Bridge, lo Sport della Mente

Board ruotato

da | Mag 15, 2017 | 0 commenti

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Buongiorno Maurizio,
sono un allievo di terzo anno “incostante” (nel senso che dedico al Bridge molto del mio tempo libero, ma il lavoro ne prende molto di più), che rimane pieno di dubbi quando vede decisioni arbitrali che, secondo me, non sono coerenti.
Tempo fa, in occasione di un torneo mitchell, al momento di attribuire il punteggio, ci accorgiamo che il board era stato imbussolato male invertendo Nord con Sud ed Est con Ovest (180°): ogni linea aveva giocato le proprie carte, ma al contrario. La mia linea aveva fatto un 4Cuori+1, con una presa in più sul par della mano, e la coppia avversaria reclamando con l’Arbitro ottiene un 60/60 che ci fa perdere il punteggio migliore.
L’altra sera, al grand prix di giovedì giocato con la formula Howell e punteggio registrato sulle bridgemate, si verifica che, al cambio tavolo, giochiamo due mani invertendo al linea, N/S con E/O (90°). I nostri avversari fanno il par della mano e notato l’errore, l’Arbitro si limita ad attribuire il punteggio corretto ottenuto alla coppia, invertendo solo il segno.
Io e la mia compagna ci siamo sentiti defraudati perché, potendo fare anche noi il par della mano, avremmo preso un punteggio superiore.
Nei casi esposti in cui è stato giocato il board in modo errato, nel primo è stato dato un punteggio arbitrale, nel secondo attribuito il punteggio ottenuto al tavolo, non c’è incongruenza?
Specifico che in entrambi i casi sono decisioni arbitrali.
Grazie
Giovanni.


Caro Giovanni,
le mani sono del tutto irrilevanti, perché il Codice, nelle due parti qui pertinenti (Articolo 87 del Codice di Gara nel primo caso [e relativa Norma Integrativa], e Articolo 15 del Codice di Gara nel secondo), prevede un trattamento del tutto automatico dei casi di specie.
In particolare, quando un board risulti “non conforme” all’originale – come nel primo caso – il, o i risultati conseguiti con quella forma, sono soggetti ad una tipologia particolare di calcolo quando il loro numero sia superiore a tre, ovvero all’attribuzione di punteggi arbitrali artificiali, secondo uno specifico schema, quando il loro numero si pari o inferiore a tre. Quando il numero sia pari a uno, come, pare, nel vostro caso, il punteggio arbitrale artificiale da assegnarsi è per l’appunto pari a 60%/60%.
Dato che Lei è un allievo, è bene che capisca la ratio della norma: nel nostro gioco, per cancellare ogni componente legata alla sorte, i risultati non hanno un valore intrinseco, bensì quello che loro deriva dalla comparazione con altri, ottenuti alle stesse, identiche condizioni. Quando questa comparazione sia impossibile, come nel suo caso, o anche solo ridotta, come quando si debba utilizzare la c.d. “Formula di Neuberg”, è chiaro che il valore da attribuirsi deve necessariamente passare attraverso una metodologia di calcolo differente.
Per quanto invece attinente al secondo caso, ebbene un giocatore (una coppia), non ha alcuno specifico diritto a giocare una mano al posto di un’altra, ovvero a giocare una mano in una direzione, invece che un’altra. Questi elementi sono infatti del tutto casuali: per esempio, avrebbe potuto ben darsi che, nel movimento Howell utilizzato, la Sua coppia avesse un numero diverso da quello assegnato, e che si trovasse a giocare tutti i board in posizione invertita rispetto a quella che avete invece utilizzato. Poiché quale numero uno abbia non ha nessun collegamento con aspetti tecnici, e che, tra l’altro, i tipi di Howell possibili sono molteplici, e che anche in questo l’attribuzione di un movimento, o un altro, è un fattore del tutto casuale, può ben capire che giocare una mano in una direzione, o un’altra, altro non è, anch’esso, che un elemento casuale.
Per questo, l’Articolo 15 ci dice che risultati ottenuti come nel suo caso hanno piena validità.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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