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“Tutte mie”, ma…

da | Mag 16, 2017 | 0 commenti

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Caro Maurizio,
sono curioso di sentire il tuo parere sul caso che ti vado ad illustrare.
Simultaneo light, board n. 18. In Est gioco 4Cuori.

Attacco Fiori8, realizzo che a meno di un miracolo il down è certo dovendo perdere una fiori e tre quadri.
Nord prende di asso e torna di Picche6, prendo in mano con l’asso, gioco il Cuori2 all’Asso, Picche5 per il re, Cuori6 al re.
Quadri10 preso da Sud con la dama e N/S incassano altre due prese con QuadriA e QuadriK. Nord è in presa e si ferma a pensare, mentre al morto sono rimasti Cuori10, PiccheQ e Fiori9 7 6 e in mano CuoriQ J 9 7 e QuadriJ ormai buono.
Dico “gioca quello che vuoi, tanto sono tutte mie” senza dire “dopo il taglio della fiori o della picche, batto l’ultima atout e sono tutte mie” tanto la situazione mi sembrava ovvia: avrei perso ancora una presa se, in mano con un taglio di fiori non avessi battuto l’ultima atout e avessi invece giocato, senza senso, il QuadriJ buono, scartando dal morto, che Nord avrebbe tagliato con l’ultima atout.
La signora in Nord, pur riconoscendo che le prese sarebbero state tutte mie, osservava, ad onore del vero senza acrimonia, che, avendo io lasciato fuori un’atout, non avrei potuto reclamare tutte le prese e che ella avrebbe potuto costringermi a giocare il QuadriJ che lei avrebbe tagliato (senza contare che avrei potuto tagliare il QuadriJ buono col 10 di atout del morto altrettanto buono per poi reclamare il resto delle prese).
Ne è seguita una discussione e, invitata dal sottoscritto a chiamare l’Arbitro per dirimere la questione, lo faceva e l’Arbitro assegnava secondo regolamento un’altra presa a N/S, perché, non avendo “specificato la linea di gioco”, avevo mostrato di aver dimenticato “fuori” un’atout.
Così la cosa é finita con 4Cuori-2.
La curiosità che vorrei togliermi è la seguente:
in una situazione del genere c’è stata soltanto una “sesquipedale ingenuità (ahimé) da parte mia” o anche “un eccesso di fiscalità” da parte dell’Arbitro (Articolo 70 del Codice di Gara, paragrafo C3 nota 43, a proposito del gioco “normale”)?
Ti ringrazio per la tua pazienza e gentilezza e ti saluto cordialmente.
Claudio Benevento


Ciao Claudio,
per dirimere questioni come queste bisognerebbe essere presenti, perché un’intervista con gli interessati, a caldo, potrebbe fugare ogni dubbio.
Tuttavia, in linea di principio l’Arbitro aveva ragione (e probabilmente era davvero quella la decisione da prendere).
Infatti, il riferimento al “gioco normale” è sì valido, ma lo è altrettanto quello che segue (stesso articolo), ovvero che, qualora ci siano dei dubbi residui, l’Arbitro deve risolverli a sfavore del reclamante.
In precedenza, c’è una parte che tratta lo specifico caso nel quale manchi ancora almeno un atout, la quale ci dice che – la faccio breve – in assenza di evidenza del contrario l’arbitro deve assumere sia stata dimenticata.
Ora, quando si possa dire che c’è l’eventualità che sia stata dimenticata – e da quello che leggo qui c’era – è del tutto automatico assegnare una presa alla difesa, se solo questo è possibile. Il principio che viene applicato è infatti il seguente: dato che per dichiarante ognuna delle carte rimanenti è equivalente, è quindi irrilevante l’ordine nel quale potrebbe giocarle.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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