Il Procuratore Federale Claudio Brugnatelli interviene in merito all’editoriale di Enzo La Novara (redazione Bridge d’Italia, rivista cartacea) pubblicato su Bridge d’Italia di ottobre-dicembre.

Caro Enzo,
vorrei rispondere brevemente al tuo ultimo editoriale apparso sul Bridge d’Italia.
Leggo che suggerisci l’istituzione di un’agenzia costituita da “incaricati fissi” per reprimere gli illeciti peggiori nel nostro sport, ovvero gli accordi illeciti.
Francamente ho qualche perplessità e l’analogia con la WADA ed il doping, non mi sembra pertinente.
Non dobbiamo dimenticarci le esperienze degli anni addietro, le varie commissioni etiche istituite negli anni passati ed i modestissimi risultati raggiunti con questo sistema.
Il confronto tra tante posizioni, prima di formulare l’ipotesi di illecito, non credo sia opportuna per una corretta gestione del procedimento disciplinare.
Ritengo, al contrario, che l’esercizio dell’azione disciplinare debba far capo solamente al Procuratore Federale, che sia il sottoscritto o il suo successore.
In un sistema giuridico l’accusa, per essere credibile e funzionale alla ricerca della verità, non deve avere pluralità di voci.
Abbiamo un sistema di giustizia sportiva che assicura ampio spazio ai diritti di difesa, organi giudicanti di primo e di secondo grado e la possibilità di ricorrere, in ultima istanza, al Collegio di Garanzia dello sport presso il CONI.
Tutto ciò prevede un ampio confronto secondo le regole del contraddittorio.
Ma se il dibattito nasce ancor prima che si istituisca il procedimento disciplinare, allora rischiamo la paralisi.
In molti dei prossimi campionati saranno presenti le telecamere ai tavoli da gioco.
Ho già chiesto di avere a disposizione un ristretto gruppo di esperti, che analizzi per conto della Procura Federale il materiale a disposizione.
E questo, a mio avviso, è ciò che serve per reprimere i comportamenti illeciti.
Noto con piacere che la Federazione, il Presidente ed il Consiglio direttivo non mostrano incertezze nella volontà di repressione del fenomeno.
Rivendico, da parte mia, la più ferma volontà nella persecuzione degli autori degli illeciti.
Concludo con un breve commento sugli apprezzamenti positivi che rivolgi agli organi giudicanti a livello europeo.
Fino ad oggi la EBL non ha minimamente collaborato con la Procura Federale e non ha nemmeno ufficializzato la propria posizione in merito ad un procedimento a carico di tesserati Italiani.
Non sarei, pertanto, così categorico nell’individuare nell’EBL il miglior punto di incontro di tutte le esigenze disciplinari, suggerisco di attendere gli sviluppi e di formare le nostre opinioni in un secondo momento.
Buon bridge e buone feste a tutti.
Claudio Brugnatelli