Bridge, lo Sport della Mente

Onore delle armi

da | Nov 10, 2016 | 0 commenti

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Finale coppie miste, è la settima mano del primo turno e il destino mi affida questo gruzzoletto:

Picche A J 9 Cuori K J 5 Quadri A K Q J 10 Fiori A 9

Non posso esimermi dal forzare manche con 2Fiori ma subito la dichiarazione sale fastidiosamente a 3Fiori (tre controlli, quindi l’CuoriA e un re nero a piacere) su cui penso di dover descrivere struttura e fermi con 3SA. La compagna, che confesserà poi di non essere stata sicura della prosecuzione, decide che è il momento di verificare i suoi rapporti diplomatici con la dea bendata e si lancia felice a 6SA. Questo è il resoconto del dibattito:

eb2

Quando mi rianimano posso esaminare la carta d’attacco (Quadri7) nonché le grazie svelate del morto:

eb1

Contratto: 6SA. Attacco: Quadri7.
E’ un buon morto, devo riconoscere. Partiamo da 10 prese; se la cuori è divisa 3-2 non posso perdere, e se è 4-1 me la gioco ancora, e infine farò a senza atout le stesse prese che molti altri faranno giocando a cuori e in Mitchell questo non è poco. Quindi partiamo dal primo problema che consiste appunto nel muovere detto seme. Per controllare la 4-1 potrei partire di re e poi far girare il fante, ma per essere vincente contro una 4-1 a sinistra dovrebbe cadere una carta importante sul re; e inoltre se la 4-1 fosse a destra saremmo vicinissimi alla catastrofe. Infine cederei la dama terza a destra facendo 12 prese contro le 13 degli altri. Penso che la linea migliore sia CuoriA e impasse a cuori e così faccio, ottenendo un parziale successo perché il sorpasso riesce ma Ovest scarta al secondo giro il Picche2. Ora il guaio si nasconde nei collegamenti: tecnicamente potrei cedere la quarta cuori e successivamente incassare la quinta, ma mi occorrono due ingressi mentre ne ho uno soltanto, cioè il PiccheK.
Ma non disperiamo: in fondo sono arrivato felicemente a 11 prese senza cederne, e vedo due chances evidenti ovvero l’expasse a fiori e l’impasse a picche, che vanno evidentemente tentati in quest’ordine. Gioco quindi velocemente il Fiori9 e altrettanto velocemente Ovest mette il 3. Ipotizzo che il re avrebbe suggerito almeno un attimo di riflessione e quindi tento il 10Fiori che viene purtroppo fagocitato dal FioriJ di Est, che ritorna fiori per il mio asso. La posizione è questa:

eb3

Resta l’impasse di picche, ma non mi costa nulla incassare prima le vincenti di mano. Se Est ha la PiccheQ dovrà  accorciarla, in quanto deve tenere la quarta cuori; e se è in Ovest posso sperare nel talento di Ovest, cioè che sia lui ad avere il FioriK perché a sua volta dovrà sguarnire l’agognata Dama. Incasso quindi le vincenti rosse e sull’ultima Ovest scarta Picche: devo far conto che abbia dovuto conservare il KFiori e che la situazione finale sia:

eb4

Scarto quindi la FioriQ ormai inutile: anche Est scarta picche, e quindi se ha la PiccheQ non può che essere seconda avendo dovuto conservare una Cuori. Batto quindi A-K di Picche con un certo batticuore, ma tutto va bene perché Ovest mi consegna la Q, ricevendo in cambio un meritato e rispettoso presentat’arm. La mano completa:

eb5

Se Ovest non avesse resistito alla pressione e sul Fiori9 avesse impegnato subito il re la mano sarebbe istantaneamente terminata: va quindi a suo onore avere intuito fulmineamente – perché ogni esitazione sarebbe stata fatale! – che il giocante avrebbe potuto (dovuto?) sbagliare la figura. Ma se ora il FioriK fosse stato in Est lo squeeze progettato dal giocante non avrebbe funzionato perché il finale sarebbe stato

eb6

dove come si vede Ovest conserva tranquillamente la lunghezza a Picche ed Est si trincera con i suoi controlli isolati. Un bel duello: purtroppo nel bridge non esistono giurie né il pareggio è previsto, perché di certo i giurati lo avrebbero unanimemente assegnato ai due contendenti.

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