Il coach Dario Attanasio commenta la vittoria della Nazionale under 21:

“I miei ragazzi hanno dimostrato una maturità, una serietà, una determinazione eccezionali. Già dalla sera prima, quando dopo cena ci riunivamo per studiare i sistemi degli avversari del giorno successivo e prendere le dovute contromisure, notavo la voglia di vincere e, senza retorica, hanno onorato la maglia Azzurra. Una squadra giovanissima, con un ragazzo di 16 anni (Federico Porta, ndr), uno di 17 (Gianmarco Giubilo, ndr), uno di 18 (Sebastiano Scatà, ndr), due di 19 (Francesco Chiarandini e Alvaro Gaiotti, ndr) e uno di 20 (Andrea Manganella, ndr). L’anno prossimo uscirà solo Andrea. Alvaro e Francesco sono stati fantastici nel girone all’italiana e Gianmarco, Federico, Seby e Andrea hanno prodotto nella fase a KO un Bridge di altissimo livello. Hanno sempre accettato le mie scelte con tranquillità, contribuendo a dare serenità alla squadra.

Quando, in finale, eravamo in svantaggio, ho detto ai ragazzi: Abbiamo già fatto un’impresa. Però sappiate che fra vincere l’argento è l’oro c’è una differenza abissale. Dobbiamo fare l’impossibile.

Il momento peggiore è stato l’ultimo tempo. Ci siamo seduti al tavolo con un vantaggio di 28 imp e 14 mani da giocare. I ragazzi erano euforici e ho temuto che questo ci potesse giocare un brutto scherzo. Li ho radunati e ho detto: Non pensiamo che stiamo giocando la finale, se no non riusciremo a mettere una carta dritta. Mettiamo la stessa concentrazione carta dopo carta, come fosse la mano più importante della nostra vita. Facciamo finta che non abbiamo ancora vinto neanche l’argento.

I meriti sono tutti dei ragazzi, troppo facile vincere con sei top player così, anche perché se si vince il merito è di chi gioca. Se si perde, la colpa è del coach.”

Ieri per gli Azzurrini è stata la giornata più lunga, cominciata alle 9.45, quando seduti a testa bassa sulle panchine davanti al Palazzo dei Congressi attendevano di scendere ai tavoli di un’Olanda che li stava schiacciando.
Aspettavano Dario, che per scaramanzia li seguiva qualche centinaio di metri indietro; un piccolo rito di squadra che aveva portato fortuna nei giorni precedenti.

Nessuno, francamente, si aspettava un risultato così: 70-0 al quinto tempo e, infine, con l’ultima sessione, la vittoria a due mani dalla fine. Irrefrenabili, insuperabili.

Quando l’oro è stato matematico, Gianmarco, che aveva già finito di giocare, è corso al primo piano per aspettare che Andrea e Sebastiano terminassero il loro incontro. Voleva fare uno scherzo ai compagni di squadra e dire che avevano perso. Ma, dopo l’ultima mano, i giocatori avevano chiesto il risultato all’operatore BBO e già conoscevano l’esito. I primi a uscire dalla sala sono stati i ragazzi olandesi. A testa alta da veri uomini, ma con il viso teso e gli occhi che si andavano riempiendo di lacrime. Quelle espressioni ci hanno ricordato che i ragazzi sono tutti uguali: sotto gli stemmi nazionali battono le stesse speranze, la voglia di dimostrare, di vincere, ma anche di non deludere coach e genitori. E quel quinto turno è difficile da digerire per gli “Orange”.

Ma ieri il trionfo era Azzurro.

Mentre Andrea veniva raggiunto dall’abbraccio di suo padre (è stato lui a insegnargli il Bridge e ieri mattina è arrivato da Padova apposta per assistere all’ultimo incontro del figlio), Gianmarco prendeva sotto braccio Sebastiano. “Li senti?” gli diceva, conducendolo giù per le scale verso il boato Azzurro della folla che li aspettava esultando. Sebastiano, con gli occhi bassi, guardava lo score, come se la vittoria fosse ancora da metabolizzare. A catapultarlo nel presente ha pensato l’immenso abbraccio italiano. Salti, cori, lacrime che hanno fatto sorridere anche coach e capitano olandesi, venuti sportivamente a congratularsi con i nostri. Ha ragione Dario: fra argento e oro c’è un abisso. E vincere in casa aggiunge emozione, quando ad esultare non sono solo i compagni di squadra, il capitano, il coach, ma anche lo staff del Palazzo dei Congressi, polizia e carabinieri (la sede di gara è stata presidiata giorno e notte), il personale degli Hotel e Salsomaggiore tutta.

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A proposito di Salso. La città ha saputo accogliere il mondiale in modo eccellente.
I partecipanti sono stati messi nelle condizioni di affrontare il Campionato nella totale sicurezza, grazie al controllo totale degli accessi al Palazzo dei Congressi e al costante presidio delle forze dell’ordine. Questo ha rasserenato soprattutto i giocatori provenienti da Nazioni sensibili; grazie all’impegno della Prefettura di Parma, a casa nostra si sono sentiti al sicuro.

