A partire da ieri, mi trovo anch’io a Chicago, così che, a meno di breaking news di primissima mano, questa “cartolina” comincerà ad apparire con un certo ritardo sui vostri schermi.
Il sistema informativo dell’ACBL, infatti, è molto obsoleto, e permette di avere i risultati, ed il bollettino, solo nella tarda notte americana, intorno alle due, e per quanto presto io mi possa svegliare – sto scrivendo a partire delle sei del mattino – le sette ore di fuso orario causano un’inevitabile allungamento dei tempi.

Ma veniamo alle notizie di ieri, per lo più discrete per i nostri colori, a partire dalla bella conferma di DuboinMahmood del secondo posto dell’anno scorso nel Waldemar von Zedtwitz Life Master Pairs. I due, che ho angolizzato per un lungo periodo nel secondo tempo, avevano preso la testa della corsa dopo la prima delle due frazioni conclusive, ma una serie di cattivi risultati, tutti inflitti loro senza colpa – tra di essi un funambolico 6Fiori chiamato solo dai loro avversari, per quanto di battuta – all’inizio dell’ultimo parziale ha permesso ai vincitori francesi Jean-Christophe Quantin e Cedric Lorenzini di rimontarli, a dispetto dell’ottima chiusura. Il terzo posto è andato agli americani Bart Bramley e Billy Cohen.

Il secondo evento più prestigioso di giornata, ancorché non di rango “National”, il Sunday Flight Swiss Teams, forte di ben 84 formazioni di alto rango al via, ha riservato il terzo posto di Lorenzo Lauria e Alfredo Versace, inseriti nella squadra CAYNE. Abbastanza sconosciuti, almeno per me, i vincitori di HARRIS, ma tutti campioni del mondo i membri delle squadre nelle immediate vicinanze dei nostri due alfieri.
Nello stesso evento, ritroviamo Paolo Clair, diciassettesimo con una squadra di americani e polacchi, e Dano De Falco, ventunesimo con la formazione di Patricia Cayne.
Per quanto riguarda la squadra ZALESKI, e con essa Benito Garozzo ed Antonio Sementa, che avevamo lasciato ieri nella semifinale di un Bracket KO, ebbene la stessa ha purtroppo perso quell’incontro, mentre la squadra di CimaGiubilo in una semifinale ci è arrivata.

Oggi iniziano le due competizioni principali dell’intero calendario: in ambito Open, la Spingold KO teams, ovvero la più importante di tutte, tanto da essere eponima dell’intero baraccone, e, al femminile, la Wagar KO Teams. Molti gli italiani in gara: la formazione LAVAZZA (Bianchedi, Bocchi, Di Franco, Duboin, Madala, Zia), accreditata del numero nove del seeding (ma numero dodici del tabellone, per motivi che vi spiegherò dopo), Lauria-Versace con CAYNE (numero 5, ma piazzata all’ottavo posto), Garozzo-Manno-Sementa con ZALESKI (14, piazzata al quindicesimo), Dano De Falco in PATRICIA CAYNE (33, 39), e infine Antonella Caggese, Leonardo Fruscoloni ed Emanuela Pramotton, ultima squadra del seeding (90), collocata al numero 89.

Vi spiego ora le differenze tra il seeding e la collocazione nel tabellone, spiegandovi anche come viene determinato il seeding medesimo.
Le teste di serie uno e due (la uno è d’ufficio la detentrice, atteso che presenti almeno quattro sesti della formazione originale; un trattamento davvero di favore, ed a mio parare irragionevole e dannoso, dato che può facilmente portare a dei grossi squilibri. Quest’anno RICHARD SCHWARTZ, priva dei campioni israeliani Lotan Fisher e Ron Schwartz, sarebbe soltanto undicesima per punti) sono fisse, mentre quelle dalla cinque alla otto vengono sorteggiate nel tabellone tra quelle originariamente in quella posizione, e così via quattro alla volta, fino alla ventisei, da lì in poi si procede a gruppi di otto, con lo stesso meccanismo.
Il seeding viene fatto usando i punti (calcolati sulla base delle prestazioni degli ultimi tre anni per intero, e di quelli precedenti in misura minore, progressiva) di tutti e sei i componenti la squadra, ma ciascuno può contribuire con un massimo di cinquanta. Dato che questo può facilmente portare a dei pari merito – tutti i giocatori più forti passano agevolmente i cento punti – i quel caso entrano in gioco gli ACBL master points. Anche qui, il meccanismo mi pare poco equo, ed ecco perché si vedono autentici squadroni pieni di stranieri – quindi poveri di ACBL master points – relegati molto in basso, a costituire delle vere e proprie mine vaganti, contro le quali possono andare a sbattere formazioni dal seeding molto migliore.

Nella Wagar KO Teams sarà in gara la formazione italiana che ci rappresenterà ai mondiali di Chennai: Margherita Chavarria, Caterina Ferlazzo, Gabriella Manara, Simonetta Paoluzi, Francesca Piscitelli ed Ilaria Saccavini, accompagnte dal Capitano Gian Paolo Rinaldi.

Per concludere, vi do conto dell’ennesima vittoria di SPECTOR nel Grand National Teams, la quinta di fila e la settima in nove anni.
I rappresentanti del distretto 9, ovvero lo stato della Florida, hanno sofferto più del previsto per battere YARINGTON, in particolare rischiando di dovere bere la stessa medicina – una formidabile rimonta nell’ultimo tempo – che tante volte i due loro più illustri rappresentanti, i “Meckwell”, avevano propinato ai loro avversari. YARINGTON ha infatti vinto l’ultima frazione per 39-13, ma è ancora rimasta indietro di 9 IMP nel computo totale. 113 a 104 lo score finale per SPECTOR.