Questa intervista è stata pubblicata nei bollettini dei Campionati Assoluti a Squadre 2016

PresidenteGianniMedugnoDopo aver scalato ogni gradino della piramide federale (dal ruolo di arbitro, a quello di istruttore, alla gavetta nei campus del bridge a scuola), nel Luglio 2012 sei diventato Presidente FIGB. Che impatto ha avuto su di te personalmente questo quadriennio ai vertici federali?
Ciao Francesca, prima di tutto fammi dire che sono molto dispiaciuto di non essere a Salso con tutti voi, ma sono bloccato a casa da una fastidiosissima influenza.
Ti ringrazio per la tua prima domanda, di cui approfitto per dire pubblicamente grazie a tutte le persone che hanno avuto fiducia in me, sia durante la mia crescita in Federazione che al momento delle elezioni. Ricordo ogni cosa di questo percorso. Quando ero un giovane arbitro, ho avuto la fortuna di avere come maestro Massimo Ortensi, a cui debbo tantissimo. In seguito ho fondato l’Associazione “Circolo Nuovo Massimo”, dove ho cominciato a occuparmi di insegnamento, seguendo un centinaio di allievi. Poi sono arrivati gli anni del settore insegnamento e dei campus, durante i quali ho vissuto momenti indimenticabili a fianco ad un altro grande maestro: Gianni Bertotto. Grazie a tutto ciò, ho potuto fare esperienza in diversi settori della Federazione e toccarne con mano le esigenze e le criticità. Il bridge è una parte importantissima della mia vita da sempre.

Come è cambiata la Federazione dal 2012 ad oggi?
Le elezioni del 2012 hanno segnato la fine del periodo di commissariamento a cui la Federazione era sottoposta. La situazione finanziaria era critica e per i primi due anni per il Consiglio la priorità è stata, necessariamente, risolvere la crisi federale, naturalmente sotto la sorveglianza del CONI, particolarmente attenta dopo il commissariamento.
Molte cose andavano ricostruite, fra cui il rapporto di fiducia tra il nucleo centrale della Federazione e i Comitati Regionali e le Associazioni. Penso che le realtà che operano sul territorio riconoscano di avere ricevuto dalla Federazione un supporto, economico e non solo, senza precedenti nella storia della FIGB, come riteniamo opportuno che sia dato che sono i nostri interlocutori istituzionali schierati in prima linea.
La classifica delle ASD, il mese bianco e i vari progetti speciali a favore delle Associazioni e dei Comitati Regionali sono iniziative onerose. A dicembre siamo stati accusati di propaganda elettorale. Se questo fosse stato il nostro scopo avremmo distribuito passivamente le risorse, in modo clientelare. E così non è stato. Il Consiglio Federale, invece, si è impegnato ad elaborare un piano di management per premiare la meritocrazia. Questo lavoro ha richiesto tantissimo impegno e senso di responsabilità da parte di tutti e ci ha anche attirato qualche antipatia da parte di Associazioni poco attive nella promozione del bridge, pertanto poco lungimiranti. A mio parere è una bella dimostrazione della genuina passione con cui stiamo cercando di fare del nostro meglio per il bridge.
Abbiamo fatto indubbiamente degli errori all’inizio, purtroppo dovuti a inesperienza. Ce ne siamo resi conto e abbiamo cercato di aggiustare immediatamente il tiro. Non è facile condurre una Federazione ed è normale che i progetti migliori, quelli che nessuno contesta, abbiano richiesto un periodo di studio prima di essere sviluppati.

Com’è oggi la situazione economica della Federazione?
Estremamente solida. Da due anni non utilizziamo i fidi bancari che avremmo a disposizione. Abbiamo destinato circa 200.000 Euro all’anno alle Associazioni, a cui vanno aggiunte le iniziative della Classifica delle ASD (un impegno da 30.000 Euro), del mese bianco (che ha un costo federale di 50.000 Euro) e la spesa per il rifornimento di materiali per l’attività sportiva. Nonostante questo, non abbiamo intaccato né i fidi bancari, né il fondo di dotazione, che oggi ammonta a circa 430.000 Euro. Riconfermeremo con la prima nota di variazione di Giugno tutte queste iniziative e abbiamo chiuso il conto consuntivo del 2015 con un utile di 30.000 Euro.

