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I Senior Azzurri subito dopo gli ottavi di finale

E’ come essere caduti dal letto durante un bel sogno, battendo la testa sul comodino. Se non fosse per Andrea Buratti, Amedeo Comella, Giuseppe Failla, Berardino Mancini, Stefano Sabbatini e Lanfranco Vecchi, l’Italia oggi lascerebbe in blocco Breslavia. Guidati dal capitano Valerio Giubilo, i nostri Senior hanno vinto con 41 imp di vantaggio il loro match contro Israele. Ai quarti di finale dovranno affrontare la Nazionale di Cina Taipei, squadra in cui è schierato Chen Yeh, uno degli sponsor più facoltosi del Bridge mondiale. L’imprenditore è circondato da solidi giocatori, fra cui chi in passato lo ha accompagnato fino al titolo mondiale (2008).

Questi giocatori sono stati in grado di superare di 20 imp la Svezia, una delle principali candidate al podio, argento europeo e mondiale negli ultimi dodici mesi. Nel frattempo, gli Stati Uniti, senza alcun problema, hanno archiviato il loro match degli ottavi di finale doppiando Hong Kong, così come la Cina contro il Brasile. Mai in bilico anche la prestazione di Francia, Danimarca e Turchia. L’Australia ha compiuto il suo piccolo miracolo recuperando 60 imp in tre turni e finendo per affondare la quotatissima Polonia.

I quarti di finale della serie Senior:

Stati Uniti – Australia

Turchia – Danimarca

Italia – Cina Taipei

Francia – Cina

 Come sappiamo, per le altre tre Nazionali Azzurre i World Bridge Games sono finiti.

Un vero e proprio struggimento ha accompagnato l’epilogo del Misto. A due mani dalla fine del sesto e ultimo segmento, l’Italia era sotto di sei imp. “Così è terribile, un errore di distrazione ci costa il Campionato. Speriamo in un miracolo, oppure di perdere più punti negli ultimi due board” ha detto sospirando Gianpaolo Rinaldi, sapendo quanto brucino i rimorsi nel cuore di un atleta. Le ultime due mani non sembravano di quelle in cui si potesse guadagnare, per questo il capitano Azzurro sperava almeno di salvare le coscienze. Invece, un mezzo miracolo ha riportato a galla gli Azzurri. Con Italia e Cina in perfetta parità, in pochi minuti i nostri hanno dovuto decidere chi schierare per le otto mani di spareggio. A quel punto era già notte inoltrata (la maratona di Breslavia aveva obbligato l’organizzazione a iniziare il gioco solo nel tardo pomeriggio). Matteo Montanari e Barbara Cesari, che avevano riposato all’ultimo turno, non si sono tirati indietro; nonostante la fatica accumulata in ormai otto giorni di gara e il difficile set di board appena giocato, Monica Buratti e Carlo Mariani si sono prontamente schierati. Dopo 96 board, eccoci quindi ai calci di rigore. Bene l’inizio Azzurro, ma le successive sette mani, trasmesse solo parzialmente in diretta su internet, hanno riportato in parità i nostri avversari, fino a determinare la vittoria della Cina per tre imp. Uno scenario che nemmeno nei peggiori incubi di Rinaldi si era prospettato. A tarda notte, stremata e delusa, la Nazionale italiana Mista ha lasciato per l’ultima volta l’Hala Stulecia.

I quarti di finale della serie Mista:

