L'Esperto risponde

utenteCaro Maurizio,
ti sottopongo le seguenti situazione chiedendo lumi:

A) Sud è il dichiarante e gioca 4Cuori. Circa a metà del gioco, Est gioca piccola picche, dove Sud ha AKx ed al morto xx.
Sud pensa a lungo e poi gioca PiccheA.

B) Seconda versione: stessa situazione, Sud pensa a lungo e poi gioca il PiccheK.

Alla fine del gioco, E/O chiamano l’Arbitro dicendo che la lunga pensata di Sud era ingiustificata e ha dato loro un’informazione volutamente erronea, causando un danneggiamento.

L’Arbitro farà delle rettifiche? Se sì, quali? Le rettifiche saranno le medesime nei due casi?

Ringrazio anticipatamente e ti saluto con viva cordialità.
Gianantonio Castiglioni

Maurizio Di SaccoCiao Gianantonio,
l’argomento ricade sotto l’Articolo 73 del Codice di Gara, paragrafo D e l’Articolo 73 del Codice di Gara, paragrafo F, ovvero appartiene ad una parte del Codice piuttosto complessa.
In sostanza, è certamente passibile di modifica del risultato la giocata dell’Asso, mentre in generale non lo sarà quella del Re, e questo perché la seconda, a dispetto della pensata, dovrebbe aver chiarito la situazione ai difensori (se no, come nel caso in cui si possa pensare che l’Asso ce l’abbia Est, questa posizione può essere rivista). Questo perché l’Articolo 73 del Codice di Gara, paragrafo D ci dice che un giocatore deve accuratamente evitare di trarre vantaggio da esitazioni – o meglio variazioni di tempo – che non abbiano giustificazioni tecniche (questo concetto si applica per estensione ad ogni azione inconsulta), per cui qualora abbia involontariamente pensato, deve almeno giocare la carta più evidente, o al minimo avvertire esplicitamente che niente aveva di cui pensare.
Tuttavia, questo è solo il primo passo, perché per modificare il risultato bisogna ancora che:
– il colpevole potesse sapere, al momento dell’infrazione, che gliene sarebbe potuto derivare un vantaggio e
– che il danneggiamento sia dimostrabilmente una diretta conseguenza dell’infrazione. Questi i principi generali, i quali, come vedi, non permettono di generalizzare: occorre l’intera storia della mano per emettere un giudizio.

Cari Saluti,
Maurizio Di Sacco