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La finale USA 1 dei Trials americani

da | Mag 9, 2017 | 0 commenti

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Nel fine settimana, Gli Stati Uniti hanno selezionato la rappresentativa che vestirà la maglia a stelle e strisce ai prossimi Campionati del Mondo a squadre, che si svolgeranno a Lione

Le due semifinali del tabellone principale erano state assai eccitanti, ed in particolare quella tra NICKELL e HARRIS, risoltasi solo nell’ultimo segmento, o meglio nelle otto smazzate finali, e caratterizzata da grossi sbilanci in molti degli otto tempi, a favore dell’una e dell’altra squadra, alternativamente.
La finale, invece, è stata totalmente diversa. NICKELL l’ha vinta di 55 IMP, perdendo solo due parziali, ed ogni frazione non ha mai visto punteggi rilevanti: NICKELL ne ha vinti due di 20 IMP, e perso uno di 12 come massimo. Inoltre, come si può vedere dal quadro riassuntivo, solo due volte una squadra ha superato la soglia dei due IMP per mano: NICKELL nel terzo e quarto tempo (32 e 39 IMP rispettivamente: si giocavano 15 smazzate in ogni frazione).

La squadra perdente ha concesso la miseria di 196 IMP, ovvero 1,633 per mano, una prestazione migliore di quella, storica, della finale olimpica tra Francia e USA del 1980. In quella circostanza, descritta dai libri come la migliore finale di sempre, gli sconfitti americani concessero 1,68 IMP per mano, mentre i vincitori transalpini registrano un eccezionale 1,41. Qui NICKELL è arrivata addirittura ad un impressionante 1,192.
Considerato che DIAMOND pratica un gioco piuttosto aggressivo, e che NICKELL, specie per quanto attiene ai Meckwell, non si tira poi indietro più di tanto, la prestazione delle due squadre è particolarmente rimarchevole.
In parte le mani hanno aiutato, ma in assoluto i numeri raccontano la verità: la qualità è stata eccelsa, come vi dimostrerò offrendovi la cronaca dell’intero incontro, a cominciare dal primo parziale.

NICKELL vs DIAMOND

TEMPO I

L’inizio è stato quieto come non mai: nelle prime cinque mani si sono registrate solo tre prese in più, due per NICKELL, e una per DIAMOND. Poi DIAMOND ha segnato in maniera più significativa. C’è stata qualche differenza in licita, che vedremo, ma alla fine il vero problema era l’attacco. Il vostro compagno apre di 1Cuori, l’avversario di destra salta a 3Picche, voi passate e a sinistra arriva il rialzo a 4Picche. Queste le vostre carte (Bobby Levin): Picche 9 4 Cuori J 9 6 Quadri K Q J 7 6 Fiori 9 8 2.
Non credo si possa trovare qualcuno che scelga diversamente da un onore di quadri, ma questa volta quei tipici mariti, o mogli, che strillano al(la) malcapitato consorte che devono attaccare nel colore di apertura avrebbero avuto ragione:

Con l’attacco a quadri Hampson ha avuto il tempo di affrancare le fiori per scartaci una cuori del morto.
Ci sono alcuni altri fatti da rimarcare: innanzitutto il salto di Hampson a 3Picche mentre Nickell si è accontentato di 2Picche (al di là dello stile decisamente più aggressivo, in generale, degli alfieri di DIAMOND, nel bridge moderno è molto più comune l’azione di sala chiusa, con quella distribuzione, e confesso che l’avrei scelta anch’io). Poi che Frank “Nick” Nickell ha perso la concentrazione, giocando cuori lui stesso (il 10), al posto di fiori, dopo il medesimo attacco, così concedendo 1 IMP supplementare (-7 invece che -6).
DIAMOND era avanti 8-2, ma doveva essere l’ultimo vantaggio del tempo (e solo il secondo, dopo l’1-0 della prima mano), e nell’intero match ne mancavano pochi altri (solo quattro, l’ultimo nella mano 42), circostanza davvero rara negli USA, dove non è raro vedere le squadre in campo alternarsi al comando.
Sono seguite due mani pari abbastanza banali, poi NICKELL ha preso il comando grazie all’unico swing in doppia cifra del tempo.

La sequenza di Sud in aperta mostrava interesse a slam, mentre quella di chiusa lo negava. In assoluto aveva ragione Hampson, perché lo slam era bruttino, ma nella pratica Ralph Katz ha “pescato” la PiccheQ ed ha scritto 11 IMP nella colonna buona.

Ne sono seguiti subito altri 5, assai interessanti.

Entrambi gli Ovest si sono disinteressati della quinta di picche, ma a torto, dato che 4 è migliore di 3NT (basta il FioriK ben messo, indipendentemente dalla lunghezza), ed è questo un primo fatto rimarchevole. Il secondo è il gioco: molto correttamente Levin, vinto l’attacco a cuori, ha giocato subito fiori, e quando Sud ha preso ed è tornato nel colore di attacco si è fatto le sue otto prese. Platnik, invece, ha giocato picche, solo per muovere fiori quando la difesa ha affrancato le cuori. Questa imperfezione gli è costata due prese in meno. Meditate sull’accuratezza delle vostre mosse.
In termini di punteggio non è successo molto da quel momento in poi: 1 IMP per parte, e un 5 IMP per NICKELL, ma ha volte vale la pena di andare a vedere anche i piccoli sbilanci, e perfino le mani pari.
Per iniziare, mettetevi nei panni di John Diamond e attaccate con queste carte dopo la licita riportata di seguito:

Picche 6 2  Cuori K 5 3  Quadri K J 8 6 4  Fiori 8 7 6

 

Poi passate dalla parte di Platnik, e trovate un ritorno dopo l’attacco a quadri per il vostro Asso.

Per battere subito Nickell ci voleva un colore nero:

Quello in atout permette alla difesa di giocare tre giri se Sud muove quadri, mentre quello a fiori distrugge le comunicazioni del dichiarante. L’unica risorsa per Nickell sarebbe stata quella di cercare il 9 in Ovest, ma senza successo. Ovest ha però intavolato una normale quadri, ed ora i riflettori si sono puntati su Brian Platnik. Questo ha avuto l’ultima chance per la difesa: se fosse tornato a fiori, Sud non avrebbe potuto cedere un’altra quadri senza vedere i difensori tornare ancora nel colore. Platnik ha però continuato a quadri: sipario.

1Quadri = Precision

La sequenza di chiusa ha tagliato fuori le quadri di Ovest, e Weinstein non è stato abbastanza ispirato da trovare l’attacco vincente. 1 sudatissimo IMP a NICKELL.

Pari la mano dodici, poi i famosi 5 IMP per NICKELL, anch’essi tutt’altro che sciapi.

Si potrebbe titolare: “chi di Precision ferisce, di Precision perisce”. Mentre prima l’apertura convenzionale di 1Quadri aveva aiutato N/S, questa volta ha invece permesso a Levin la più classica delle azioni di riapertura, e con quella una competizione vincente.
Se l’apertura di 1Fiori di Nickell fosse stata quella oramai più comune, ovvero proveniente anche da due sole carte, Diamond sarebbe potuto entrare comunque, ma Katz-Nickell giocano “miglior minore”, e questo ha fatalmente zittito Ovest in aperta. Entrambi i contratti erano evidentemente imbattibili.
Un IMP per DIAMOND nell’ultima mano, anch’esso non del tutto insipido, ma alla fine trascurabile, il parziale si è chiuso sul 24-9 per la testa di serie numero 1.

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