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National Americano a Toronto: la finale Lavazza-Diamond (4)

da | Ago 6, 2017 | 1 commento

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41 IMP dividevano le due squadre all’inizio del quarto tempo, un divario a favore di LAVAZZA difficilissimo da colmare. DIAMOND aveva però frecce al suo arco, perché il gioco aggressivo richiesto per rimontare è nel DNA della formazione, è perché in almeno due casi grossi swing erano arrivati grazie ad errori, quelli sì, poco caratteristici, difficili da ripetersi. Ma bisognava ancora che le carte si prestassero, per muovere la quantità di punti necessaria.
Subito alla prima mano, si è visto che DIAMOND aveva intenzione di sfruttare ogni possibilità.

La prima cosa da notare, è che gli alfieri di LAVAZZA giocano una sequenza “Reverse Lebenshol” in quella situazione: dove normalmente 3Fiori è costruttivo, loro usano invece la licita di 2NT per indicare le mani progressive, e la dichiarazione di un colore per mostrare valori minimi. La differenza, però, qui l’ha fatta la decisione di Platnik di ignorare la Lebenshol tradizionale del compagno, per dichiarare 3Quadri, indicando così una mano più forte di quella minima richiesta per contare – e qui ci siamo – ma anche sbilanciata, e qui proprio siamo invece al di fuori del seminato. La decisione dell’americano ha però pescato un jolly, e con quello 5 IMP, perché 3Fiori erano tanto infattibili, quanto 3Quadri erano blindate. La licita di Platnik, tuttavia, una qualche ratio ce l’ha: evidentemente non voleva far cadere la licita a 3Fiori nel caso il compagno avesse una mano debole con le fiori e le cuori, ovvero voleva incalzarlo a licitare il nobile.
DIAMOND ha aggiunto 1 IMP subito dopo, quando Bilde non è stato capace di leggere gli scarti del compagno, ed immaginandosi compresso ha concesso una seconda presa in più nel normale contratto di 3NT, dove dieci rappresentavano il limite.
Fuoco di paglia, fino a quel momento, ma nelle mani successive si è trasformato in un incendio.

Bilde-Duboin potevano essere soddisfatti del loro risultato, ma un infortunio difensivo – se proprio così vogliamo chiamarlo, perché la linea di gioco non è banale – nell’altra sala ha trasformato quello che doveva essere un discreto guadagno (7 IMP) in una perdita significativa. Sementa ha attaccato con l’PiccheA, e fin qui niente da dire. Ora però c’era un solo controgioco che batteva la mano, e non è semplice vederlo nemmeno a carte viste: per impedire che il dichiarante possa imbastire il più classico dei colpi di Morton, è necessario tornare con la PiccheQ e poi, Est, in presa con l’CuoriA deve ripetere di nuovo picche in maniera da forzare uno scarto prematuro. In caso contrario, infatti, Sud può sempre vincere. Per esempio, col ritorno a fiori prende e gioca cuori, e quando Est prosegue, mettiamo, a fiori, si trasferisce al morto in atout per muovere una quadri verso la mano. Est è spacciato: se mette l’Asso il dichiarante ha ora dove parcheggiare entrambe le perdenti a fiori, mentre se sta basso Sud scarterà poi l’ultima quadri sul PiccheK, cederà una fiori e taglierà la quarta al morto. Certo, se Ovest fosse tornato a fiori, Broegeland avrebbe ancora dovuto indovinare da che parte effettuare la manovra, visto che funziona su entrambi i lati, però il “contro” di Bocchi aveva probabilmente chiarito la situazione in merito. Comunque, Sementa è tornato col QuadriJ, ed il norvegese non ha dovuto versare una stilla di sudore quando Est ha messo l’Asso. 12 IMP per DIAMOND.
C’era un unico elemento che poteva indirizzare Ovest verso la scelta vincente: Bocchi ha scartato il Picche5 sull’Asso, negando un violento interesse per le quadri, come invece farebbe uno che abbia AQ. Da lì a trovare il bandolo della matassa è però ancora cosa lunga, a carte coperte.
La partita era oramai riaperta, dato che LAVAZZA non conduceva più che di 23 IMP con ben dodici mani ancora da giocare, e nelle due smazzate successive DIAMOND si è avvicinata ancora di più.

