Bridge, lo Sport della Mente

National Americano a Toronto (2)

da | Lug 21, 2017 | 0 commenti

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Sbarcano a poco a poco al Pearson International Airport i nostri connazionali in procinto di scendere ai tavoli di Toronto.
I binari del treno direttissimo sfociano dall’aeroporto nel cuore dell’Entertainment District, il “quartiere dell’intrattenimento” che si affaccia sul Lago Ontario e in cui sorge il Metro Toronto Convention Centre: la sede di gara.

Come da tradizione, il National Americano d’Estate è iniziato con la cerimonia di incoronazione dei nuovi membri della Hall of Fame, la lista dei giocatori che hanno contribuito alla storia della American Contract Bridge League (ACBL).
A ricevere il più prestigioso dei riconoscimenti è stato Jeff Meckstroth (categoria open). A Zeke Jabbour è stato assegnato il Sidney H. Lazard Jr. Spormanship Award e a Peter Nagy è stato conferito, postumo, il von Zedtwitz Award (per dettagli, v. oltre).
Contestualmente, è stato assegnato il premio Lazard alla sportività ad Eddie Kantar.

Eric Rodwell consegna a Jeff Meckstroth il riconoscimento che certifica l’ingresso di Meckstroth nella Hall of Fame

Jeff Meckstroth, vincitore di 61 titoli americani e di nove titoli mondiali, è il giocatore con più punti piazzamento della storia della ACBL. Con Eric Rodwell forma una delle coppie più forti al mondo; nel Bridge questo vale più di un matrimonio, tant’è che i due giocatori sono diventati un unico binomio, individuato da un nome solo ricavato dalla contrazione fra i cognomi Meckstroth e Rodwell: Meckwell.
In occasione dell’incoronazione del compagno più anziano, Rodwell, insieme ad altri nomi illustri del Bridge americano, ha raccontato alcuni aneddoti della storia di Meckstroth.
Il primo si potrebbe riassumere con la massima: “un Campione è un concorrente che non si è arreso.”
Agli esordi, Meckstroth era stato chiamato a giocare un torneo in una squadra che aveva ingaggiato Barry Crane. Al giovane Meckstroth spettò l’onore di giocare con la leggenda del Bridge americano. La prima sessione fu disastrosa, al punto che Meckstroth, in lacrime, esclamò: “non giocherò mai più a Bridge!”
Di fronte a tutti, il cinico Crane ribatté: “per fortuna! Perché non hai talento.”
Pronunciate da un Campione di tale portata, queste parole erano una “sentenza di morte bridgistica”. Ma pochi anni dopo, Meckstroth e Rodwell strinsero il sodalizio 43ennale che li ha portati al vertice del Bridge mondiale. Il momento più bello della loro carriera, secondo Rodwell, è stato vincere la Bermuda Bowl a Port Chester nel 1981.
Alla cerimonia erano presenti i genitori di Meckstroth, il figlio e il nipotino. “Quattro generazioni di Meckstroth” ha esclamato Jeff con la voce tremante per l’emozione. E’ stato proprio il padre ad incoraggiarlo a imparare il Bridge, ma allo stesso tempo ha insistito perché si laureasse. Lo studente però non riusciva assolutamente a concentrarsi sullo studio e alla fine i genitori stessi hanno accettato la sua scelta di lasciare il college per seguire la sua naturale inclinazione.

Steve Weinstein riceve il premio Sidney H. Lazard Jr. Sportmanship per Eddie Kantar

Eddie Kantar è uno degli scrittori di libri di Bridge più noti al mondo. Il californiano, che ha pubblicato oltre venti volumi, ha vinto anche due titoli mondiali e quindici titoli nazionali.
Gli è stato conferito il premio Sidney H. Lazard Jr. Sportmanship, istituito da Sidney Lazard in memoria del figlio mancato per una grave malattia nel 1999. Il riconoscimento viene assegnato da una apposita commissione, che ogni anno individua un giocatore che viene celebrato dai “colleghi” Campioni con classe e sportività. Dal momento che non poteva essere presente per motivi di salute, il suo premio è stato ritirato da Steve Weinstein.

Peter Nagy è stato un sopravvissuto all’Olocausto. La sua difficilissima vita è stata raccontata dalla moglie Donna Hay, che ha ritirato il von Zedtwitz Award (assegnato anche in questo caso da apposita commissione) conferito al marito. Nagy, originario dell’Ungheria, ha lasciato la nazione quando è diventata parte dell’Unione Sovietica ed ha imparato il Bridge in un campo per rifugiati.

I tornei di Bridge sono già iniziati, ma per ora si tratta di competizioni minori. I nostri connazionali scenderanno in parte in campo a cominciare da oggi.