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Campionati del Mondo a squadre: Italia – Olanda (open)

da | Ago 23, 2017 | 1 commento

Siamo al secondo episodio del trittico terribile che la nostra nazionale deve affrontare in questa seconda giornata di Campionati. Dopo la sconfitta piuttosto netta maturata nell’incontro con la Francia, certo non è l’Olanda l’avversario che avremmo desiderato per un pronto riscatto. E tuttavia col calendario non si può negoziare alcunché, dunque facciamo buon viso a cattivo gioco e ci sediamo contro i tulipani, dei quali non si può certo dire che abbiano avuto una cattiva partenza perché al momento guardano il resto della compagnia dall’alto in basso: primi con 57 e spiccioli, oltre 5 VP sulla Francia seconda.

Ci sediamo con i quattro ragazzi (Donati e Gandoglia dopo aver mancato il primo incontro non si sono ancora alzati – metaforicamente – dal tavolo): i due giovani stakanovisti sono dunque Est-Ovest in chiusa contro De Wijs -Muller, mentre in aperta Manno e Di Franco dovranno dare filo da torcere in Nord-Sud a Van Lankveld e Van der Bos.

Un board di riscaldamento. Nord apre di 1SA a entrambi i tavoli, se lo gioca e porta a casa sei prese.

Alessandro apre 1SA con la quinta di picche; probabilmente Giovanni dispone di un modo per descrivere la 5-3 nei nobili ma, forse dissuaso dalle tre cartine a picche, decide di mostrare solo la quinta di cuori. Si finisce quindi a 3SA ed è un bene perché il povero Gandoglia si ritroverebbe nientemeno che K-9-8 quinti nella schiena (e infatti il povero Muller contro 3SA ci attacca, scoprendo presto che non si trattava esattamente di una killing lead). Ma non c’erano attacchi, e Alessandro trotterella sciolto verso le sue nove prese.
In aperta Est apre 1Picche e la conclusione infelice a colore diventa inevitabile: o meglio diventerebbe, perché Andrea Manno non si accontenta e contra provocando la fuga di Ovest a 4SA. Qui l’asticella è più alta e l’attacco fiori batterebbe inevitabilmente liberando tre prese immediate nel seme vicino all’CuoriA, ma la quinta di cuori del giocante non è mai venuta fuori e Max che a fiori ha l’Asso terzo attacca nel nobile da 10 terzo. Tra parentesi, mi pare che anche l’attacco quadri batta perché crea un problema di comunicazioni che impedisce la messa in mano finale. Il morto resta in presa con il 9 e prosegue nel seme con la Q che Andrea fila dopo lunga sofferenza: troppo lunga forse, perché il giocante indovina il seme diviso 3-3, supera la Q con il K e forza l’Asso di Andrea. Ora arriva la fiori ma è troppo tardi perché Van der Bos ha ormai capito come stanno le carte e gioca l’ovvia messa in mano su Manno che a tre carte non può che tenere la fiori e il PiccheK secondo. 1 MP perso invece di un sostanzioso guadagno (4picche non si può proprio fare). Chi troppo vuole…

4Picche chiamato in due battute in chiusa e fatto senza difficoltà, ma in aperta Manno e Di Franco si inceppano e con 24 e il fit ottavo si fermano a 2. Si ha l’impressione che Di Franco abbia una carta fuori posto, e infatti su 1Picche risponde 1SA negando (credo) il fit che invece ha, e su 2Cuori riporta a 2Picche con 9 decenti. La sfiga vuole che di là ci sia un massimo di 15 belli, ma certo il -6 è del tutto meritato (almeno l’episodio si è svolto in prima).


2Quadri senza problemi in entrambe le sale. I nostri passano sempre mentre assistiamo a un intervento da brivido di Van der Bo (1Picche in zona con K7653 e a lato un altro K… secco), ma alla fine la mano è pari. Siamo 0-7.


Dopo l’apertura di 1Quadri di De Wijs (che gioca fiori forte) e la risposta di 2Fiori di Muller, un aggressivo barrage di Donati a 3Cuori con la sesta compatta spinge gli olandesi a un 3SA che avrebbero chiamato comunque. Forse Giovannino avrebbe messo qualche pensiero in più in testa a De Wijs affrancando la sua sesta, invece in presa sull’attacco gira a picche forse per tagliare le comunicazioni. Ma la mano è comunque imperdibile sull’affrancamento delle fiori.
Sequenza simile in aperta, barrage compreso, anche Van Lankveld torna picche alla presa 2 e Andrea mantiene analogamente.