Come si è riusciti a passare da una situazione così critica alla tranquillità economica attuale?
Per prima cosa razionalizzando al massimo i costi di gestione, con una politica prudente e attenta. Il costo rappresentato dal personale degli uffici della Federazione di Milano incide non poco sul nostro bilancio. Permettimi a questo proposito di ringraziare tutti i dipendenti della Federazione, che lavorano con grande professionalità. Valorizzando le risorse umane all’interno dei nostri uffici, siamo riusciti a tagliare il costo dei contratti di collaborazione del 75%.
Il boom dei Campionati Allievi è solo un esempio di un’altra importante voce di entrata.

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Ovviamente, tutte le risorse vengono reinvestite nella diffusione del bridge.

La prima edizione del Club Rosa è sicuramente stata un successo. La Nazionale femminile formata attraverso questo progetto (Chavarria-Piscitelli, Manara-Ferlazzo, Paoluzi-Saccavini) è stata a un passo dal titolo europeo nel 2014 (mancando l’oro con l’ultimo turno, ma conquistando un quarto posto comunque prestigioso, grazie al quale abbiamo partecipato ai mondiali). Bene anche in India, dove le Azzurre hanno raggiunto la fase a KO in un campo di gara durissimo. Alla luce di tutto questo, perché non riconfermarle di diritto per gli Europei?
Sei soddisfatto dell’esito della Selezione della seconda edizione del Club Rosa?
E’ vero, i risultati ottenuti sono stati molto buoni… Ma purtroppo ci è sfuggita la medaglia. Questo argomento ha fatto ragionare e discutere a lungo il Consiglio e alla fine ha prevalso la posizione di chi ritiene che continuare con le Selezioni favorisca la crescita e il miglioramento del movimento bridgistico femminile. La mia personale opinione è che probabilmente il lavoro svolto dalle ragazze con il CT Rinaldi meritasse continuità, ma allo stesso tempo che il bridge femminile sia abbastanza livellato. Una Selezione su un così elevato numero di mani ha il suo peso tecnico e il fatto che due delle tre coppie della passata Nazionale abbiano mancato la riconferma lo dimostra. Per concludere e rispondere alla tua domanda, sì, sono soddisfatto della nuova Nazionale, perché le giocatrici hanno conquistato al tavolo il loro diritto di vestire la maglia Azzurra e faccio i miei più vivi e sinceri complimenti ad Annaelisa Rosetta, Marilina Vanuzzi, Beatrice Delle Coste, Vanessa Torielli, Margherita Chavarria e Francesca Piscitelli.