Come spesso accade loro, gli alfieri di DIAMOND hanno trovato un’apertura dove per gli altri non ce n’era nessuna, ma questa volta, a differenza di un tempo precedente, le carte erano messe come meglio non si poteva, e Broegeland ha impacchettato non meno di dieci prese. 5 IMP per chi rincorreva.
Altri 7 IMP sono arrivati subito dopo, i quali meritano un quesito di attacco. Queste le vostre carte:

Picche A J 10 7 4
Cuori 9 8
Quadri 8 7 5 2
Fiori K 3

 

Il vostro compagno apre di 1Quadri – almeno cinque carte per Duboin e almeno quattro per Broegeland – e l’avversario di destra dice 1Picche; dopo il vostro “passo” e quello dell’avversario di sinistra il compagno riapre con l’atteso “contro” e tutti passano. A voi.
Duboin ha scelto una quadri, mentre il norvegese ha preferito una cuori. Meglio il secondo:


Dopo l’attacco a quadri, tutto quello che doveva fare Platnik per arrivare a cinque prese era tagliare una quadri al morto, e l’ha fatto, mentre nell’altra sala dopo l’attacco la difesa, vinto, ha continuato con due giri di picche. -3 per Bocchi, e -2 per l’americano. Da notare come nessuno dei due Ovest abbia preso in considerazione lo scappare a 2Fiori, sebbene entrambe le squadre possano facilmente intervenire a livello di uno anche con colori molto brutti.
Gli spettatori hanno cominciato ad entusiasmarsi: dove non sembrava doverci essere storia, c’era invece ora un incontro apertissimo, dato che LAVAZZA era ancora al comando, ma solo per 109-98 e con molto tempo ancora sul cronometro. La tensione al tavolo, specie dove giocavano Bocchi e Sementa, i quali avevano evidente la percezione che una parte significativa del vantaggio fosse evaporata, era oramai avvertibile quasi attraverso lo schermo.
Sono seguiti due slam consecutivi, abbastanza banali, ma entrambi a favore di NS – Bocchi-Sementa erano EO, vi ricordo – nei quali LAVAZZA ha segnato 1 IMP (nel secondo), poi gli stessi hanno incassato un altro colpo pesantemente negativo.

Per quanto ne posso dire, trovo abbastanza normale il contro di Platnik, e abbastanza conservativo il “passo” di Bocchi, ma bisogna anche dire che il sistema aiutava gli americani: Diamond non poteva avere una monocolore di fiori, né, in generale, una mano con le fiori nettamente predominanti (non aveva aperto di 2Fiori) mentre Sementa sì. Insomma, Norberto, contrando, si sarebbe assunto un margine di rischio molto superiore a quello del suo corrispettivo. La conseguenza di questo “mismatch” di sistema è stata pesante: 5Quadri erano assolutamente imbattibili, mentre 4Cuori dovevano cadere di tre prese, nettamente insufficienti a compensare EO della mancata manche. Ma è andata anche peggio, perché Nord di prese ne ha perse solo cinque. Bocchi ha attaccato col singolo di fiori, e Sementa ha incassato due prese prima di continuare a quadri. E’ seguita la PiccheQ, per il Re e l’Asso, e ora Antonio Sementa ha continuato a fiori prima di incassare la vincente di picche. -2, e 9 IMP per DIAMOND, al posto dei 7 IMP oramai persi in licita.
LAVAZZA ha preso una boccata d’aria subito dopo, ma passando tra gli schizzi.

Bocchi e Sementa hanno mancato la manche di loro spettanza – e ragionevolmente, perché il 3Fiori di Norberto Bocchi mostrava una bicolore nera invitante, e dunque Sementa aveva motivo di non amare troppo le proprie carte – mentre Diamond-Platnik, un po’ perché erano protesi al recupero, e un po’ perché la decisione finale spettava a chi aveva una migliore prospettiva della situazione (elemento casuale), l’hanno centrata in pieno. Buon per LAVAZZA che Bilde-Duboin hanno a loro volta fatto il loro massimo, pagando solo 100 in 5Quadrix, incassando 3 IMP.
Subito dopo entrambe le squadre si sono accontentate di 5Quadri avendo a disposizione uno slam su un sorpasso, e tutte e due hanno fatto la scelta giusta, perché andava male (Diamond-Platnik, dichiarando del tutto a peso, non avevano proprio idea che così fosse, perché se lo avessero saputo, non potendo avendo loro la percezione di avere recuperato così tanto – i numeri grossi li avevano fatti i loro compagni dall’altra parte – probabilmente lo avrebbero chiamato).
Una conduzione più spregiudicata di gioco da parte di Broegeland nel medesimo 2Picche dell’altra sala gli ha consegnato 1 IMP. LAVAZZA 113, DIAMOND 108 e quattro mani ancora sul tavolo.
E’ seguita una mano pari, ma c’erano vari modi per farla diventare dispari, e tutte e due le squadre ne hanno avuto la chance.