Gandoglia apre normalmente 1SA in zona, gli avversari glielo lasciano giocare e incassano senza fatica le prime 10 marcando l’equivalente della manche in prima che era a loro disposizione. Adesso siamo due board in anticipo rispetto all’aperta, e decido che è ora di mostrare la mia scarsa obiettività di cronista passando i dieci minuti successivi a tifare per la nostra riapertura di contro. Ma niente da fare, anche Max al momento topico passerà non irragionevolmente, replicando poi l’incruento massacro dell’altra sala.


Doppio fit nobile in Nord-Sud ma la manche è decisamente troppo: Muller ci si avventura con sei punti, spinto dalla bellezza della sua 5-4 nobile dove non ha nemmeno un misero fante, e paga fin poco. In aperta i nostri si fermano a 3 (che mi sembrano fin tante), Van Lankveld si fuma l’FioriA e ci scappa la surlevee. Ora siamo pari.


Tutti in prima, dopo 1cuori-1SA dei ragazzi in chiusa Muller spara 4Picche con l’ottava semichiusa (manca la Q). Giovannino decide molto coraggiosamente di riparlare con la 7-4 rossa e chicane di picche: in cerca di fit da’ un’alternativa con 4SA e su 5Fiori dice 5Quadri e se li gioca contrati nella 4-3. A un primo esame sembra difficile limitare i danni considerando che l’attacco mette già in fuorigioco il giocante. Ma la chiave della mano sta nella comunicazione a picche: se la difesa riesce a controllare le atout mentre Nord ha ancora la seconda picche in mano sarà Caporetto. Donati dunque taglia l’attacco e gioca il CuoriJ per la Q di Nord che saggiamente preserva il collegamento giocando fiori. Ora Giovannino fa girare l’Cuori8 per il taglio di Sud, che per fortuna gioca l’PiccheA togliendo l’ultima carta dalla mano del compagno: su un altro ritorno sarebbe stato il giocante a dover tagliare la picche dal morto alla prima occasione per ottenere lo stesso risultato. Così come è andata il giocante taglia, gioca l’QuadriA che elimina l’ultima atout di Sud e prosegue CuoriK per Asso e taglio. Di qui in avanti si cedono solo le atout di Nord: 3 down fa 500, non un disastro perché 4Picche si dovrebbero fare prendendo obbligatoriamente la Q terza in impasse. Proprio questo avviene in aperta, dove nella stessa sequenza Van Lankveld rispetta prudentemente il barrage di Manno (devo confessare che mi sento più vicino a questa scelta: sarà perché ho il triplo degli anni del pupo?) e Andrea si porta a casa la manche. 9-7 per il nemico.


In chiusa invece del normale 3SA gli olandesi si librano a un complicato 5Fiori nella 5-2: De Wijs ragionevolmente si spaventa del suo singolo a cuori dopo che la mano forte nega i nobili e decide di dichiarare 4Fiori. Forse Muller dovrebbe negare fit con 4SA (ammesso che questo sia per loro il significato), invece apre il valzer delle cuebid e ci si ritrova a manche minore con 7 sole atout.
Giovannino inventa l’attacco di PiccheQ sotto Asso, speculando sulla mancata cuebid a picche del giocante, e Muller mette il K dal morto che con sua somma sorpresa rimane in presa. Ora si immerge in una ciclopica pensata (basti dire che all’altro tavolo mentre lui sta fermo alla prima presa giocano oltre due board e passano avanti) e poi fa l’impasse a cuori e batte le fiori in testa. Purtroppo per noi la 3-3 lo premia (se Gandoglia avesse avuto la Q quarta il bell’attacco di Giovannino avrebbe avuto il suo premio perché l’PiccheA conservato sarebbe stata la ripresa per dare il taglio al compagno.
Di là Di Franco, che alla fine non ha quella gran sbilanciata, pensa che 9 prese siano meno di 11 e in sequenza analoga chiude a 3SA: Andrea fa la surlevee ma il guadagno misero è di 1MP. Siamo 8-9.


Passiamo in vantaggio: entrambi i Nord aprono ultimi di mano con 11 e la quinta di quadri, ma sulla risposta di 2Fiori che centra il singolo dell’apertore Di Franco sta ai primi danni e passa, mentre De Wijs tenta ancora di migliorare il contratto dicendo 2Quadri con A-10 quinti. Quindi di fiori se ne giocano 3, e poiché ci sono tre atout e A-K di cuori da perdere guadagnamo 5 MP e si va 13-9.


