Nazionale italiana femminilieLe nostre azzurre si sono qualificate alla fase a KO, come del resto facilmente prevedibile, ma in vista del traguardo hanno avuto qualche tentennamento. Niente di non fisiologico – avevano fatto un campionato formidabile fino a quel momento, ed un po’ di rilassamento è comprensibile – ma l’effetto della giornata mediocre è stat
o quello di farle scivolare al quarto posto del ranking, ovvero il peggiore possibile, almeno sulla carta.
Poiché le prime tre scelgono le avversarie tra le classificate dalla quinta all’ottava, è ovvio che alla quarta tocca la più pericolosa delle rimanenti, ed è quello che è puntualmente accaduto: per noi c’è l’Olanda. Anche qui niente di grave: c’era di peggio nelle due americane, e comunque tutte e sette le qualificate sono potenzialmente in grado di batterci. Bisogna però che le nostre tengano bene in mente che questo vale anche per loro: non c’è nessuna squadra, qui, contro la quale partano battute o anche solo sfavorite, e men che meno quella olandese, che ha sì una formidabile coppia di punta in Mikielsen-Wortel, ma ha anche le altre quattro, che sono molto esperte, sono però anche assai invecchiate, come dimostra la Butler. Partiremo a -4,67, effetto della sconfitta del Round Robin, e ci vorranno novantasei smazzate per sapere chi vincerà.
Altrove, la Danimarca, prima a scegliere, ha selezionato la Francia, USA 2 ha pescato la Cina, e USA 1 si è decisa per l’Inghilterra.
Finale incredibile nella Bermuda Bowl: per l’ottavo posto l’ha spuntata la Svezia, grazie ad una combinazione di eventi che ha quasi dell’incredibile, e per 0,14 VP sopra al Giappone. Un solo IMP in più per i nipponici, o uno in meno per i nordici avrebbero cambiato il risultato finale, ma allo stesso tempo gli svedesi avevano bisogno di risultati favorevoli sia del Brasile che della Danimarca. Tutto bene.
In sede di accoppiamenti, la Bulgaria, vincitrice a sorpresa della qualificazione, ha scelto proprio la Svezia, la Polonia ha deciso per la Francia, la Cina ha selezionato USA 2, e questo ha fatto sì che all’Inghilterra, come ovvio, sia toccata USA 1, squadra che, seppure non in forma, nessuno mai vorrebbe incontrare.
Poca emozione invece nel d’Orsi Trophy: a tre incontri dal termine molto c’era ancora da decidere, ma quasi tutto si è risolto dopo i primi due match, e l’ultimo è andato avanti senza scossoni.
Ha vinto USA 1 che ha scelto la Norvegia, seguita dall’Australia che si è presa la Svezia. A seguire l’Irlanda ha pescato USA 2, lasciando così Polonia e Inghilterra, le finaliste del 2009 le quali hanno praticamente le stesse formazioni di allora (manca un inglese all’appello), a battersi nell’ultimo dei quarti.
Impossibile fare pronostici nella Venice Cup, la competizione più equilibrata, e così anche nella Bermuda Bowl, dove si può forse – ma con molta prudenza – fare un’eccezione per la Polonia sulla Francia. Tra i Seniors, invece, USA 1 e Australia partono con favori del pronostico abbastanza decisi, mentre apertissimi sono gli altri due incontri.