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Renonce

da | Mag 3, 2017 | 0 commenti

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Buongiorno,
gradirei il suo parere in merito a questo episodio.
Il mio avversario gioca 2Cuori. A cinque carte dal termine, faccio renonce tagliando una fiori con la dama secca. Si completa la mano con 2Cuori mantenuto impegno. A torneo concluso, uno degli avversari, avvertito da un angolista, mi ha fatto presente che avevo fatto una renonce di cui io non mi ero accorto (avevo ancora una fiori per rispondere). Pur potendo ricusare, ho avvertito l’Arbitro invitandolo a cambiare il risultato portandolo a 3Cuori, sufficiente per far vincere il torneo alla coppia avversaria. Noi eravamo in testa.
Uno di loro, però, è intervenuto affermando che la penalizzazione doveva essere di due prese, adducendo come ipotesi di gioco che la mia dama sarebbe caduta sul suo re, senza considerare che una delle due cartine ancora in possesso della mia compagna era servita per un taglio che si sarebbe potuto evitare. Ho manifestato disaccordo per cui l’Arbitro ha confermato il risultato di 2Cuori. Successivamente, l’Arbitro mi ha fatto presente che con il mio consenso avrebbe deciso per 3Cuori non di più.
Chiedo gentilmente il suo parere, non escluso l’intervento dell’angolista che è avvenuto, a torneo concluso.
Cordiali saluti,
Enzo Ficociello


Caro Vincenzo,
la renonce della quale si parla non era soggetta a penalità, come recita l’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo B, ma era, pur tuttavia, soggetta al ripristino dell’equità (Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo C). L’Arbitro doveva dunque restituire ai suoi avversari tutto ciò che la renoce aveva loro portato via, e poco importa se ci fossero errori pregressi, irrilevanti ai fini della decisione.
Per quanto riguarda la funzione dell’angolista, è anch’essa irrilevante, o meglio, è una fortuna che lo stesso fosse presente e che abbia riportato l’incidente, perché altrimenti si sarebbe consumata un’ingiustizia: la Sua linea si sarebbe accreditata una presa (o due), che non meritava, e che era stata ottenuta attraverso un’irregolarità.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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