Come annunciato immediatamente dopo il termine dei quarti di finale, anche per i Senior Azzurri si sono chiuse le porte della Hala Stulecia di Breslavia, sede fino a sabato sera dei World Bridge Games. Niente Semifinale, dunque, per l’Italia di Andrea Buratti, Amedeo Comella, Giuseppe Failla, Berardino Mancini, Stefano Sabbatini, Lanfranco Vecchi e Valerio Giubilo (cng). Il colpo di coda degli Azzurri nelle ultime sedici mani dei quarti di finale non è bastato a superare la forte rappresentativa di Taiwan (Cina Taipei).

Delle nostre speranze olimpiche infrante anzitempo (“con alcuni dei nostri campioni a casa a girarsi i pollici” come dice Versace, ma si sa che non è certo per scelta federale) si parlerà nei tavoli tecnici, in cui bisognerà pianificare il futuro delle nostre Nazionali. Nel 2017 ci aspettano due appuntamenti internazionali cruciali. Il più importante agonisticamente sono i Campionati del mondo di Lione, in cui l’Italia è qualificata nelle serie Open e Senior. Prima, però, si terrà il Campionato d’Europa a partecipazione libera, a cui l’Italia tiene molto, essendo Nazione ospite (l’Europeo si svolgerà a Montecatini; date un’occhiata al programma pubblicato in questi giorni e valutate la possibilità di prendere parte, a Giugno, a uno o più eventi e salire sul palcoscenico internazionale).

Carla Arslan e Paolo Clair

Carla Arslan e Paolo Clair

A risollevare il morale dei tifosi Azzurri hanno pensato Carla Arslan e Paolo Clair, qualificati per la Semifinale A del Campionato a coppie miste. Un applauso ai padovani e un incoraggiamento agli altri nostri connazionali che stanno partecipando alle gare a coppie e che dalle Semifinali B cercheranno di rientrare nella corsa al titolo.

Le Semifinali delle quattro serie del Campionato a squadre:

Open: Spagna-Monaco e Olanda-Polonia
Femminile: Cina-Stati Uniti e Scozia-Francia
Senior: Stati Uniti-Danimarca e Cina Taipei-Francia
Misto: Olanda-Bulgaria e Russia-Stati Uniti

Ora, qualche notizia a margine delle nostre Nazionali, per distrarsi un po’ dalle cronache sportive non troppo entusiasmanti.

Caccia al tesoro

Hanno un posto di diritto nella Semifinale del Campionato a coppie tutti i giocatori eliminati dalle gare a squadre. Ciascuno ha potuto scegliere se rimanere autonomamente, ma comprensibilmente molti hanno preferito fare rientro in Italia. Tuttavia, nel coppie potremmo trovare una bellissima sorpresa. Approfittando del fatto che questo diario è scritto prima della conferma ufficiale della partecipazione (ma con una “ufficiosa certezza”), vi proponiamo una caccia al tesoro: cercate di scoprire fra le centinaia di nomi della lista quale Azzurro o quali Azzurri continueranno a farci compagnia nelle cronache di Breslavia… Nel diario di domani vi daremo la risposta.

C’è sempre chi sta peggio

Aver perso gli ottavi di finale di tre imp dopo otto board supplementari di spareggio è stato difficile da digerire per la nostra Nazionale Mista.  Ma guardate cosa è successo alla Germania. Dopo novantacinque board dei quarti di finale, i tedeschi erano in vantaggio di 14 imp. Mancava una sola mano, un parziale a cuori mantenuto agevolmente alla maggior parte dei tavoli del mondiale. In sala aperta, la Germania ha giocato tre cuori, segnando 140. Mentre i tifosi bulgari si rassegnavano, però, la loro coppia ha ricevuto in sala chiusa il contro a due cuori. I bulgari hanno avuto il sangue freddo di surcontrare. Quando hanno allineato le normali nove prese, hanno marcato 1240 e 15 imp, superando sulla linea del traguardo la Germania di un imp. In lacrime la giocatrice tedesca, che questa mano non la dimenticherà per tutta la vita.

