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Vanderbilt: l’incontro dei quarti di finale fra Lavazza e Cayne (2/3)

da | Mar 21, 2017 | 0 commenti

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LAVAZZA ha cominciato bene la seconda frazione, incassando due medi swing. Prima 4 IMP, grazie ad un’esagerazione di CAYNE-GRAVES (4Picche-3 in zona, con due bilanciate, valori modesti e 23 sulla linea), i quali potevano raddoppiare se uno sfortunato attacco di Norberto non avesse regalato 3Cuori-1 di Cayne (quattro perdenti di battuta, salvo complicazioni) a fronte di 3Picche di Sementa.

Doveva però essere un fuoco di paglia, perché dopo due mani pari – piatta la seconda e solo moderatamente interessante la prima – CAYNE ha segnato per 26 IMP nelle due mani successive, la 20 e la 21, aggiungendone poi altri 8 nelle 22 e 23. Il meccanismo, purtroppo per i torinesi, è risultato il medesimo dei primi rovesci: preoccupanti incomprensioni.

Non so proprio dirvi perché Duboin abbia detto 5Quadri, ma posso supporre che 3Cuori fosse una richiesta di fermo, o comunque mostrasse il singolo, mentre Sud deve averlo preso per una mano a base di minori. 14 IMP al vento. Poi:

Sia il 3Quadri di Bilde che il 3Picche di Tokay mostravano lo stesso tipo di mano. Paradossalmente, con più spazio a disposizione Bilde-Duboin hanno giocato il contratto sbagliato, mentre gli alfieri di CAYNE hanno centrato quello giusto.

3SA, sbagliato che fosse, era però imbattibile, per le carte così com’erano, ma… Jimmy Cayne ha attaccato con il CuoriJ, che Giorgino ha lisciato dal morto per vincere in mano. Dopo una quadri per Nord, il dichiarante ha mosso fiori e Allan Graves è entrato giocoforza con l’asso. Se fosse tornato a cuori, Duboin sarebbe successivamente arrivato in porto cedendo l’PiccheA senza bisogno di passare dalla FioriQ, e così Graves ha continuato a picche. Ovest ha vinto ed è tornato con il Cuori10. Duboin ci ha pensato un po’, e poi è stato di nuovo basso. -1 e altri 12 IMP a CAYNE.

Naturalmente, e saggiamente, E/O non giocavano Journalist, convezione che, come ebbe a dire Hamman, è una delle più deleterie per chi la impiega, dati i vantaggi che offre al dichiarante (“Per le mie vittorie debbo ringraziare il buon Dio, e tutti quei maestri che hanno insegnato ai loro allievi la quinta nobile e la Journalist!”).

Altri 2 IMP per CAYNE nella 22 grazie ad un atout migliore a livello di manche – picche al posto di quadri – e poi altri 6 in maniera discutibile.

In tutti e due i tavoli Sud ha aperto di 1Picche e Nord ha detto 1SA, che è rimasto il contratto finale. Tutti e due gli Est hanno attaccato a cuori. Però, Cayne ha continuato a quadri: -1. Sementa, invece, ha preferito una fiori: +1

Finalmente, dopo ben 25 smazzate dall’inizio, LAVAZZA ha scritto in doppia cifra.

I due Est l’hanno pensata in maniera molto diversa sul da farsi sulla risposta di Ovest, passato di mano, e dopo l’attacco di FioriK è stato Bocchi a ricavare il miglior dividendo.

Dopo due mani veramente inutili, LAVAZZA ha continuato la sua mini rimonta. Prima 6 IMP dopo un’azione di Jimmy Cayne che si qualifica per una delle più conservative che io abbia mai visto.

Confesso che al giorno d’oggi mai mi sarei aspettato di vedere un Ovest passare per ben due volte con quella carte, e sebbene Bocchi-Sementa abbiano mancato la più che decente manche a loro disposizione, la somma ha comunque prodotto un doppio score per i torinesi.

LAVAZZA ha scritto ancora 2 IMP per una migliore competizione a livello di parziale, favore restituito da CAYNE subito dopo, ma del valore, nel caso, di solo 1 IMP. Infine, CAYNE ha scritto altri 6.


Il diverso sistema ha fatto una prima differenza: i torinesi aprono di 1Fiori con tutte le bilanciate, e così Donati proprio non poteva parlare al primo giro. Poi, Duboin ha scelto di intervenire subito, e non è stato un successo. Ancora una volta, una manche decente è stata mancata, ma questo è bastato per guadagnare punti.

Il totale del tempo è stato pari a 41 a 28 per CAYNE, che aveva già un vantaggio preoccupante a metà cammino, pari a 43 IMP: 75 a 32. Soprattutto, LAVAZZA sembrava decisamente in giornata “no”, ma dato che si tratta comunque di campionissimi, già abituati alle grandi rimonte, tutto era ancora possibile.

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