Perfetta l’accoglienza alberghiera: alcune strutture erano già pienamente nelle condizioni di accogliere un evento di questa portata, altre hanno colto l’occasione per adeguarsi. Non si è sentita durante l’intera manifestazione una sola lamentela. Il Convention Bureau ha saputo far fronte anche a richieste estemporanee e venire incontro con flessibilità alle esigenze degli ospiti internazionali.

“Il cibo qui è eccezionale” “Confermo. Non ho mai mangiato meglio in vita mia” commentano su un forum americano alcuni partecipanti al Campionato.
“Secondo me Salsomaggiore è il posto ideale per organizzare i Campionati.” dichiara Sabine Auken, la campionessa tedesca che abitualmente frequenta gli eventi italiani.

I giocatori sono rimasti strabiliati dalla bellezza artistica della sede di gara. Dato che a Salso tutto è vicino, di sera i ragazzi si ritrovavano in piazza (nei Campionati internazionali non si gioca dopo cena) per coltivare l’aspetto sociale del Bridge, arrivando ad organizzare tornei all’aperto.

Ringraziamo tutta Salsomaggiore per come ha saputo ospitare un evento che indubbiamente rimarrà nei più bei ricordi dei partecipanti.

Concludiamo ricordando che alla vittoria degli Azzurrini si aggiungono altre soddisfazioni per i nostri colori.
La squadra Italia Junior, con Alessandro Calmanovici, Margherita Chavarria, Giovanni Donati, Enea Montanelli, Giacomo Percario, Roberto Sau, Valerio Giubilo (coach), Gianni Medugno (cng) ha conquistato il bronzo nel torneo a squadre BaM.

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Susanna Broccolino ha ricevuto il premio “Joan Gerard” della serie Girl, condiviso con la Nazionale dell’Indonesia e con l’australiana Renee Cooper. Il riconoscimento, assegnato alla squadra delle Bermuda nella serie Youngster e allo svedese Mikael Gronkvist nella serie Junior, viene conferito ai giocatori che si sono distinti per sportività nel corso del Campionato.

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Al Presidente FIGB Gianni Medugno è stata consegnata la medaglia d’argento della World Bridge Federation dal Presidente Gianarrigo Rona.

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Il podio completo di ciascuna serie:
Junior
Polonia (Marcin Bojarski, Maksymilian Chodacki, Wojciech Kazmierczak, Michal Klukowski, Kamil Nowak, Justyna Zmuda, Marek Markowski npc)
Cina (Yanfeng Chen, Sili Liu, Shiyu Sun, Zhi Tang, Yong Tao, Hongji Wei, Jun Ji npc, Jun Ji coach)
Svezia (Simon Ekenberg, Mikael Gronkvist, Daniel Gullberg, Simon Hult, Mikael Rimstedt, Ola Rimstedt, Martin Loefgren npc, Tom Gards coach)

Girls
Olanda (Natalia Banas, Merel Bruijnsteen, Magdalena Ticha, Maaike Van Ommen, Esther Visser, Janneke Wackwitz, Anneke Simons npc, Aarnout Helmich coach)
Australia (Jessica Brake, Renee Cooper, Kirstyn Fuller, Francesca Mcgrath, Ella Pattison, Ian Thomson npc, Justine Beaumont coach)
Norvegia (Katarina Ekren, Thea Hove Hauge, Thea Lucia Indrebo, Agnethe Hansen Kjensli, Sofie Grasholt Sjodal, Sven Olai Hoyland npc, Elisabeth G. Sjodal coach)

Youngster
Italia (Francesco Chiarandini, Alvaro Gaiotti, Gianmarco Giubilo, Andrea Manganella, Federico Porta, Sebastiano Scatà, Gianni Medugno Npc, Dario Attanasio coach)
Olanda (Youp Caris, Pim Dupont, Oscar Nijssen, Sven Overvelde, Leen Stougie, Marc Stougie, Niek Brink npc, M. Schollaardt coach)
Hong Kong (Chris T. H. Chan, Alfred Lam, Niko Man, Jackson Tsang, Sam Tseng, Michael Wu, Hing L. C. Lee npc)

BaM
Stati Uniti (Zachary Brescoll, Adam Grossack, Zachary Grossack, Adam Kaplan, Benjamin Kristensen, Kevin Rosenberg)
Francia (Julien Bernard, Fabrice Charignon, Baptiste Combescure, Clement Laloubeyre, Anne Rouanet-Labe)
Italia (Alessandro Calmanovici, Margherita Chavarria, Giovanni Donati, Enea Montanelli, Giacomo Percario, Roberto Sau, Valerio Giubilo coach)