La Scozia cerca casa

La Nazionale femminile di Bridge della Scozia non ha mai vinto una medaglia. L’intera Nazione non era mai salita su un podio internazionale prima che in Lettonia, solo due mesi fa, due junior conquistassero il titolo europeo a coppie giovanili. In questo campo di gara costellato di stelle del Bridge mondiale, le signore scozzesi si erano sentite già troppo ottimiste a riservare l’albergo fino al giorno degli ottavi di finale. Eppure, “la Leicester del Bridge” è riuscita contro ogni previsione non solo a superare gli ottavi, ma anche a raggiungere la semifinale, fermando nazioni del calibro di Olanda e Norvegia.

Il problema è che non è stato possibile estendere ulteriormente la prenotazione alberghiera della formazione, per mancanza di disponibilità da parte dell’hotel.

Dopo aver esultato, pertanto, le scozzesi si sono subito lanciate in appelli sui Social Network alla disperata ricerca di una sistemazione. “Possibilmente economica” hanno precisato, a conferma che forse c’è un fondo di verità nell’ironia popolare.

“Potete prendere le stanze della nostra Nazionale open” ha commentato sarcasticamente un tifoso inglese, deluso dalla pesante sconfitta subìta dai leoni.

Il Presidente IBPA

Un mese fa l’IBPA (International Bridge Press Association), l’Associazione che racchiude tutti i giornalisti di Bridge del mondo, ha perso il suo Presidente Patrick Jourdain. Sabato scorso è stato eletto il nuovo Presidente, Barry Rigal. E’ parere unanime che in questo Campionato si senta molto la mancanza di Patrick. E’ difficile interessare i lettori italiani alle figure istituzionali internazionali, ma sappiate che Patrick, ottimo giocatore e componente della Nazionale open del Galles, durante i Campionati ha trovato il tempo di insegnare il Bridge ad alcuni nostri giovani connazionali che accompagnavano i genitori alle manifestazioni. Oggi, da giovani adulti, continuano a praticare il nostro sport con passione e ricordano con molto affetto la sua grande pazienza e gentilezza. Patrick ha inoltre finanziato personalmente e segretamente l’organizzazione dei Campionati giovanili e della Buffett Cup in Galles.

In questi giorni tutti i giornalisti condividono i loro aneddoti su di lui. Eccone un paio. Molti anni fa, Patrick era seduto nella sala stampa vicino a un giornalista danese che aveva appena acquistato un computer portatile nuovo (in quegli anni costavano una fortuna). Il giornalista aveva appoggiato una tazza di caffè dietro al computer. Quando Patrick si è alzato dalla sedia e inciampando, con un gesto goffissimo, ha battuto la mano sul tavolo, il caffè si è rovesciato sul computer, che, in tilt, ha cominciato a ronzare. Inferocito, il giornalista danese ha urlato “Ma che fai Patrick?”

“Scusa” ha chiesto il Presidente IBPA.

“Scusa?! Guarda cosa hai combinato.”

“Ok, ok ti comprerò un altro caffè.”

L’anno successivo, a Roma si sono svolti i Campionati Europei di Bridge. Nel frattempo, nella città era stato organizzato un torneo locale di tennis e Patrick ha deciso di prendervi parte. Quando è andato a registrarsi, ha visto che la persona che si era iscritta prima di lui aveva segnato oltre al proprio nome anche quello del proprio club di tennis. Pertanto, Patrick ha scritto: “Patrick Jourdain – Dinas Powys” (il nome del suo circolo). Gli organizzatori italiani evidentemente non erano abituati ai nomi inglesi, perché il giorno dell’inizio del torneo, esaminando il tabellone, Patrick ha scoperto che il signor Patrick Jourdain avrebbe affrontato al primo turno il signor Dinas Powys. (“Non ci ha mai detto chi dei due abbia vinto,” ha commentato Mark Horton).