ma l’andamento dell’incontro non ha fatto altro che confermare le previsioni della vigilia, che volevano ostico l’impegno. Gli asiatici, infatti, hanno vinto due tempi su tre, ma per un misero totale di 8 IMP di distacco, mentre gli azzurri hanno incassato un bel +21 nella sola seconda frazione. A poche mani dalla fine del terzo parziale eravamo ben più avanti, ma un paio di brutti infortuni ci sono costati oltre 20 IMP.
Anche nell’altro incontro del d’Orsi Trophy l’equilibrio è di casa: USA 2 conduce sulla Svezia di appena 8 IMP, 90-82, ed anche qui il montante dei parziali rivela quanto dura sia stata la lotta: Svezia +7, USA 2 +1, USA 2 +9. Insomma, due incontri apertissimi, e senza pronostico, anche se i nostri sono favoriti (Amedeo: ora siamo pari).
Nella Venice Cup, le cinesi hanno dato conferma di quanto di buono avevano fatto vedere nei quarti maltrattando l’Olanda, riservando per ora un trattamento simile alla Polonia. Però, sebbene la Cina sia avanti 124-91 ha dovuto incassare un parziale da -20 nella seconda frazione (+19 e +34 il primo e l’ultimo, rispettivamente), così che non si può certo dire che il risultato sia scontato. Nella parte alta del tabellone l’Inghilterra sembrava dovesse dilagare facilmente contro la Svezia, dato che dopo trentadue smazzate si trovava davanti di 63 IMP, ma le nordiche, come sempre coriacee quanto mai, hanno piazzato un parziale di 52-19 nell’ultimo segmento di giornata, per concludere 87-117 nel totale. Anche qui, pronostico decisamente orientato, ma certo non definitivo.
Ben più scontato appare invece, nella Bermuda Bowl, il risultato finale di Francia-Nuova Zelanda, visto che i “Blues” hanno bombardato a tappeto i malcapitati avversari, sommergendoli sotto un enorme 132-40 parziale. Per quanto coriacei, gli “all blacks” sono indietro di almeno una decina di mete a pochi minuti dalla fine, e solo un improbabile miracolo può tirarli fuori da quella fossa così profonda. Tuttavia, per sovvertire il pronostico sono decisi ad utilizzare ogni possibile mezzo, ivi includendo ancestrali scongiuri tribali: ieri sono stato contattato per chiedermi se avrei autorizzato una “Haka” prima dell’inizio delle prime sedici mani di giornata! Extremis malis, extrema remedia! Naturalmente ho detto di sì, ed ho allertato i giornalisti.
Ben diversa è la situazione di Bulgaria-USA 2, dove i primi conducono sì, ma di 6 striminziti IMP, grazie anche a quel bel colpetto che abbiamo visto all’inizio. “Everybody’s match”, come direbbero gli yankee: in bulgaro proprio non lo so.