NABC_Denver2015La notizia del giorno è che io e Enrico Castellani abbiamo mancato il cut del Blue Ribbon Pairs: dopo una bella ma sfortunata prova abbiamo infatti concluso con un ignominioso centonovantesimo posto, su un totale di duecentoottantaquattro partenti.
Siamo partiti bene, ma abbiamo avuto nella seconda sessione un crollo post prandiale degno di Trimalcione e Lucullo appaiati.
L’opposto di noi hanno fatto Andrea Manno e Irene Baroni, i quali si sono evidentemente tenuti leggeri, e dopo aver iniziato sul piede del 40%, hanno ammassato quasi il 59% nella seconda frazione per qualificarsi al centocinquantunesimo posto sui centocinquantasei disponibili in semifinale. Giocheranno oggi anche Alejandro Bianchedi e Massimiliano Di Franco, eccellenti decimi, e quindi portatori di un buon carry-over.
Vi avevo promesso qualche impressione, e ve la offro ben volentieri. L’organizzazione è anni luce dietro alla nostra: per sapere dove sedersi abbiamo dovuto aspettare l’ultimo secondo, quando su una specie di lavagna sono stati appiccicati dei cartellini scritti a mano. Non vi dico la ressa per leggerli (col binocolo), e poi per andare a giocare. Sulla via del nostro tavolo, abbiamo però visto numerosi giocatori già impegnati a licitare. Infatti, chi ha una posizione – vengono pubblicate a scaglioni successivi – riceve i board e può cominciare, nel marasma generale.
Poiché noi eravamo all’ultimo tavolo del girone, abbiamo potuto iniziare quando almeno metà sala aveva già finito, col risultato che il primo turno è durato una buona mezz’ora, con gente che girava da tutte le parti, in genere sulla via per andare o tornare da una chiacchierata al bar.
Non vengono di fatto dati cambi: quando una coppia Est-Ovest ha finito si sposta, e se il tavolo successivo è libero gioca. Insomma, una situazione piuttosto caotica e a sicurezza zero, ma dove i nativi si orientano a meraviglia, un po’ come sanno fare i guidatori nel traffico di Chennai (per capire il paragone bisogna provare l’esperienza: una massa quasi uniforme di auto e moto che sfrecciano in tutte le direzioni e si sorpassano continuamente a millimetri di distanza).
L’atmosfera è generalmente simpatica, ma anche molto competitiva, come si conviene per il rango della competizione. Ci sono un numero altissimo di coppie composte da un cliente ed un professionista – ne ho contate almeno undici tra le ventisei che abbiamo incontrato – ed inoltre molti campioni in allenamento per la Reisinger. Insomma, un campo di gara molto duro, non lontano da quello di un campionato europeo.
L’unica altra notizia che coinvolge italiani è quella relativa a Cima-Giubilo. Gli stakanovisti del bracketed KO sono giunti in semifinale di uno degli eventi del genere di maggior spessore mai visti. Tra le sedici squadre partenti, non meno di sette contenevano almeno un campione del mondo, e tra queste CAYNE, con Lauria-Versace all’interno, battuta dai nostri eroi nei quarti.
Fuori dalle prospettive nazionali, va riportata la conclusione del Baze KO Teams, il quale è andato ad appannaggio di MELTZER dopo un incontro molto serrato, concluso sul 99-94. Con la formidabile sponsor americana, delle cui glorie vi ho dato conto ieri – ricordo che è l’unica donna al mondo a poter vantare il titolo di Open World Grand Master – giocavano Steve Garner, John Mohan, Dan Morse, Ron Smith e John Sutherlin.

Da sinistra a destra. In alto: John Sutherlin, John Mohan e Ron Smith
Seduti: Steve Garner, Rose Meltzer e Dan Morse.