Nazionale italiana open – Ai Campionati Europei, ancora una volta, non sarà la più forte formazione possibile a rappresentarci. Ovviamente ci si riferisce alla Nazionale di Bali. E’ cosa nota che Bocchi – Duboin – Madala hanno dichiarato di preferire non rappresentare l’Italia e che, di fronte a questa posizione, la Federazione ha semplicemente dovuto cercare alternative. Molti tesserati sono felici dell’opportunità che viene concessa a dei giovanissimi giocatori, ma allo stesso tempo amareggiati della mancanza dei nostri campioni. Vorrebbero capire: ma la Federazione ha una qualche responsabilità nella presa di posizione di Bocchi – Duboin – Madala? Sono cambiate le condizioni economiche di trattamento degli atleti della Nazionale rispetto al passato?
La storia è fatta di cicli. Il bridge italiano ha avuto due cicli straordinari. Il primo è rappresentato dal famoso “Blue Team” che tra gli anni ’50 e ’70 ha vinto tutto. Il secondo è invece dovuto ai campioni contemporanei che tutti conosciamo e che hanno conquistato l’ultimo titolo mondiale italiano nel 2013 a Bali. Devo però dirvi che questo oro ha seriamente rischiato di non arrivare mai. Bocchi, Duboin, Madala e Sementa non erano convinti di accettare la convocazione e solo il lavoro di mediazione del grande Guido Ferraro ha risolto i loro dubbi e ci ha portato a questo ultimo successo. Dopo Bali, Duboin e Sementa hanno smesso di giocare insieme. Inoltre, è arrivata la dichiarazione che hai menzionato, da parte di Bocchi e Madala. Lo dico chiaramente: la Federazione non ha alcuna responsabilità in tutto questo. In effetti è cambiato il trattamento economico riservato ai giocatori convocati in Nazionale. La diaria prevista in passato era di 500 Euro al giorno, ma è nostra convinzione che vestire la maglia Azzurra debba rappresentare un motivo di onore e di orgoglio. Tutto ciò premesso, sono convinto che il fattore economico non c’entri assolutamente nulla con la scelta di Norberto e Agustin. Avremmo potuto accanirci e chiedere al CONI di valutare la legittimità della loro decisione, ma perché creare una situazione spiacevole per tutti? I cicli finiscono, prima o poi. Dobbiamo prenderne atto e sono certo che il lavoro che stiamo facendo oggi con i nuovi Azzurri stia preparando al meglio quello che sarà un nuovo entusiasmante percorso.
Approfitto ancora una volta della tua domanda per dire grazie, e sono certo di poter parlare a nome di tutto il bridge italiano, ad Alfredo Versace e Lorenzo Lauria per la disponibilità totale che hanno sempre dimostrato nei confronti della maglia Azzurra.

È stata annunciata la riapertura del Club Azzurro.
Come sarà strutturato? Quante coppie avranno accesso al Club? E’ disponibile l’elenco delle coppie? Quando si comincerà? Quale impegno verrà richiesto ai partecipanti?
La riapertura del Club Azzurro è la logica conseguenza di quanto ho detto prima. Ritengo che ogni Federazione abbia il dovere di coltivare il proprio vivaio. E’ vero che, tolti i grandi campioni, come nel femminile, anche il livello dell’open, alla luce di quanto sopra puntualizzato, oggi è abbastanza omogeneo.
Pertanto, il Club Azzurro sarà rivolto a giovani giocatori, che in passato, magari dopo aver ottenuto titoli europei e mondiali nella categoria juniores, non hanno avuto modo di emergere proprio perché ci trovavamo nel cuore del secondo Blue Team.
Il progetto prenderà il via ad ottobre e spetterà alla nuova dirigenza federale decidere se riconfermarlo.
Il Club comprenderà circa dodici coppie. Vi anticipo i nomi di chi riteniamo si sia meritato il privilegio di farne parte:
Manno – Di Franco
Gandoglia – Donati
Mazzadi – Lo Presti
Montanari – Delle Cave
Franchi – Giubilo
D’Avossa – Di Bello
Sangiorgio – Ferrari
Cima – Percario
Sau – Calmanovici

Contatteremo anche altri giocatori, come Riccardo Intonti, Furio Di Bello, Ruggero Guariglia e Andrea Boldrini, senza perdere d’occhio i giovanissimi talenti come Federico Porta, Andrea Manganella e Sebastiano Scatà.
Il coach del club sarà Alfredo Versace. Durante l’anno (in giornate compatibili con gli impegni di lavoro e studio dei partecipanti) saranno organizzati numerosi stage tecnici coordinati da Alfredo.

