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Lunga pensata, poi passo

da | Mag 9, 2017 | 0 commenti

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Buongiorno,
gioco con tanta passione da quasi trent’anni (da venticinque sempre con lo stesso compagno) e quando ho chiesto l’intervento del direttore di gara, in realtà poche volte, ne ho sempre accettato il verdetto anche se non ero convinto; ieri sera durante il torneo è capitata questa mano:


*passo = dopo lunga pensata

E’ stato chiamato il direttore, che ha ritenuto tutto regolare e ci ha fatto giocare.
Risultato: 3Cuori fatte, mano leggermente sotto media per N/S. Gradirei un parere, anche perché con lo stesso direttore mi sono trovato altre volte in disaccordo.
Cordiali saluti e complimenti per la rivista alla quale sono abbonato da sempre.
Vincenzo Sassi


Caro Vincenzo,
da un punto di vista strettamente procedurale, c’è da dire poco, ma quel poco è abbastanza significativo: l’Arbitro non ha alcun potere di decidere sul momento, quando la licita e il gioco non siano ancora terminati, se la dichiarazione di 3Cuori fosse lecita, oppure no (che così abbia fatto, risulta dalla Sua testimonianza, la quale io accetto, come sempre, con beneficio d’inventario, ovvero la assumo per buona in attesa di eventuali, ulteriori contributi).
Questo per due motivi: il primo, è che emettendo giudizi immediati si rende a sua volta colpevole di trasmettere delle INA a tutto il tavolo; il secondo è che non è lui (lei) a dover dare un giudizio in merito, giudizio che deve invece essere chiesto, solo al termine, ad esperti interpellati allo scopo.
Al momento del suo intervento, quindi, l’unica cosa che l’Arbitro è autorizzato a fare, e che fare deve, è accertare i fatti, dopo di che deve semplicemente invitare alla continuazione della licita e del gioco, riservandosi una valutazione solo in seguito.
Da quel momento, il ruolo dell’Arbitro è quello dell’intervistatore: egli deve chiedere ad esperti cosa avrebbero fatto con le carte del recipiente dell’INA, nella situazione data. Qualora scopra che risulti ragionevole tenere un comportamento diverso da quello scelto al tavolo, e che tale comportamento porti ad un risultato migliore per gli innocenti, deve modificare il risultato.
Nella circostanza, doveva accertarsi se esistesse un’alternativa logica (possibile) alla licita di 3Cuori.
Come esperto conto solo per uno, e non più degli altri, ma come tale, se interpellato, io avrei detto che passare era senz’altro possibile. Sulla scorta di questa sola valutazione (irrilevante ai fini di quello che l’arbitro doveva decidere, perché quello dipendeva dalle interviste da farsi in loco), il risultato avrebbe quindi dovuto essere corretto in tre quadri (con numero di prese però variabile, dato che sia nove, che dieci sono possibili).
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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