Questa intervista è stata pubblicata nei bollettini del Campionato di Società Sportive a coppie

Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
[…] Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone,
[…] Se saprai passeggiare con i Re rimanendo te stesso,
[…] Se saprai confrontarti con la vittoria e la sconfitta e trattare
questi due impostori allo stesso modo…
[…] …Allora sarai un uomo.
(J. R. Kipling, “Se”)

Massimiliano Di FrancoAppena uscito dalla categoria giovanile per sopraggiunti limiti di età, Massimiliano Di Franco ha ricevuto una proposta esaltante: è stato invitato a “passeggiare con i Re”, ovvero a giocare per la squadra Lavazza. Dopo aver fatto parte della formazione per due anni, conquistando prestigiosi titoli, il suo rapporto agonistico con la rappresentativa torinese (sempre più internazionale) si è interrotto.
L’uomo (anzi, il gentiluomo… Chi lo conosce lo sa), però, ha continuato a costruirsi il suo futuro nel bridge ed è presto arrivata per lui una nuova straordinaria opportunità: la convocazione nella Nazionale open.

Cosa hai imparato giocando nella squadra Lavazza? Quali insegnamenti porterai con te in Nazionale?
Ho imparato tantissimo sia sotto il profilo tecnico che caratteriale. Ho giocato un po’ con tutti i campioni della squadra e ho cercato di prendere il meglio da ciascuno di loro. Ho imparato che mantenere la calma e la lucidità anche dopo una mano brutta è fondamentale…
Mi hanno insegnato a essere “professionale”. In particolare, vorrei approfittare di questa intervista per ringraziare Giorgio Duboin, perché mi ha dedicato molto tempo, è sempre stato molto aperto con me e mi ha insegnato tantissimo.

Norberto BocchiUno dei motivi per cui ora sei in Nazionale è che proprio i giocatori della squadra Lavazza hanno rinunciato a rappresentare l’Italia. Hai preso il posto dei tuoi stessi maestri…
E’ vero. Ormai Bocchi, Duboin e Madala giocano con compagni stranieri e penso che questo abbia influito sulla loro decisione… Obiettivamente è una perdita, anche perché in passato si è investito poco sui giovani e quindi per forza di cose non ci sono al momento alternative all’altezza di questi giocatori.

Se pensi ai prossimi Europei, qual è l’emozione che prevale?
La carica. Sono consapevole che non riusciremo a emozionare i tifosi quanto la vecchia Nazionale, ma allo stesso tempo so che questo è un momento di svolta sia per la mia carriera personale (in quanto gli Europei sono una vetrina importantissima ed è fondamentale fare bella figura), sia per il bridge italiano, perché non era mai stato fatto un investimento così importante sui giovani.

Tu e Andrea rappresentate “la seconda coppia”, dopo Alfredo VersaceLorenzo Lauria.
Sì. Quando il Presidente mi ha telefonato per annunciarmi la convocazione, mi ha detto che ci stava dando fiducia e che conta molto su me e Andrea. Anche questo contribuisce ad aumentare la mia motivazione e a darmi carica. Voglio arrivare in Nazionale al top della forma. Mi sto allenando tantissimo con Andrea.


Hai già acquisito una buona esperienza internazionale. Quindi, dato che conosci bene il panorama europeo, quali sono le squadre che ti fanno più paura?

In questo particolare momento, ci sono tante squadre fortissime. Per prima la Polonia, in cui giocano i campioni del mondo in carica. E’ una squadra giovane (Kalita-Nowosadzki sono trentenni e Klukowski addirittura ventenne), durissima anche sotto l’aspetto della presenza al tavolo. Poi la Svezia, che ha vinto gli ultimi World Bridge Games, ma anche la Francia, altra formazione con una componente giovane (Thomas Bessis, Frederic Volcker e Cedric Lorenzini) che in questi anni sta vincendo tantissimo. Ci sono anche Monaco, l’Olanda… Sicuramente non avremo vita facile!
Donati-DiFrancoIl fatto di aver già incontrato questi giocatori in diverse occasioni ti sarà d’aiuto?

Sì, conoscere gli avversari è importantissimo… Per fortuna, da un po’ di anni Andrea e io frequentiamo tutti i tornei internazionali più importanti e questo è sicuramente uno dei motivi per cui la Federazione ci ha scelti.

Stai partecipando a molti Campionati in America. Stai pensando a un possibile trasferimento negli States?
No, non voglio lasciare l’Italia. Il mio obiettivo è fare i tre Campionati Americani dell’anno e magari tre o quattro Campionati Regionali.

Sia tu che Andrea avete avuto un’importante crescita tecnica grazie agli insegnamenti di Campioni che hanno fatto coppia con voi e vi hanno inseriti nelle loro squadre.
Fra qualche anno, sarai pronto a “rendere il favore”, cioè a prendere sotto la tua ala un ragazzo promettente e aiutarlo a crescere, continuando il “circolo virtuoso”?
So quanto ha significato per me l’opportunità di giocare nella squadra Lavazza e so che giocare in Nazionale con Lauria-Versace sarà un’esperienza che mi farà ulteriormente crescere. Quindi sicuramente farò lo stesso!