Romano BattagliaPer quelli della mia generazione La Versiliana rievoca Romano Battaglia e il suo caffè forse ancor più dell’omonimo teatro. Precipitando nel nostro mondo del bridge la Versilia rievoca le mitiche estati alla Capannina di Franceschi degli anni ‘70, i tornei estivi al bar da Francesco a Marina di Massa – una vera piazza d’armi capace di quaranta tavoli – e soprattutto il grande torneo del carnevale di Viareggio, al Principe di Piemonte. Oggi la Versilia bridgisticamente ci ha lasciato le lunghe estati di bridge toscane. Un’eredità che Gianni Del Pistoia insieme a Carlo Galardini hanno saputo mantenere e ben gestire anche in questi “anni di magro” dopo le favolose notti magiche della non dimenticata “firma” Cima – Di Sacco.

Personalmente la Versilia brigdistica è sinonimo di nostalgia. Qui ho fatto i miei primissimi impasse contro locali e foresti, come diciamo noi a Genova. Gente come Soso-Taddei, Beretta-Spiegel, Belli-Sarperi ecc. Quando partecipo oggi ad un torneo di questi e incontro alcuni vecchi “compagni di merende” allora mi piace credere che il bridge sia sempre quello di tanti anni fa.

E infatti ecco le mie carte:

PiccheK x x   CuoriA K 2   Quadrix x x   FioriA 10 5 3

Sono seduto in Nord con un compagno dei vecchi tempi. Alla mia sinistra, la riconosco, una per me certamente molto giovane giocatrice proprio di Forte dei Marmi. Sono primo di mano e apro 1Fiori. Segue il suo Passo in Est e 1Quadri del mio compagno per il Passo di Ovest.. Dopo la mia ridichiarazione di 1SA il mio vecchio scarpone in Sud argomenta con 2Cuori. Mi secca dire solo 2SA con una mano di tutte teste sulla sbilanciata forte del compagno. Così decido per un più descrittivo 3Cuori. Sul successivo 3Picche del compagno, una dichiarazione a doppio effetto, cue bid o quarto colore, non mi esimo più dal riparare a 3SA che resta il contratto finale. Dunque la dichiarazione è stata:


Arriva l’attacco delle bella e distinta signora in Est dopo breve esitazione.
Un inatteso CuoriJ tocca il tavolo mentre il morto espone:


Siamo stati conservativi. Entrambi a modo nostro abbiamo mostrato gradimento per lo slam, ma nessuno di noi ha poi avuto il coraggio di provarci per davvero. Undici prese sono sul tavolo. Per avere un buono score bisognerà cercare di farne almeno dodici.

Il mancato attacco Picche non dispone a favore dell’ipotesi dell’PiccheA piazzato. Bene, altrimenti 6Quadri rischiano di essere quasi di battuta.
Prendo di CuoriA, mentre Ovest segue con il 4 e gioco due giri di Quadri. Sul secondo giro nel colore Ovest scarta il Fiori2.
Studio un momento la situazione. Se Ovest , come tutto lascia pensare, ha scartato dalla lunga – dopotutto deve avere tredici carte anche lui – Ovest dicevo allora sarebbe partito con cinque Fiori, un Quadri e probabilmente con cinque Picche dato il mancato attacco a Picche di Est. Est sarebbe invece partito con una tricolore col singolo di Fiori. Conviene allora anticipare a questo punto l’impasse di Fiori verificando la distribuzione e mantenere i collegamenti a Quadri in vista di mettere pressione su Est nel finale tra l’PiccheA e la retta di Cuori. Gioco pertanto FioriK e FioriJ coperto dalla donna e vinto dall’Asso per lo scarto del Picche9 di Est. Sembra tutto chiaro. Ora non mi resta che incassare le restanti vincenti nei minori per arrivare al finale a quattro carte con in mano:

Picche K x   Cuori K 2

e al morto

PiccheCuori Q 7 6

Ovest per mantenere la retta di Cuori dovrà ben seccarsi l’PiccheA. Mi basterà allora giocare piccola Picche sotto al Re per l’Asso di Ovest che quella rimarrà la sua unica presa. Sul suo obbligato ritorno di Cuori il Re garantirà l’ingrasso in mano per incassare il PiccheK.
Procedo così facendo e sulle mie vincenti nei minori gli ulteriori scarti di Est sono il Picche6 e la PiccheQ. Quando giocai la piccola Picche stavo quasi per mettere giù le carte… ma la Versiliana freddamente seguì la mia cartina di Picche non con l’Asso ma con l’8. Che diavolo era successo? Allora l’PiccheA era dunque piazzato? Il suo compagno rilevò l’otto con di PiccheJ, incassò la Fiori vincente su cui scartammo tutti Cuori e infine ripeté Picche per l’Asso di lei che fu costretta… A portare l’ultima presa al mio CuoriK.

Bene – osservò il mio vecchio commilitone – dopotutto dieci prese le hai portate a casa!
Nella confusione mentale riuscii comunque a ricostruire la smazzata. Era partita con la 5341 . Non aveva attaccato Picche dalla quinta, ma Cuori dalla terza. E poi nel finale…

“Ne hai fatte davvero quattro, alla fine? Perché il bridgemate mi dà errore… Sei sicuro ? 3SA+1 non lo piglia….”
Scusate, mi dimenticavo di dirvi una cosa. I versiliani hanno un sarcasmo un po’ … Come dire… Feroce. Insomma certe volte sono un po’ …Beh, giudicatelo Voi!