A Denver è in corso il National Americano d’Autunno, uno dei tre Campionati che si svolgono annualmente negli Stati Uniti.

Il raduno di migliaia di bridgisti è stato l’occasione per tornare sul tema dei recenti scandali che hanno sconvolto il mondo del bridge. (Riassumendo, per i lettori che seguono meno la cronaca: quattro coppie di giocatori di massimo livello sono state accusate di persistente scambio illecito di informazioni fra compagni durante il gioco. Secondo gli accusatori, una coppia sarebbe stata in grado di comunicarsi il possesso di onori in un seme, un’altra la preferenza sul palo d’attacco, una terza la forza della mano durante la dichiarazione e così via. Una sola delle quattro coppie ha ammesso una qualche responsabilità, per quanto in modo non circostanziato. Sulle altre tre, le istituzioni – in particolare la Lega Europea di Bridge, organizzatrice dell’evento durante il quale sono stati contestati i fatti – non si sono ancora pronunciate; indagini e procedure sono in corso. Il tema dello scambio illecito di informazioni è comunque al centro del dibattito internazionale.)

La soluzione di giocare qualsiasi competizione al computer, magari tenendo i giocatori in stanze diverse, renderebbe certamente impossibile lo scambio illecito di informazioni fra compagni, ma, allo stesso tempo, impoverirebbe il gioco: la “presenza al tavolo”, una delle doti che fanno la differenza fra un esperto e un campione verrebbe a mancare, così come l’aspetto sociale del bridge.

Uno dei maggiori innovatori in tema di applicazione delle moderne tecnologie al bridge è Fred Gitelman, ideatore di Bridge Base Online (la piattaforma che permette di giocare su internet e di trasmettere gli eventi in diretta). Gitelman ha lavorato su una possibile soluzione, da lui battezzata BBO H (H per Hybrid, ibrido in inglese), perché coniuga il bridge al computer (in questo caso al tablet) con il bridge giocato al tavolo, secondo i canoni classici.

Gitelman ieri ha presentato ai vertici dell’ACBL (Lega americana di bridge) un prototipo del sistema da lui ideato.

tavolo proposto da Fred Gitelman

tavolo proposto da Fred Gitelman

Come si può osservare, secondo la proposta del manager di Bridge Base Online, al centro del tavolo viene appoggiata una versione modificata degli attuali sipari. Questa struttura comprende due pannelli perpendicolari fra loro, sagomati sui lati in modo che ciascun giocatore possa vedere entrambi gli avversari, ma in nessun modo il proprio compagno.

Nel prototipo di Gitelman, vengono eliminate le carte da gioco, affinché non sia mai possibile intravedere le mani del proprio partner. Licita e gioco avvengono interamente in modo elettronico, attraverso un tablet che ogni giocatore ha a disposizione.

Secondo l’ideatore, questo presidio aumenta addirittura l’esperienza al tavolo, perché, a differenza di ciò che avviene con gli attuali sipari, consente di vedere due avversari anziché uno.

Fred Gitelman, ideatore di BBO e BBO H

Fred Gitelman, ideatore di BBO e BBO H

Gitelman sottolinea i benefici organizzativi da non sottovalutare: con il suo sistema, non ci sarebbe più bisogno di duplicare le smazzate, di trasportare carte, board e bidding box, di utilizzare le BridgeMate, né di assumere operatori vugraph per la trasmissione in diretta degli incontri, perché ogni mossa dei giocatori verrebbe automaticamente registrata. Semplificazioni anche in materia arbitrale: sarebbe possibile registrare in automatico i tempi di ogni dichiarazione e giocata e si potrebbe eliminare la possibilità di errori meccanici come renonce e attacchi fuori turno; in aggiunta, ciascuno Alerterebbe esclusivamente per sé, con ciò cancellando capitoli del regolamento che trattano di mancati o errati Alert.

In realtà, come già per gli attuali sipari, è altamente improbabile che questi supporti, che richiedono anche infrastrutture come la connessione wi-fi e la possibilità di caricare adeguatamente tutti i tablet, diventino parte dell’arredamento dei circoli o dei normali tornei, o che vengano applicati in tutti i tavoli delle competizioni nazionali. Negli Stati Uniti, dove i Campionati sono itineranti e dunque esiste il problema del trasporto del materiale, già solo gli attuali sipari compaiono esclusivamente nelle ultimissime fasi delle principali competizioni.

Posto che il prototipo altererebbe alcune delle dinamiche del gioco (auto-Alert, nessuna possibilità di renonce o altre infrazioni), si creerebbero così due distinte situazioni, legate alla presenza o meno di questo particolare sipario e dei tablet?

Lo stesso Gitelman solleva anche altri dubbi:

– Come proteggere i tablet dal furto?
– Come riuscire a mantenere tutti i tablet carichi e ben funzionanti?
– Questo sistema è realmente accessibile anche ai giocatori con difficoltà motorie o a chi non ha praticità con la tecnologia?

Il costo ipotizzato da Gitelman per attrezzare un singolo tavolo con i suoi dispositivi è di circa 700$. “Non posso promettere niente senza prima consultarmi con i miei soci,” ha dichiarato l’innovatore, “ma se l’ACBL, l’USBF (Federazioni Americane di bridge, ndr) (o ipoteticamente altri) volessero sperimentare questo prototipo penso che la società BBO potrebbe pagare una parte molto significativa (o forse l’intero importo) delle spese di equipaggiamento.”