In tutto il mondo il bridge soffre di un calo di partecipanti e purtroppo la nostra Federazione non ne è esente. Qual è la portata del fenomeno, come dobbiamo inquadrare questa constatazione e quali sono i possibili rimedi?
Purtroppo è vero. Registriamo un calo di tesserati che si attesta intorno al 4% annuo ed è in linea con quanto avvenuto negli ultimi quindici anni. Analizzando questo dato nel dettaglio, il calo riguarda prevalentemente i tesserati ordinari, meno gli agonisti e assolutamente non il settore Scuola Bridge, perché il numero degli Allievi, dato molto confortante, è invece finalmente in crescita (quest’anno +6%). Grazie all’ottimo lavoro svolto dal Settore Insegnamento, alcuni dati a conforto di quanto ti sto dicendo:

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In Italia si stima che un milione e mezzo di persone conoscano o pratichino il bridge. I tesserati, però, sono meno di 24.000. Tesserarsi o meno alla FIGB fa una differenza enorme nel modo di vivere e praticare il bridge, come sanno molto bene i giocatori agonisti.
Vogliamo che gli ordinari, talvolta abituati a pensare il bridge come un “gioco di carte” provino sperimentarlo come sport, opportunità di crescita personale e occasione sociale, per poi scegliere in modo consapevole come vivere la propria esperienza di bridgista.
I trofei per tesserati ordinari organizzati a livello nazionale e regionale sono stati introdotti nell’ottica di favorire il ritorno di ex tesserati ordinari verso la Federazione. Questo è anche uno degli obiettivi del prossimo Festival di Montecatini.
Inoltre, probabilmente, il costo della tessera Federale ha un qualche ruolo nel calo dei tesserati. Abbiamo pensato di abbattere il costo della tessera, modificando le quote di iscrizione ai diversi eventi; in questo modo si pagherebbe per quanto si gioca, praticamente a consumo come già avviene ad esempio negli Stati Uniti, pur risultando tesserati alla Federazione, con tutte le opportunità che ne derivano. Non ce la siamo sentita, però, di introdurre nell’ultimo anno del nostro mandato un progetto tanto rivoluzionario, per non dover obbligare l’eventuale nuova gestione federale ad aderirvi. Abbiamo intenzione di portare avanti questa iniziativa in caso di riconferma.

In Italia esistono molte ASD e alcune città sono costellate di tante piccole Associazioni. Secondo te questo è positivo o negativo per lo sviluppo del bridge?
E’ sicuramente negativo per il futuro del bridge. La Federazione incoraggia spesso le Associazioni ad accorparsi, perché questo permette di dividere i costi, pur conservando i diritti sportivi, creando un migliore servizio per i tesserati e migliori risultati in termini di diffusione del bridge. Purtroppo, la Federazione non rilascia licenze, ma autorizza sodalizi sportivi e dunque non può, senza un valido motivo, rifiutare di riconoscere un’Associazione. Però, tengo a ricordare a chi pensa che aprire un’Associazione sia un modo di fare business che non è assolutamente così, che le Associazioni, come la FIGB, sono sodalizi non a scopo di lucro e che bisogna essere lungimiranti e pensare al bene comune e non guardare unicamente alla propria realtà.

