E’ stata una giornata di dure battaglie, quella di ieri, in tutti e tre gli eventi, e tra queste non ha fatto eccezione l’incontro delle azzurre contro le orange, combattuto carta su carta.
Le nostre hanno piegato le avversarie di un solo IMP nel primo tempo, il più sanguinoso dei tre con ben 95 punti complessivi concessi dalle due squadre, ed hanno poi operato un piccolo allungo nel secondo. Sono poi scappate via all’inizio del terzo, ma dall’originale 14-1 di quel tempo non hanno più segnato, mentre le olandesi impilavano 33 IMP, buoni per tornare al comando di 10,7: 121,7 a 111.
In sostanza, considerato il carry-over negativo di 4,7 abbiamo perso 6 IMP nella giornata: tutto da giocare quindi oggi, nelle 48 smazzate che mancano ancora al termine dei quarti di finale.
Per restare alla Venice Cup. il vantaggio più importante, ma ben lontano dall’essere decisivo, ce l’hanno le cinesi su USA 2. Le asiatiche conducono di 27 IMP, ma di soli 16 è il distacco delle inglesi su USA 1, e addirittura 5,7 quello della Danimarca sulla Francia. Insomma, non si può dire ancora niente, né fare altri pronostici se non quelli basati sul solo fatto oggettivo disponibile: chi è in testa ha maggiori probabilità di vincere (si può forse però notare che l’Inghilterra ha anche recuperato da un carry-over di -16, e quindi ha staccato le avversarie di 32 IMP nella giornata).
Anche l’andamento degli incontri è stato molto bilanciato: le squadre se le sono date e le hanno prese con generale gagliardia.
Anche nella Bermuda Bowl tutto è ancora aperto, sebbene la Svezia abbia maturato un distacco tanto importante quanto inatteso sulla Bulgaria. Gli scandinavi sono davanti di ben 49,5 IMP, e partivano anche da -8,5. La Cina è invece avanti di 25 su USA 2, altrettanti ne ha la Francia sulla Polonia, e di solamente due IMP è il vantaggio dell’Inghilterra su USA 1.
Quest’ultimo incontro ha fatto davvero appassionare gli spettatori, sia in Rama che su BBO: gli inglesi sono partiti fortissimo: 31-0 a metà del primo tempo (e partivano da +11)! I formidabili americani non ci hanno però messo molto a rimettersi in carreggiata, tanto che sono riusciti a vincere le sedici mani per 37-33, concludendo a-7. L’Inghilterra ha però effettuato un nuovo allungo nel secondo tempo, e questa volta non c’è stata replica. Il parziale vedeva USA 1 a -38, un punteggio preoccupante. Di nuovo, però, i Meckwell da un lato, e Levin-Weinstein dall’altro hanno messo in piedi una di quelle rimonte per le quali vanno famosi, inventando swing dal nulla (se ne avete il tempo, andate a recuperare il file BBO del terzo tempo: ne vale la pena). A metà tempo, hanno addirittura operato il sorpasso, fino a cominciare a staccarsi. Gli avversari si sono però svegliati, e hanno recuperato qualcosina, fino a tornare davanti, anche se di un margine minimo.
Infine, nel d’Orsi Trophy i due incontri dove avevo fatto un pronostico deciso hanno in effetti seguito quelle previsioni: USA 1 ha nettamente staccato la Norvegia (+69,3), ed altrettanto ha fatto l’Australia sulla Svezia (+46, ma gli Aussie erano a +72 dopo due tempi).
Tutto da decidere invece tra Polonia e Inghilterra – i baltici sono a +28, un buon vantaggio ma certo non decisivo – e, soprattutto, tra Irlanda e USA 2. Gli isolani sono a +3, ma solo grazie al carry-over di +11, perché gli statunitensi hanno vinto tutte e tre tempi. La misura di quelle vittorie, però, dà un’idea dell’equilibrio: +2, +3, +3.