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Comportamento arbitrale in caso di psichica

da | Mag 17, 2017 | 0 commenti

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Caro Maurizio,
vorrei conoscere il tuo parare in merito al seguente episodio: dopo due "passo", la giocatrice terza di mano apre di 3Picche avendo:
PiccheJ x x x  Cuori x x Quadri x x x Fiori K x x x
L'avversaria alla sua sinistra, un'allieva, in possesso di 19 punti, e di PiccheA Q x x x , non sapendo cosa fare, ha deciso di passare, mancando così quel 3SA chiamato a tutti gli altri tavoli.
A mio parere si è trattato di una psichica, anche se la signora in questione, quando contestata, ha affermato: "io faccio quello che mi pare" (a dire il vero, in maniera più colorita).
E tu cosa ne pensi?
Un abbraccio,
Alessandro


Caro Alessandro,
è del tutto evidente che la volontà della giocatrice in questione era unicamente quella di creare scompiglio nel campo avversario, ed è altrettanto chiaro che lo ha fatto con carte ben lontane da quelle previste per quel tipo di azione.
Si è quindi trattato senza dubbio di una "grossolana deviazione dagli accordi di coppia": vale a dire di una licita sia completamente al di fuori degli schemi, sia unicamente volta ad ingannare gli avversari: tutte le caratteristiche di una psichica. In più, nel contesto della presenza al tavolo di giocatori incapaci di difendersi, ovvero, come scrissi nel 2007, con un'ulteriore aggravante, quella del voler trarre indebito vantaggio dall'impreparazione avversaria. Insomma, proprio il tipico scenario che ha portato all'emanazione della normativa sulle psichiche nei tornei locali.
Il risultato andava pertanto cambiato, e dato che prevedere un preciso punteggio in assenza dell'infrazione non era banale, andava fatto nei termini di 60%/40%. Inoltre, la coppia colpevole andava penalizzata del 10% del top.
Affettuosi Saluti,
Maurizio Di Sacco