A Febbraio i tesserati sono stati raggiunti dall’inaspettata notizia delle dimissioni del Segretario Generale. Quali sono i motivi? E quali i motivi che hanno portato alla scelta di Massimo Soroldoni come nuovo Segretario Generale?
Per prima cosa, voglio ringraziare di cuore Francesco Conforti per il lavoro svolto in questi tre anni e mezzo. Dopo le elezioni, appena usciti dal commissariamento, insieme al Consiglio ho ritenuto opportuno scegliere Francesco Conforti come Segretario Generale per la sua profonda conoscenza delle dinamiche del CONI, avendo rivestito il ruolo di Presidente della Federazione Canoa e di Vice Presidente del CONI.
La sua esperienza in sinergia con il Consiglio e con il settore amministrativo ha contribuito a creare regolamenti e circolari di carattere amministrativo e gestionale che hanno indubbiamente aiutato a definire il riassetto economico-finanziario della Federazione. Le sue dimissioni sono state inaspettate e improvvise e mi hanno amareggiato molto. Tuttora sono convinto che alla base ci sia semplicemente una grossa incomprensione. Tutto ciò premesso, come ho già avuto modo di precisare in altre occasioni, rimango convinto che le decisioni del Consiglio Federale votate addirittura all’unanimità, nel caso specifico il rivedere posizioni dei dipendenti della Federazione immobilizzati da diversi anni, siano sovrane rispetto alle posizioni dei singoli, compresa quelle del Presidente.
Massimo Soroldoni è una persona di grande esperienza, sia come imprenditore che per aver ricoperto più volte il ruolo di componente del Comitato Regionale Lombardia. Profondo conoscitore del nostro mondo. Abita a Milano, e quindi si è reso disponibile a essere presente in Federazione cinque giorni su cinque. Partendo dal presupposto che non volevamo far ricadere la scelta del nuovo Segretario Generale su un componente del Consiglio o su un dipendente, abbiamo ritenuto che le competenze di Massimo Soroldoni fossero la miglior scelta possibile per accompagnarci fino al termine del nostro mandato.
Dopo due mesi di intensa collaborazione, posso dire di essere totalmente entusiasta di questa scelta, per la competenza, la professionalità e le straordinarie doti umane di Massimo.

Il bridge ha possibilità di diventare una Federazione Sportiva Nazionale? Se sì, con che modalità? Quando si saprà qualcosa?
Il Presidente del CONI sta lavorando, insieme al Ministro con delega allo Sport Lotti, a un decreto legge che riordinerà l’intero movimento sportivo italiano. Saranno introdotti criteri e parametri oggettivi per il riconoscimento di ciascuna realtà come Federazione Nazionale o Disciplina Sportiva Associata o Ente di promozione sportiva o Associazione Benemerita. L’impegno del Presidente Malagò è molto prezioso, perché disciplinerebbe una procedura che fino a oggi era soggetta a logiche di interpretazione.
Come sai, dal 1993 il bridge è una Disciplina Sportiva Associata. Se il decreto legge dovesse rimanere inalterato, avremmo una forte probabilità di veder promuovere il bridge a Federazione Sportiva Nazionale, perché rispettiamo già tutti i criteri previsti dal disegno tracciato. In Luglio sapremo se verrà approvato il decreto legge ed entrerà in vigore il nuovo regolamento. Ottenere il riconoscimento a Federazione Nazionale rappresenterebbe una svolta epocale per il nostro movimento, paragonabile a quella del 1993.

Sapendo che la carica di Presidente si protrae per un quadriennio, i tesserati immaginano che le elezioni siano prossime. Per quando sono previste?
Il Consiglio ha facoltà di indire le elezioni in una finestra temporale che va da ottobre 2016 a marzo 2017. Allo stato attuale nessuna decisione è stata presa. Il tutto verrà stabilto nei prossimi Consigli Federali, comunque verosimilmente l’elezione nazionale potrà essere fissata nel mese di febbraio 2017, in questo caso, come di prassi, le elezioni per le cariche regionali saranno in anticipo di un paio di mesi.

Ti ricandiderai?
Grazie Francesca, sapevo che prima o poi saremmo arrivati a questo punto. Il mio percorso come Presidente è stato denso di soddisfazioni e di stimoli, ma anche minato da strumentalizzazioni e da critiche non sempre costruttive. Sono convinto di avere imparato molto in questi anni, di aver commesso degli errori ma anche di aver dato un contributo positivo alla Federazione.
Non vorrei lasciare la FIGB proprio ora che l’esperienza, il bilancio e i progetti avviati permettono di applicare nuove strategie, che in parte hanno già dato dei frutti. Sono convinto che per il bene della stessa Federazione e di tutto il nostro movimento ci sia bisogno di continuità per raggiungere obiettivi che diano stabilità alla nostra disciplina. Nel mese di Giugno prenderò la mia decisione definitiva che sarà frutto di una profonda riflessione scevra da ogni personalismo.