Il secondo tempo, dei quattro previsti (15 smazzate ciascuno), è stato caratterizzato da molte mani pari o quasi – ben cinque senza alcun movimento di IMP, due che ne hanno spostato uno, e tre dove lo sbilancio è stato di due IMP. Delle cinque rimanenti, due hanno consegnato soli 4 IMP ciascuna alla beneficiaria, e tre sono stati swing in doppia cifra.
La prima di queste mani di peso è arrivata appena partito il segmento, ed il risultato è stato principalmente legato ad un elemento casuale, come spesso accade a questi livelli quando gli aspetti stilistici e di sistema delle due squadre divergono molto. Tuttavia, bisogna però anche premettere che tutte e due le formazioni hanno giocato il contratto sbagliato, e non di poco.

Il contratto di 5Fiori è assolutamente blindato, e non mi pare nemmeno così difficile da raggiungere, ma in entrambe le sale una certa approssimazione dichiarativa ha portato ad un atroce 3NT. Anche questa è una caratteristica comune a match del genere, che si giocano in condizioni di grande stress psico-fisico al quale neanche i campioni sfuggono, e dopo un lungo cammino. Se si devono quindi puntualizzare gli errori, in sede di cronaca, bisogna però che chi legge non dimentichi mai che anche i fenomeni sono umani, e che solo loro potevano arrivare fino a lì.
Le due sequenze così diverse hanno prodotto però la differenza fatale: Duboin aveva visto gli avversari mostrare grande forza complessiva, e dunque non aveva motivo per andare a cercare altro che le cuori in mano al compagno: +2. Broegeland, invece, che aveva visto il compagno aprire – terzo di mano, è vero, ma pur sempre in sfavore di zona – aveva ogni motivo per sperare di trovare valori a quadri: -1 e 11 IMP a DIAMOND.
La stessa formazione è stata capace di usare freni davvero impressionanti la mano dopo.

Non è frequente vedere una coppia, per giunta di solito così aggressiva, fermarsi sotto manche con 26 punti sulla linea, per giunta divisi equamente. Però era una di quelle volte dove persino il livello di tre era troppo alto: 2 IMP per DIAMOND.
La smazzata successiva ha spostato un solo IMP, ma non posso tacerla.

Broegeland e Lindqvist hanno sulla Convention Card una menzione per questo tipo di psichiche, per cui, da questo punto di vista, sembrerebbe tutto a posto. Ma in realtà non è così, come è stato spiegato loro da me personalmente: una psichica, quando sistematica come nel caso, è proibita: il System Policy descrive infatti questa fattispecie come “Brown Sticker”. In ambito ACBL è però permessa, quindi, come disse Amatore Scesia, “tiremm innanz”. Il classico biscotto norvegese non ha distolto NS dalla manche di loro spettanza, però ha avuto l’effetto di orientare la linea EO sul migliore attacco. Bianchedi ha dovuto giocare in sicurezza, a differenza di Platnik, e questo ha prodotto un altro IMP per DIAMOND, avanti ora 14-0 nel tempo, e 43-37 nel totale.
Il vantaggio di DIAMOND è durato l’espace d’un matin, perché nelle due mani seguenti LAVAZZA ha rimesso indietro le lancette all’orario di inizio del secondo parziale.

Stesso contratto, e stessa difesa: attacco QuadriK e ritorno a cuori. Duboin è però stato basso: dieci prese. Broegeland ha invece inserito un misterioso fante (gliene chiederò il perché la prima volta che lo vedo). Vinto con il Re sulla Dama di Sud, il norvegese ha proseguito con una piccola fiori, e quando Bianchedi, dopo aver preso, ha proseguito a cuori, ha messo l’Asso. Non c’era più rimedio: -2 e 13 IMP per LAVAZZA.
Subito dopo BILDE ha pensato bene di incassare immediatamente quanto di sua spettanza nel 3NT avversario, mentre Lindqvist ha atteso gli eventi. E’ ancora là che aspetta, perché Madala ha steso le carte reclamando tutte le rimanenti. 2 IMP.
Il ritmo è continuato ad essere incalzante: DIAMOND ha ripreso il comando del parziale subito dopo.

Anche questa volta, non era una di quelle volte dove giocare lo stesso contratto su due linee diverse avesse convenienza. 4 IMP per DIAMOND. Anche se non cambiava nulla – c’è una sola carta iniziale, su tredici, che permette a Sud di fare 2Cuori: la PiccheQ – va rilevato il brillante attacco in atout di Broegeland contro Agustin Madala.
Sono seguite due mani pari, entrambe di un qualche interesse, ma non abbastanza da sprecare inchiostro, poi DIAMOND ha guadagnato altri 4 IMP che potevano però essere di più, ma nell’altra direzione. Tutto era legato ai favori della Dea bendata.

5Fiori non era poi un brutto contratto, ed è diventato anche migliore dopo l’attacco a picche, ma per com’erano le carte è rimasto infattibile. L’ottima lettura di Bilde ha salvato 2 IMP: il suo -1 si è assommato al -2 dell’altra sala, ma dato che 3Quadri avrebbero fatto registrare +130 per gli avversari, questo avrebbe comportato una perdita di 6 IMP al posto di 4.
DIAMOND ha sorpassato di nuovo LAVAZZA anche nel totale nella mano immediatamente successiva, ma questa volta grazie ad una migliore lettura della situazione.

Per cominciare, sebbene in una sequenza leggermente diversa Madala ha deciso di scappare da 1NTx, mentre Diamond è rimasto a piè fermo di fronte al fuoco nemico. Poi, Bilde ha sfortunatamente, quanto più che ragionevolmente, selezionato per attacco una delle due sole carte che permettevano a Nord di mantenere il suo contratto: la FioriQ (l’altra è ovviamente il FioriJ: un’altra qualunque delle fiori invece batte). Confesso che a me piace di più la PiccheQ, data la sequenza – il compagno sembra doverne avere almeno quattro – ma non si può certo definire la scelta del danese come chiaramente sbagliata.
Il totale è stato pari a +180 per Platnik, e -500 per Madala, ovvero 12 IMP per DIAMOND.
Sono seguite due insulse mani pari – due manche scontatissime in licita e in gioco – e infine le due squadre si sono scambiate piccoli swing: 1 IMP per LAVAZZA per aver giocato un parziale a cuori invece che a quadri, e 2 IMP a DIAMOND in prese in più, in entrambi i casi del tutto casuali: nel primo, perché LAVAZZA utilizza la Gazzilli anche dopo apertura 1Quadri, dunque giocare 2Quadri era impossibile. Nell’altro, perché una sequenza in transfer ha piazzato la manche a cuori in Est invece che Ovest, e Sud aveva a disposizione un attacco migliore di quello di Nord.
Piccolezze, ma, come vedremo, tutto doveva contare alla fine.