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Sull’Articolo 75 del Codice di Gara

da | Nov 21, 2016 | 0 commenti

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Ciao Maurizio,
anche questa volta è un problema arbitrale.
Capita spesso che, durante una licita, la spiegazione sia giusta secondo la convenzione della coppia (documentata dall’esibizione della Convention Card), ma la chiamata sia sbagliata, per dimenticanza dell’autore della dichiarazione. Se l’altra coppia subisce un danno da quest’errore, per il fatto che è indotta a giocare in base a un’informazione errata, sorge spesso un’accesa discussione con gli avversari e con l’Arbitro, che invece, in base all’Articolo 75 del Codice di Gara, deve confermare il risultato finale. Questa regola non mi sembra giusta, in quanto viola il principio fondamentale che la coppia innocente debba sempre essere riscarcita del danno subito per errore (anche in buonafede) degli avversari. Io stesso mi sono spesso trovato sia da una parte che dall’altra; mentre però, se ero io il danneggiato, accettavo il responso arbitrale senza discutere, mi è capitato non poche volte di subire attacchi non proprio gentilissimi da parte di avversari che si sentivano depauperati di un loro diritto, negando l’esistenza della regola (e a buon senso, ripeto, la regola mi sembra ingusta), anche contro lo stesso Arbitro.
Ora, vorrei che sulla cosa si dicesse una cosa chiara una volta per tutte, in modo che io possa esibire la risposta davanti ai contestatori e così troncare sul nascere certe spiacevoli discussioni.
In effetti l’Articolo 75 del Codice di Gara mi sembra un po’ ambiguo ed è su questo che ti chiedo un chiarimento: noto una sottile contraddizione fra la parte A e la parte C: nella prima si dice sostanzialmente che, sia in caso di spiegazione sbagliata che in quello di spiegazione corretta, l’altro giocatore possiede un’INA e quindi si deve comportare in modo da non utilizzarla, nella parte C si dice invece che, se si può documentare che la spiegazione è corretta, il risultato finale deve essere comunque confermato, anche in presenza di una chiamata sbagliata.
Ti ringrazio della tua consueta disponibilità
Antonino Ficarra

Caro Antonino,
l’Articolo 75 del Codice di Gara non è ambiguo, e te ne accorgerai quando te lo avrò spiegato.
Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo A, infatti, fa riferimento ai vantaggi ottenuto dalla coppia che ha dato la spiegazione incriminata, grazie all’INA trasmessa. Ci dice che questo problema deve essere affrontato a parte, ovvero senza preoccuparsi, almeno per il momento, se la spiegazione fosse corrispondente agli accordi di coppia, oppure no.
In altre parole, non è assolutamente vero che nei casi di pertinenza dell’Articolo 75 del Codice di Gara, pargarafo C, (la spiegazione è dimostrabilmente conforme al sistema, ed è stata quindi la chiamata ad essere sbagliata).non ci possa essere una modifica del risultato: questo è invece possibilissimo usando l’Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo A, ovvero, per meglio dire, l’Articolo 16 del Codice di Gara (A e B) al quale l’Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo A, appropriatamente, rimanda.
Per quanto attinente invece alla differenza tra Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo B (spiegazione sbagliata) e Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo C, sarebbe profondamente ingiusto che la medesima non ci fosse, e questo in perfetta aderenza sia ai principi sanciti esplicitamente nel Codice (in particolare nell’Introduzione, ma per conoscerli più approfonditamente bisognerebbe leggere i documenti prodotti negli anni dal WBF Laws Committee), sia alla logica del gioco vera e propria.
Dovrebbe infatti essere di semplice comprensione il fatto che non può essere punito chi commetta un errore, perché se così non fosse, chi dichiari male, o segua una linea di gioco inferiore, pur tuttavia ottenendo un risultato favorevole rispetto a chi invece ha giostrato al meglio, dovrebbe essere sanzionato. Il nostro è un gioco dove la presenza dell’alea è inevitabile – è parte integrante di esso – e contro la mala sorte niente si può reclamare, indipendentemente dalla forma che essa assuma. Qualche volta sarà un giocatore che pesca un re secco fuori perché non conosce la manovra c.d. “impasse”, e qualche altra volta qualcuno che si sbaglia a dichiarare.
Del resto, anche a causa dell’Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo A, chi commetta un errore, tipicamente, nell’applicazione di una convenzione, ha almeno nove probabilità su dieci di vedersi attribuire uno “zero” o poco più, qualche volta non cambierà nulla, e quando, invece, la dea bendata gli sarà propizia ne guadagnerà. Capita.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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