NABC_Denver2015La giornata di ieri è stata avara di risultati per gli italiani d’America, dato che ne compaiono solo nella classifica finale del Mitchell Open Board-A-Match, e nemmeno troppo in alto.
I primi dei nostri, Irene Baroni e Andrea Manno, inseriti nella squadra MOORTHY (un simpaticissimo indiano, presidente della federazione di laggiù, e deus ex machina della organizzazione in India del recenti campionati del mondo di Chennai) li troviamo ad un comunque ottimo undicesimo posto, mentre al tredicesimo figurano sia Lorenzo Lauria ed Alfredo Versace (CAYNE), sia la formazione di Maria Teresa Lavazza. Molto più giù, quarantesimo, Dano De Falco con PATRICIA CAYNE.

Il titolo, nell’ambito di una classifica davvero molto serrata – per fare un esempio, solo quattro board e mezzo hanno alla fine separato i vincitori dalla squadra di Baroni-Manno – è andato alla formazione capitana da Richard Schwartz (oltre allo sponsor, Huub Bertens, Boye Brogeland, Allan Graves, Daniel Korbel, Espen Lindqvist), ovvero proprio quella che ha dato la stura ai recenti scandali, rinunciando ai titoli vinti nell’arco dei due anni nei quali con loro giocavano gli israeliani Fisher e Schwartz (al posto di Bertens-Korbel). I due ragazzi stanno ora subendo un procedimento disciplinare sia in Israele che nell’ambito EBL, ed a breve dovremmo saperne di più sulle accuse a loro mosse, ovvero sulle risultanze processuali.

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In piedi, da sinistra a destra: Bertens, Korbel, Brogeland, Lindqvist
Seduti: Schwartz e Graves

Un solo board più indietro, per ironia della sorte è finita la squadra di Vitas Vainikonis, vale a dire quella che sponsorizzava Fisher-Schwartz in Europa, mentre al terzo posto si è piazzata la formazione capitana da Luc Verhees (ma sponsorizzata da Josef Blass: Verhees è un professionista olandese).
1,09 board – i decimali sono causati dal carry-over – hanno separato i primi dai secondi, ed appena 0,16 questi ultimi dai terzi, a ribadire l’arrivo in volata.

Altrove, è terminata anche la competizione BAM al femminile, il Marsha May Sternberg Women Board-A-Match, la quale ha visto la vittoria della formazione capitana da Lynda Nitabach, la quale si avvaleva di due delle più famose e vincenti professioniste americane, Tobi Sokolow e Janice Seamon-Molson, e di tre giovani svedesi: le sorelle Cecilia e Sandra Rimstedt (quest’ultima recente campionessa d’Europa a coppie signore a Tromso), e Ida Gronkvist. Non arrivano a trent’anni le prime due, ed addirittura Under 20 è la terza.

winners bam2In piedi da sinistra a destra: Gronkvist, Sokolow, Jim Sternberg (lo sponsor della manifestazione), Cecilia Rimstedt, Sandra Rimsted
Sedute Janice Seamon-Molson e Lynda Nitabach

Al secondo posto la squadra di Barbara Ferm, ed al terzo quella di Dori Byrnes. Anche qui squadre sponsorizzate, ed anche qui giocatrici europee (le campionesse olimpiche russe Victoria Gromova e Tatiana Ponomariova, tra le seconde).

L’ultima notizia che vi do è quella relativa all’eliminazione, nella semifinale del Baze Seniors KO, della squadra vincitrice delle ultime quattro edizioni, quella di Vinita Gupta contenete i Meckwell. Autrice dell’impresa la formazione di Rose Meltzer, ovvero l’unica giocatrice di tutti i tempi ad avere mai vinto una Bermuda Bowl (nel 2001 a Parigi), titolo poi in qualche modo confermato dal trionfo anche nella Rosenblum Cup di Verona (2006), il quale l’ha portata a potersi fregiare del titolo di Open World Grand Master, di nuovo in totale solitudine tra le donne. Una sponsor quindi, ma di grande capacità sia nel sapersi circondare dai giocatori giusti, sia, evidentemente, al tavolo.
MELTZER ha vinto dominando i primi tre tempi, e sopravvivendo poi al prepotente ritorno degli avversari – un marchio di fabbrica di Meckstroth e Rodwell – nel quarto. A dispetto del 40-10 subito nell’ultima frazione, MELTZER ha infatti finito per prevalere 114-101. In finale troverà oggi KASLE, altra squadra imbottita di professionisti di altissimo profilo (si tratta in sostanza della squadra finalista della d’Orsi Cup di Veldhoven 2011, sconfitta in finale dalla Francia).

Sempre oggi inizia la competizione a coppie di maggior prestigio dell’intero calendario annuale qui in Nord America, il Kaplan Blue Ribbon Pairs, dove farò il mio debutto in un Nationals, insieme ad Enrico Castellani. Mi dicono che sia durissima, e domani ve lo saprò dire con maggiore certezza, sperando di sopravvivere al primo taglio (l’evento si articola infatti, come sempre qui, in fasi diverse – tre nel caso – con un taglio alla fine di ogni giornata).