Olanda – Cina

Germania – Bulgaria

Russia – Danimarca

Stati Uniti – Francia

 Dopo l’annuncio dell’Inghilterra come avversaria degli ottavi, sapevamo di avere poche speranze di vedere la nostra Nazionale Femminile approdare ai quarti di finale. Bisogna anche però spiegare il perché: non basta nascondersi dietro la sfilza di medaglie della Nazionale inglese. Il direttore del bollettino online dei World Games, l’inglese Mark Horton, uno dei più importanti giornalisti di Bridge del mondo, analizza quelle che ritiene siano le differenze fra la nostra Nazionale e la loro. Innanzi tutto, almeno quattro delle componenti della squadra inglese sono giocatrici di Bridge a tempo pieno da moltissimi anni. L’esperienza accumulata da campionesse del calibro di Sally Brock e Nicola Smith è difficilmente eguagliabile da chi non può dedicarsi interamente al Bridge. Alla luce di questa disponibilità di tempo da parte della giocatrici, il programma di allenamento della squadra è molto intenso e prevede regolari appuntamenti su BBO con scrupolosa discussione tecnica di gioco e dichiarazione. Soprattutto, quando non impegnate nella Nazionale Femminile, le inglesi hanno avuto l’opportunità di giocare in coppia con compagni di massimo prestigio, come Tony Forrester, che hanno corretto sul campo le loro imperfezioni e condiviso le strategie che oltre la teoria al tavolo fanno la differenza. La Federazione inglese non organizza delle Selezioni, perché le sei titolari della Nazionale sono indiscutibilmente anni luce avanti a qualsiasi altra giocatrice attualmente in circolazione. Si pone il problema del futuro, perché Brock e Smith sono a fine carriera. L’Inghilterra potrebbe ritrovarsi nella situazione che noi stiamo vivendo nella serie Open, quando per un motivo o per l’altro le sue stelle smetteranno di vestire la maglia con lo stemma dei tre leoni.

I quarti di finale della serie Femminile:

Cina – Inghilterra

Svezia – Stati Uniti

Scozia – Norvegia

Polonia – Francia

E veniamo alla squadra su cui,  in particolare dopo la strepitosa prestazione nelle qualificazioni, si erano accese le speranze tricolore. Dopo aver concluso il girone all’italiana al secondo posto, unica rappresentativa ad essere stata in grado di fermare i Campioni d’Europa in carica della Francia, la nostra Nazionale Open è stata superata dal Canada, la “lucky loser” (fortunata squadra fra quelle che hanno perso) faticosamente entrata nei KO con l’ultimo posto disponibile (migliore sesta fra i tre gruppi). Il perché una formazione selezionata con ogni accortezza da due fasi di Selezione, riservando di diritto due maglie Azzurre a Lauria-Versace, apparsa da subito in ottima forma, si sia mangiata nei segmenti decisivi trenta imp di vantaggio concedendone altri quaranta al Nord America, sarà sicuramente argomento di discussione fra i tecnici federali nelle settimane a venire. Colpisce l’appunto del commentatore della Sala Rama all’inizio dell’ultima sessione: “Non vedo Lauria-Versace al tavolo. L’Italia pensa di poter battere il Canada con una mano legata dietro la schiena?”

Cercheremo di rispondere a questa domanda nel diario di domani.

Affranto per l’esito del match, con gli occhi lucidi, Versace, dopo essersi complimentato con i canadesi, si aggirava fra i corridoi della Hala Stulecia. Quando è stato raggiunto dalla notizia che il Misto aveva pareggiato (il Campione è uscito dal teatro quando sembrava certo che la Nazionale Mista avesse perso di qualche imp contro la Cina), Alfredo si è letteralmente illuminato, esultando con un gesto spontaneo che testimonia tutto il suo amore e il suo senso di appartenenza alla maglia Azzurra. Purtroppo, come sappiamo, l’Italia si è privata anche di questa consolazione.

Giochi beffardi, quando agli ottavi di finale sono uscite anche la Francia, più che favorita contro la Nuova Zelanda, e gli Stati Uniti. Non si può non menzionare il delicato episodio che ha visto come protagonisti Stati Uniti e Spagna. Tre quarti d’ora prima dell’inizio del quinto segmento, la Spagna ha informato la Federazione Mondiale di aver esaminato 500 mani della coppia americana Bathurst-Lall, sostenendo che i due avessero l’accordo segreto di non passare mai da terzi di mano in prima, indipendentemente da forza e distribuzione. Sotto le pressioni del direttore, dopo diverso tempo gli spagnoli hanno accettato di giocare, ma sono stati penalizzati di 32 imp, come se si fossero presentati in ritardo al tavolo. Questa penalità è stata successivamente convertita in 10 imp. La Spagna alla fine ha comunque prevalso, anche se a lungo si discuterà dell’accaduto, che ha inevitabilmente portato scompiglio e calo di concentrazione fra i giocatori coinvolti.

I quarti di finale della serie Open:

Nuova Zelanda – Spagna

Monaco – Canada

Olanda – Inghilterra

Svezia – Polonia

Nel frattempo, ha preso il via il Campionato a coppie. Dopo tre turni di qualificazione dei tredici previsti, è molto presto per delineare la situazione delle coppie italiane schierate. Per gli aggiornamenti su questa competizione parallela rimandiamo quindi al diario di domani.