Bridge, lo Sport della Mente

Nebbia fitta

da | Feb 8, 2017 | 4 commenti

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Ogni imp conta. Il Campionato di Società Sportive a squadre 2017 è iniziato sabato 28 gennaio (prima giornata). In ogni girone, chi è stato selezionato per rappresentare la propria Associazione è sceso ai panni verdi con il primo obiettivo di conquistare un pass per la finale (se già in prima serie) o per la promozione. La Bocciofila di Genova punta a raggiungere la prima serie, un risultato che costituirebbe uno storico primato per il club ligure, che ha sfiorato la massima categoria un anno fa grazie alla sua formazione femminile. I sogni di gloria di via Gobetti si sono però infranti ai playout, per soli cinque imp. Se le azioni di un attimo possono cambiare una vita, un imp può capovolgere il destino di un incontro di Bridge. Enrico Guglielmi lo sa bene: quest’anno la Bocciofila suderà per ogni singolo imp, come ha fatto l’istruttore genovese nella smazzata che segue… (FC)

Parte il societario 2017, e in un incontro equilibrato al terzo turno devo utilizzare:

Picche K 4 3 Cuori J 9 4 Quadri Q J 8 4 Fiori A K 10

Tutti in prima apro di 1Quadri, il nemico sinistro ci mette 1Picche e i nostri reciproci amici ci appoggiano a livello minimo. Non so decidere se questa mano vada giocata in attacco o in difesa quindi passo, ma è il mio dirimpettaio a competere ulteriormente aggiudicandomi il contratto finale a 3Quadri. Il resoconto di una licita non esattamente pirotecnica è questo:

Ovest si presenta con la FioriQ, e il morto scalpella sul tavolo:

Contratto: 3Quadri Attacco: FioriQ

Est mette l’8 e prendo in mano di Asso. A un primo esame si direbbe one down no down; l’attacco mostra chiaramente una posizione di fiori perdente, non ci sono scarti sensati e il seme di cuori è una miniera di perdenti. D’altro canto, il 2Picche avversario sembra blindato, anche a prescindere da una possibile 4-1 di quadri o dalla possibile eliminazione della perdente nel seme, quindi la difesa è comunque moderatamente economica.

E mantenere è possibile? A un primo esame si direbbe di no, a meno di QJ secchi a fiori, perché anche in caso di 3-3 a fiori (unico scarto possibile) la difesa avrà ben due occasioni per incassare le tre prese di cuori perfettamente indifese fin dall’attacco, perché dovrò evidentemente battere atout prima di pensare all’argomento scarti. E’ chiaro che Ovest per aver effettuato un attacco potenzialmente pericoloso come la FioriQ senza avere a fianco il 10 ha una figura delicata nel seme di cuori, e suppongo a picche la dama senza il fante. Ma tutto questo non mi aiuta molto.

Diciamocelo: l’unica remota chance è un ritorno fiori da Ovest. Ma come ottenerlo senza l’ipnosi? Della posizione dell’QuadriA non so nulla; con valori a fiori e cuori è chiaro che Ovest sarebbe entrato con o senza un Asso ulteriore, per giunta essendo in prima. Tuttavia se voglio inseguire qualche chimera di mantenimento devo immaginare che l’QuadriA lo abbia lui perché è fin troppo evidente che Est, una volta in presa, non ci metterà molto a sgamare il ritorno cuori davanti a un morto così eloquente.
Per arrivare al ritorno sperato devo metterlo in presa dopo avergli tolto le opzioni sicure, cioè atout e picche, con una eliminazione parziale e in una situazione nella quale sia incerto su quale dei due altri ritorni sia più rischioso. Questo vuol dire che non solo deve avere l’Asso di atout ma che pure deve essere secondo, perché dovrò tagliare il terzo giro di picche.
Bisogna infine che non giochi al primo giro l’Asso, cosa che forse farebbe se la messa in mano fosse troppo evidente. Provo allora a partire con il QuadriJ simulando un sorpasso, ed ottengo un primo risultato perché il fante resta in presa. Fin qui ci siamo; ora gioco tre giri di picche tagliando il terzo, e proseguo con un secondo giro di atout che come previsto è preso da Ovest. Le carte rimaste sono queste:

Ovest pensa, e questo sembra escludere la terza atout in mano sua. Cerco allora di esercitare tutte le mie (modeste) facoltà extrasensoriali per attirare il riluttante nemico verso la mia forchetta, e alla fine ottengo il premio: FioriJ su cui il mio re si avventa famelico e il contratto è rubato! La mano completa era:

e il doppio score risultante si rivela decisivo per la vittoria nel tempo.

Come si vede, Est con l’Fiori8 fece del suo meglio per scongiurare la frittata, ma il destino non gli aveva messo in mano il 2 che avrebbe verosimilmente dirottato il partner verso il ritorno micidiale di cuori.

La morale che si può trarre da questa mano è la solita: bisogna sempre ricordare che gli avversari non vedono le carte coperte, e questa considerazione apparentemente elementare può fungere come punto di partenza per giochi e controgiochi che, senza considerare le deduzioni da cui nascono, appaiono quasi miracolosi.

A carte viste Ovest ha sbagliato, e forse anche a carte coperte perché pure invertendo i due re di fiori e cuori tra Sud ed Est, a patto che la mano di Sud fosse bilanciata come si stava annunciando, ci sarebbe stato tempo di incassare le due prese di cuori anche dopo il rinvio sotto A-Q. Ma in fondo chi ha detto che lo fosse davvero, bilanciata? Gli eventi erano perfettamente compatibili, ad esempio, con
 
Picche K 4 3 Cuori K 2 Quadri Q J 8 4 3 Fiori A 10 9
 
nella quale il ritorno di cuori sarebbe stato suicida. A fronte di questo, sarebbe bastato un Fiori10 in mano al compagno per rendere il ritorno nel seme neutro come una saponetta Roberts, e difatti va rimarcato a suo onore il ritorno di FioriJ e non di piccola per cercare di promuovere l’ingresso al compagno che gli permettesse il ritorno cuori.

In altre parole, se date agli avversari le migliori occasioni per sbagliare ogni tanto lo faranno; se chiarite loro abitualmente la situazione, invece, dovrete cercarvene di ben scadenti perché non siano perfetti. Nella nebbia fitta anche i migliori scout, di tanto in tanto, smarriscono il sentiero.

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