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European Open Championships (11)

da | Giu 20, 2017 | 0 commenti

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Questi campionati sono iniziati all’insegna della suspense, e hanno tutta l’intenzione di continuare sullo stesso tono fino alla fine, tanto che ieri uno dei quarti di finale si è concluso solo dopo una mano di spareggio, e per giunta una mano bellissima, dove licita e gioco erano entrambi interessanti.
Ma andiamo con ordine.
Si giocavano ieri ottavi e quarti nella categoria Open, e quarti e semifinali nelle categorie Women e Seniors, tutto a squadre. Sin dal primo degli scontri in programma, tutti sulla breve (troppo?) distanza di ventotto smazzate, suddivise in due tempi da quattordici ciascuna, le teste coronate hanno cominciato a cadere con rumore di tuono. Ben quattro su otto sono stati, nell’Open, i casi di squadre vincitrici a dispetto della loro posizione di rango inferiore nel tabellone, ed in due altri le vincitrici hanno scansato di pochi centimetri la lama del boia.
Tra le più clamorose, dolorosa per noi l’eliminazione di VINCI per mano di FRANCE OPEN SENIOR, eliminazione peraltro non così clamorosa come si potrebbe pensare. I transalpini, infatti, sono una combinazione di ex campioni olimpici 1980 (la parte Senior, integrata da altri due senatori che però quel titolo non l’hanno vinto) e giovani campioni d’Europa in carica (Rombaut e Combescure). Tutt’altro che una squadra scarsa.
VINCI è arrivata all’ultima mano avanti di 9 IMP, ma proprio all’ultima curva i francesi si sono lanciati in un disperato, ultimo assalto, chiamando un 3NT sulla carta infattibile con soli 19 punti sulla linea (!), ma che è stato purtroppo realizzato grazie alla difficoltà, per i nostri, di leggere il controgioco vincente.
Ecco a voi:

Contro il 3NT di George Iontzeff, Alfredo Versace ha attaccato con l’QuadriA, ma poi ha proseguito a picche. Da quel momento in poi non c’è più scampo per la difesa. Sud ha vinto al morto, incassato CuoriA di mano e continuato a fiori, e una volta che il colore è stato affrancato, Lauria poteva tornare solo in un colore rosso. Nell’altra sala il normale 2Picche di Ovest è caduto di due prese, per un totale di 100 punti per VINCI, ma un dividendo di 500 per gli avversari, pari a 11 IMP, e la qualificazione ai quarti.
Un altro gigante a rotolare nella polvere è stato PCZSZOLA, per giunta per mano del più classico degli outsider, GREECE. Ahimè, rileggeremo ancora questo nome.

Tra le signore, dove tutti gli incontri erano “too close to call”, non si può certo parlare di sorprese di nessun genere, tanto più che ciascuna delle teste di serie più pregiate ha vinto, anche se non sempre largamente. Lo scontro più difficile da pronosticare, quello tra BAKER e HAYMAN, è stato anche, puntualmente, il più serrato, con le prime che hanno prevalso di soli 6 IMP sulle seconde

Tra tutti, il più clamoroso tonfo di un gigante è stato quello di MILNER nel Senior. Gli americani, al momento detentori di Rand Cup, Senior Bowl e Olimpiadi (più o meno in formazioni comparabili, anche se i soli membri permanenti sono Reese Milner e Hemant Lall), sono stati non solo battuti, ma addirittura annichiliti dai bulgari di VITO, avanti di ben 45 IMP alla fine.
Insieme a loro, sono cadute tre su quattro delle favorite. Unica a sopravvivere è stata la WOLFSON del nostro immenso Benito Garozzo.

Si è poi giunti ai quarti nell’Open, e alle semifinali nelle altre due categorie, e per noi è arrivata un’altra amarezza: LAVAZZA è stata battuta, e nettamente, dalla carneade GREECE. I nostri non sono mai stati in partita: hanno cominciato da -20 grazie a due sanguinose incomprensioni di Bocchi-Sementa (una dimenticanza del sistema per parte), e mai si sono riavvicinati, aggiungendo qua e là altri errori davvero poco caratteristici. Gli avversari, dal lato loro, qualcosina hanno concesso (per esempio mancando un grande slam banale, chiamato da tutti, tranne che proprio all’altro tavolo!), ma non più di tanto. LAVAZZA avrebbe dovuto giocare quasi perfettamente per prevalere.

MAZURKIEWICZ ha vinto lo scontro fratricida con POLAND, i norvegesi di HIGHLANDERS hanno interrotto la corsa dei francesi giustizieri di VINCI, e CHINA OPEN si è sbarazzata di ERA. Mentre i tre precedenti match sono stati vinti abbastanza agilmente, in quest’ultimo caso c’è però voluta una mano di spareggio, e che mano:

In una posizione identica, Dubinin ha scelto di saltare a manche, mentre Zhang ha messo un cartellino verde. Questo ha immediatamente significato che quella mano di spareggio sarebbe stata anche l’ultima (si giocava con il meccanismo “sudden death”), ma ciò che contava era il gioco. Lì non ha avuto problemi: ha vinto l’attacco a picche con il Fante, ha giocato atout, ed è arrivato facilmente a undici prese. Gromov ha vinto il medesimo attacco ed ha mosso fiori per il Fante e l’Asso, e Dai è tornato nel colore per il re del morto. Una cuori per il Re, adesso, e un’altra cuori tagliata, e poi atout. Yang ha vinto, ed è tornato con la CuoriQ, e quando Gromov ha deciso di tagliare con l’8, il suo destino ha avuto il colore della sconfitta.
Tra le signore, le semifinali se le sono aggiudicate BAKER, all’ultimo respiro contro DUTCH WOMEN, e DENMARK RED, in maniera sorprendente agile contro CHINA LADIES. Le prime partiranno da favorite in finale.

Nel Senior entrambi gli incontri sono stati tiratissimi, e ad emergere sono stati, alla fine, WOLFSON e KAMINSKI. Nel secondo caso, determinante è stata la penalità di 4 IMP inflitta ai bulgari per ritardo: senza quella, avrebbero vinto di 1!
Oggi Garozzo avrà la possibilità di aggiungere un altro titolo all’incomparabile lista dei suoi successi, e con lui Franco Masoero e i due americani loro compagni di squadra.

Maurizio Di Sacco

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