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Un’INA al tavolo

da | Nov 17, 2016 | 0 commenti

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Si gioca un contratto a colore.
L’attaccante gioca asso e re di cuori. Sul re di cuori il dichiarante scarta la dama di cuori.
Il morto era partito con tre cartine di cuori. In realtà ha tre cuori in mano, ma vuole ingannare l’attaccante che ha AKJxx.
In effetti l’attaccante ci pensa, poi invece di proseguire a cuori “vira” a fiori pur vedendo al morto KQJxx.
Sul ritorno a fiori il suo partner comincia a dare segni di nervosismo, scuotendo la testa e facendo capire in modo inequivocabile che non ha gradito questo ritorno e che si meraviglia del mancato ritorno a a cuori dove ha dato il conto con due carte a scendere.
Il giocante prende con un pezzo e gioca atout, su cui l’attaccante fa presa, a questo punto si incassa il fante di cuori per un down.
Regolare? O l’Arbitro avrebbe dovuto rettificare o prendere altri provvedimenti?
N.B. Il giocante è il figlio della signora che ha commesso l ‘irregolarità.
Come puoi ben capire anche divertente… Ma l’Arbitro cosa avrebbe dovuto fare?
Può lasciare il risultato invariato motivandolo: “negli altri tavoli tutti un down”?
Grazie 
Giacomo Zoppi

Caro Giacomo,
posta così la domanda, ovvero senza carte, licita ed altro, non posso che offrirti una soluzione di massima: il risultato era senza dubbio modificabile, causa l’INA, ma non necessariamente. Se, infatti, non c’erano alternative al giocare il fante di cuori, il risultato andava mantenuto.
Ovviamente non rileva il fatto che agli altri tavoli tutti fossero andati sotto.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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