NS avevano a disposizione addirittura il grande slam, ma Bilde-Duboin avevano minori strumenti a disposizione per arrivarci, di quanto non ne avessero i norvegesi, e questo grazie alla differente apertura. Lindqvist, infatti, era al corrente del fit fin dall’inizio, mentre Bilde non aveva questo privilegio, per cui il danese poteva fare ben poco sul “passo” del compagno su 5Picche, il quale lo obbligava a contrare. Broegeland, poi, aveva potuto effettuare un “passo” forzante grazie alla conoscenza pregressa del controllo a picche in Nord, e alla posizione favorevole dei suoi onori di cuori, svelata dalla licita competitiva di Est. Eppure, anche Lindqvist si è molto stranamente accontentato di contrare.
Non era però ancora finita, perché, sfumata la possibilità di fare la differenza in licita, ce n’era ancora una in controgioco del valore di 7 IMP, ma anche quella è stata mancata da tutte e due le coppie NS. Non che fosse facilissimo. Bisogna mettere in tavola l’PiccheA al primo o al secondo giro, e picche deve continuare Sud appena in presa. Quando poi il Sud medesimo riprende la mano, deve continuare a quadri, così tagliando fuori il dichiarante dalla fruizione delle cuori del morto, una volta affrancate. Né Lindqvist, né Bilde hanno però trovato la prosecuzione in atout dopo l’attacco col FioriK. Pari e patta a quota +500.
Tre mani ancora da giocare, e sempre 5 IMP a dividere. LAVAZZA ha avuto una chance per uccidere il match subito dopo.

Nell’altra sala, Sementa (Ovest) ha aperto di 1Picche, Lindqvist ha dichiarato Contro e Bocchi Passo. Brogeland ha licitato 2Fiori, seguito dal Passo di Sementa, dal 2Picche di Nord, dal Passo di Bocchi e dal 2SA di Brogeland, su cui Lindqvist ha rialzato a tre. Bocchi ha contrato e Brogeland ha licitato 4Fiori.

 Il mancato slam della mano precedente deve aver fatto pensare a Lindqvist che si imponevano misure di emergenza, perché altrimenti non si spiega la licita di 2Picche – credo che il passo sia pressoché automatico, per non parlare di 3NT. NS avevano messo il collo sul ceppo, ma Est, dopo aver affilato la mannaia, ha deciso di non calarla quando è venuto il momento. I 300 punti estratti da 4Fiori-3 sono ancora stati buoni per registrare un piccolo guadagno di 3 IMP per LAVAZZA, avanti di 8 IMP con la linea del traguardo sempre più vicina.
La mano seguente è stata amara per Bocchi-Sementa, ed in particolare per Norberto, al quale è toccato giocare la mano.


Non c’è dubbio che si debbano chiamare 5Fiori, e non c’è dubbio che il corretto movimento del colore di atout sia quello scelto da Bocchi: una piccola fiori verso il Re (si vince con la FioriQ secca ovunque essa sia, oppure con l’FioriA secondo a destra). Ma non era la volta giusta, mentre era quella perfetta per Diamond-Platnik per avere dubbi sulla presenza di un qualunque fit, e tutto, di nuovo, “grazie” al sistema. Tutti e due i contratti sono caduti di una presa, e DIAMOND ha scritto 5 IMP avvicinandosi a -3. Una sola mano ancora sul tavolo, e naturalmente i tifosi di LAVAZZA speravano si trattasse della più piatta del secolo. Non doveva essere così.


La licita di 3Quadri di Sementa è stata aspramente criticata dai commentatori su BBO, perché, volendo fare competizione, si poteva semplicemente aspettare che la licita tornasse dopo l’obbligato 2Picche di Nord. Tuttavia, Sementa aveva paura che l’asta gli tornasse invece a livello di manche (ed è proprio quello che sarebbe successo), e che l’attacco che batteva fosse quadri, e non cuori. Una scelta aggressiva, quindi, ma per niente irragionevole. NS hanno estratto il massimo, prima pescando in fallo Ovest . davvero indovinato il “passo” di Nord su 3Quadrix, col dieci quarto – e poi difendendo in maniera perfetta, incassando proprio le prese necessarie ad operare il sorpasso: otto. Se Sementa fosse caduto di tre prese, infatti, DIAMOND avrebbe segnato solo 2 IMP, e perso di 1, ma il meno quattro ha prodotto uno sbilancio di 8 IMP, e la vittoria di 5 IMP proprio sul filo di lana.