​Come d’abitudine, già nel turno a sessantaquattro squadre sono cominciate ieri a cadere delle teste di serie di prestigio, squadre costruite con largo impiego di dollari per vincere – non c’è quasi formazione, nella Spingold e nella Wagar, che non sia composta da professionisti di rango – ma che possono facilmente trovare avversari di livello vicino al loro fin dai primi turni.
​E’ stato questo il caso della testa di serie numero 16, GUPTA, forte di Bramley-Stansby e della coppia emergente formata dai Bilde padre e figlio, battuta di misura – 4 IMP – da KAHN, formazione che comprendeva una campionessa del mondo quale Margie Gwozdzinsky. Caduta anche la 18, MELTZER, che di campioni del mondo ne aveva quattro, inclusa la capitana, l’unica donna ad avere mai vinto la Bermuda Bowl (a Parigi nel 2001), e capace anche di una Rosenblum (Verona 2006), giustiziata con ampio margine da WANG, anch’essa con un campione del mondo al suo interno, il cinese FU (per lui, l’oro nel coppie open a Verona 2006). Infine, per parlare solo delle formazioni “mondiali”, sorprendente anche la caduta di STREET, con due svedesi medaglia d’oro a Lille 2012, strapazzata da RYGAL grazie ad un enorme terzo tempo, perso 84-21.
​Per il resto, ci sono state vittorie molto agevoli delle favorite – in cinque casi, le avversarie si sono ritirate prima dell’ultima frazione – ma anche sofferenze, come per LAVAZZA, impegnata a fondo, come prevedibile, da HINZE, battuta di 19 IMP. Il margine sarebbe stato ben più largo senza un’incomprensione che ci è costata ben 18 IMP (5¨-5 nella 4-0 da un lato, e 6ª fatte dall’altro). Dato che 18 ne avevamo guadagnati nell’incontro precedente in maniera simile, da questo punto di vista siamo ora pari! E’ molto interessante vedere al tavolo come grandi campioni reagiscono a questi rovesci, pur in situazioni delicate – l’incidente è accaduto all’inizio dell’ultimo tempo, iniziato a +21, ovvero un margine non rassicurante, e che era stato appena quasi interamente ingoiato. Niente discussioni accese, rimproveri o altro, ma solo qualche breve parola per capire l’accaduto, e poi avanti, con almeno apparente serenità. Sarebbe quanto mai istruttivo per i giovani far vedere loro un filmato di eventi del genere, ed in proposito utile anche un famoso detto di Terence Reese: “se offendi il compagno pretendendo che abbia sbagliato, egli giocherà male almeno la prossima mano, ma se poi lo convinci del suo errore, giocherà male le prossime dieci”!
​Ha sofferto anche NICKELL (2), indietro fino a metà gara, e dilagante nel finale, e soprattutto LEVINE (9), a -53 prima delle ultime quindici mani, ma incredibilmente a +21 al termine, grazie ad un perentorio 74-0.
​Una cattiva notizia anche per noi, ovvero l’eliminazione di Dano De Falco, battuto senza troppo clamore (vi avevo anticipato ieri la durezza del match) dalla nazionale cinese open.
​Una delle sorprese minori ha influito anche sul cammino di LAVAZZA, che al posto dei francesi di VINCIGUERRA (Bompis, Lorenzini, Quantin, Vinciguerra) troverà i loro giustizieri, una formazione di giovani, quanto pericolosissimi olandesi, tutti campioni del mondo a livello giovanile solo tre anni fa, sponsorizzati dall’americano HOLLMANN.
​A questo livello, tuttavia – siamo oramai arrivati ai sedicesimi di finale – di squadre “morbide” non ne sono rimaste, ed ogni ostacolo può rivelarsi durissimo per chiunque. Non faranno passeggiate, a meno di sorprese, né NICKELL contro TULIN (che schiera i campioni d’Europa Birman-Padon e tre formidabili, giovani polacchi) , né MONACO contro VAINIKONIS (qui tutti polacchi, due dei quali freschi “mondiali” a Sanya), né ZALESKI contro WANG, e molti, per non dire tutti, sono comunque incontri di grande fascino tecnico, dati gli interpreti in campo. Sulla carta, almeno, appare un pochino più facile il solo compito di CAYNE contro BLANCHARD. Purtroppo, dato che le mani non vengono duplicate e non ci sono bridgemate, seguire il gioco è pressoché impossibile: come detto, se qualche spunto tecnico posso offrirvi, esso può venire solo da LAVAZZA, ma spero anche in qualche occasionale confidenza dagli altri italiani presenti.
​Ma veniamo ora agli italiani in gara altrove, cominciando dalle nostre azzurre, impegnate in eventi collaterali. Quattro di loro (Ferlazzo, Manara, Paoluzi, Saccavini) si sono ben comportate nel Tuesday Fligh A Swiss Teams, guadagnandosi la quinta piazza su cinquanta formazioni al via, mentre Chavarria-Piscitelli sono arrivate settime di linea in un torneo a coppie.
Paolo Clair è alfine arrivato quinto nel Senior Swiss Teams, mentre Cima e Giubilo sono arrivati in finale del loro ennesimo Bracket KO.
​Comcludo con la Wagar Cup, dove si giocavano ieri le simifinali. Hanno passato il turno, approdando in finale, BAKER, ovvero la squadra campione d’Europa a Tromso, e BJERKAN, la nostra nemesi di lunedì.