L'Esperto risponde

utenteCaro Maurizio,
è un sacco di tempo che non ci sentiamo, ma io ho sempre bisogno dei tuoi lumi e delle tue sentenze.
Oggi il problema consisterebbe nella “non” punibilità della renonce quando si giocano le ultime due carte della mano.
Qual è la realtà?
Scusandomi per il disturbo e ringraziandoti sin d’ora, ti porgo i miei migliori saluti.
Domenico

Maurizio Di SaccoCaro Domenico,
così è: quella commessa alle ultime due mani è una delle sette fattispecie elencate nell’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo B, per le quali non è prevista alcuna penalità. Tuttavia, rimangono soggette al ristabilimento dell’equità, ovvero all’applicazione dell’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo C.
Ecco il testo:

B. Nessuna rettifica
Non verrà effettuata nessuna rettifica, tra quelle esposte nel punto A a seguito di una renonce consumata:
1. se la linea colpevole non vince né la presa della renonce, né nessuna altra presa successiva;
2. se si tratta di una renonce successiva dello stesso giocatore nello stesso seme. Può trovare applicazione l’Articolo 64 del Codice di Gara, paragrafo C;
3. se la renonce era stata commessa nel mancare di giocare una qualsiasi carta scoperta sul tavolo o appartenente ad una mano scoperta sul tavolo, compresa una carta appartenente alla mano del morto;
4. se l’attenzione sulla renonce è stata richiamata per la prima volta dopo che un membro della linea innocente abbia effettuato una chiamata nella mano successiva;
5. se l’attenzione sulla renonce è stata richiamata per la prima volta dopo che il round sia finito;
6. se si tratta una renonce commessa alla dodicesima presa;
7. quando entrambe le linee hanno commesso renonce nello stesso board.

Per gli scopi di questo articolo, una presa vinta con una carta del morto non è stata vinta dal dichiarante.

Cari Saluti,
Maurizio Di Sacco