VainikonisBoguslaw Gierulski, , Vytautas Vainikonis, Woitek Olanski, Ron Pachman, Jerzy Skrzypczak e Piotr Zatorski
Vincitori della Reisinger 2015

Siamo giunti alla fine qui a Denver. Le corone d’alloro (negli USA, come nella quasi totalità del mondo, non ci sono premi in denaro, anzi sono proibiti) sono state sistemate sulla fronte dei vincitori, siano essi stati superbi dominatori di campionati di categoria National di primo livello, sia vincitori di eventi di minore qualità: National di secondo livello, Regional, Sectional, Side Games, Fast, Early Birds e Night Owls.

Per tutti, menzione d’onore sul bollettino, e poi foto che, se non compare qui, verrà in seguito regolarmente pubblicata sul mensile dell’ACBL. Inoltre, punti a volontà. Gli americani sono stati gli inventori del sistema di fidelizzazione basato sull’assegnazione di punti, i cosiddetti Master Points (i nostrani punti rossi), già alla fine degli anni ’40 del novecento, sistema copiato in tutto il mondo, senza eccezioni.
Se, come tutti, vendono punti, bisogna però dire, come ho già scritto altrove, che si preoccupano al contempo di salvaguardare l’aspetto sportivo della categorie attraverso il sistema dei Life Masters, il quale rappresenta inoltre un ulteriore elemento di fidelizzazione, soprattutto per quanto riguarda gli eventi principali. Per diventare Life Master basta infatti giocare al circolo, ma per salire di grado servono punti pregiati, e per quelli ci vogliono eventi di categoria superiore, che si possono trovare solo nei Sectional, Regional e National.

Ma veniamo agli incoronati, riservando loro anche qui l’onore del proscenio, limitandosi però ai tre eventi principali. L’ultimo acuto della kermesse è stato di VAINIKONIS, squadra di sponsor lituano, e composta per lo più da polacchi con l’innesto di un israeliano. Il sestetto formato da Vytautas (per tutti Vitas) Vainikonis, Boguslaw Gierulski, Woitek Olanski, Ron Pachman, Jerzy Skrzypczak e Piotr Zatorski si è infatti aggiudicato la Reisinger Cup, il trofeo più ambito dell’intera annata agonistica, e lo ha fatto nell’ambito di un finale al brivido. I primi ed i secondi hanno infatti operato continui contro sorpassi nell’ambito dell’ultima frazione di ventisette mani, e solo 0,39 punti li hanno alla fine separati.
Secondi gli americani di GORDON (Gordon, Berkowitz, Pszczola, Rajadhyaksha, Rosenberg, Sontag), e terzi gli alfieri di BECKER, una formazione composta da americani ed egiziani (Becker, Coren, El Ahmady, Kamil, Sadek, Strul [quest’ultimo è lo sponsor della squadra]).
Il Kehoane American Swiss Teams è andato ad appannaggio di TULIN (Stan Tulin, Alon Birman, Kevin Dwyer, Jacek Kalita, Michal Nowosadzki, Dror Padon), squadra che, a parte lo sponsor, è composta da giovanissimi, con una media ben sotto i trent’anni. Secondi, con JACOBUS, altri americani ed altri polacchi (Jacobus, Blass, Chmurski, Lesniewski, Passell, Tuczynski), e terzi con STREET un insieme di americani, canadesi, neozelandesi, polacchi e svedesi (Street, Cheek, DelMonte, L’Ecuyer, Nystrom, Upmark).
Infine, il Mixed Swiss Teams di recente istituzione è andato a SANBORN, con al suo interno la donna più titolata di sempre, Kerri Sanborn, insieme al marito Stephen, a Steve Robinson e a Sylvia Shi. Per una volta, una squadra senza sponsor di sorta. Seconda MECKSTROTH (ma non si tratta del divino Jeff, quanto di sua moglie Sally), che schierava Meckstroth, Donn ed i fratelli Cecilia e Mikael Rimsted. Terzi, infine, gli alfieri di TUCKER (Tucker, Christian, Eythorsdottir, Nistor).
Applausi a scena aperta, e sipario.