Tutti in prima, su 4Picche di Est-Ovest gli olandesi difendono a 5Quadri. Si pagherebbe 500 perché Muller non ha ingressi per catturare K-J-x di quadri in mano a Gandoglia, ma purtroppo Donati attacca proprio atout e il danno è contenuto a 300. Di là niente difesa e quindi -3 invece di +2, niente di grave, siamo 13-12. Registro che, in un incontro di circa analoga difficoltà, le ragazze stanno quasi nell’identico punteggio (13-11) contro USA1, e mi viene un pensiero maligno: potendo, firmeremmo per questi due quasi pareggi? Ma i ragazzi con un finale travolgente mi faranno pentire della mia pusillanimità!


Un banale 4Picche orizzontale: per fermare il giocante a 10 prese si dovrebbe attaccare quadri da J terzo avendo QJ10 a cuori seme non dichiarato. Ovviamente nessuno è capace di tanto, mano pari.


Dopo la Landy di Sud a 2Picche si pagherebbe ma non è possibile individuare il contro per Giovanni, che del tutto comprensibilmente compete a 3Fiori e li impacca rinunciando alle sirene dell’impasse quadri che avrebbero aperto una fastidiosa sequenza di tagli. Dichiarazione e gioco quasi fotocopiati in sala aperta.


Una mano che può essere pericolosa se non si è ben convenzionati, perché su 1cuori-1picche-3cuori rimane poco spazio per trovare il fit 5-3 a picche. Manno e Di Franco si dimostrano preparati (su 1Cuori la risposta di 2Picche dovrebbe mostrare una mano positiva mono/bicolore con scarso fit), mentre sembra che per gli olandesi la sequenza di cui sopra garantisca tre carte di picche, per cui il successivo 4Quadri era transfer per 4Cuori su cui il rispondente sceglie la manche nobile. Così entrambe le coppie escono dalla trappola senza danni.
Ora però bisogna farle: in aperta sull’attacco quadri Max incassa le sue 5 teste e poi inizia a fare tagli: la difesa non può che farsi tre atout (non avvantaggerebbe Est battere atout perché si ritroverebbe con una presa a fiori ma soltanto due in atout). In chiusa invece, malgrado l’attacco fiori segnali a De Wijs che il seme potrebbe non essere benevolo, il tulipano taglia una fiori senza incassare il K e gioca atout per il K che tiene, e ancora fiori tagliata al morto. Su CuoriA-K parcheggia l’ultima cartina di fiori (ha ancora il K) e una quadri e poi taglia una cuori. Le prime sette sono tutte sue, e giocando piccola atout per l’Asso secco di Donati se ne assicurerebbe altre tre, ma si avventura invece nell’impasse quadri e permette ai ragazzi di incassare separatamente le loro tre atout. Si zompa felici a 23-12.


Giovannino gioca 1SA e lo porta a casa su attacco quadri anche sbagliando la Qpicche, perché gioca il bilatero dalla parte da cui è più improbabile il ritorno fiori dove è scoperto. Nord a dire il vero torna fiori lo stesso ma oltre sei prese la difesa non va.
Di là apre correttamente Manno primo di mano con 11 molto compatti e siamo noi a palleggiare fino a 2Quadri che non si farebbero. Ora la difesa riapre e gioca 2cuori nella 4-3, Van Lankveld indovina un sacco di cose ma oltre le sette prese non arriva. Doppio score, 27-12 ora.


Qui gli olandesi giocano 1SA liscio in chiusa: Donati invece di fidare nella sua quinta cerca le cuori del compagno e risolve il bilatero a Muller, che cede la QuadriQ e realizza sette prese. In aperta Max apre 1fiori, Van der Bo entra a 1Cuori e Andrea dice 1Picche (contro senza le picche). Van Lankveld coglie l’occasione per mostrare le picche con poco contrando, ma probabilmente Van der Bo equivoca la forza di questo messaggio e alla fine contra 1SA. Anche qui l’attacco cuori assicura il contratto, ma Manno a caccia di punti indovina la Qquadri e stampa anche la surlevee: 32-12 è pertanto lo splendido risultato finale di un incontro che di certo ai blocchi di partenza non ci vedeva favoriti. Molto buono in particolare lo score di Donati e Gandoglia, un paio di errori all’inizio di Manno-Di Franco riscattati però da una serie di convincenti decisioni nel finale.
Risultato altrettanto interessante per le ladies che hanno chiuso a +1 contro la corazzata USA1, facendo buon seguito alla larga vittoria sulle russe.