Dopo quasi un anno di “riposo”, ho avuto finalmente l’occasione di sedermi di nuovo ad un tavolo da bridge come giocatore, nella circostanza del Torneo Città di Perugia, e l’ho fatto sia a coppie, che a squadre.
Si è trattato di una simpaticissima rimpatriata con gli amici di una vita (quasi trentacinque anni di bridge insieme), Enrico Castellani, mio compagno oramai fisso quelle pochissime volte che incrocio le carte, Damiano Bombardieri e Mario Muller.

Non è andata male: abbiamo vinto il Girone B a squadre – abbiamo vinto tutti gli incontri, ma dopo quattro di essi siamo rimasti fuori dal Girone A per soli 0,16 VP – e strappato due premi anche a coppie, dove Mario e Damiano sono stati capaci del “bronzo”.
Oltre alla simpatia dell’evento e della compagnia, ed ai risultati discreti, il dio del Bridge ha voluto benignamente offrire anche spunti tecnici di grande qualità in ben tre occasioni diverse, ed ha voluto che proprio a me toccasse il volante, forse per accertarsi che non fossi ancora del tutto arrugginito. In tutti e tre i casi, il tema era sempre quello: bisognava giocare come se le carte fossero messe in un ben preciso modo, per arrivare alla sola soluzione vincente disponibile: insomma, formulare quella che si chiama “ipotesi di necessità”, ed agire di conseguenza. Una volta era così, e due no, ma l’averci creduto ha avuto comunque un premio: l’errore avversario.

Ve li presento con Sud come dichiarante, anche se negli originali giocavo in Nord.

Il primo proprio nel primissimo incontro, nel seguente contratto di 4Cuori raggiunto in maniera banale (2SA-3Quadri-3Cuori-3SA-4Cuori: a dispetto della 4333 ho scelto il contratto a colore per la presenza di tutte quelle teste):

Al di là di quello che accadrà in atout, senza l’attacco a Picche si potrebbe cercare di affrancare la tredicesima Quadri, ma proprio la PiccheQ è stata la puntuale uscita avversaria. Vinto in mano, sono risalito al morto con l’FioriA e giocato il CuoriJ per l’Asso a destra ed una cartina a sinistra, ed Est ha continuato a Picche per il secondo onore di mano.


Si poteva ora pensare di incassare il CuoriK sperando di veder comparire la Dama, pianificando, in caso contrario, di cedere prima una Picche e una Cuori e poi sperare di comprimere nei minori uno degli avversari, ma quest’ultima parte era irrealizzabile per difetto di comunicazioni: il morto era raggiungibile per incassare le atout solo con un taglio a Fiori, ma questo avrebbe distrutto la minaccia nel colore.

L’alternativa era rappresentata dall’andare al morto (con un taglio a Fiori) e ripetere il sorpasso in atout, e così ho fatto, ricavandone una cartina di Cuori a destra, ed una Fiori a sinistra. La CuoriQ era dunque sì in impasse, ma beffardamente ancora seconda mentre il mio Re era oramai secco. Questa la situazione:

Vedete una via di uscita? Prima di rassegnarmi, tutti i libri che ho letto mi hanno fatto sentire puzza di zolfo, ovvero la possibilità di eseguire il famoso “colpo del Diavolo”. Esplicitando, ho sperato che la distribuzione rimanente fosse all’incirca la seguente:

In quel caso, atteso quindi che le Quadri fossero 3-3 che fosse Ovest a prendere al terzo giro (quindi che fosse obbligato a farlo, o che omettesse di sbloccarsi), e che fosse sempre Ovest a dover incassare l’ultima Picche vincente, si sarebbe verificato il leggendario finale per la gloria di Belzebù:

Ovest deve giocare una carta nera, e quando il morto taglia, la “certa” presa di atout di Est viene inghiottita dalle fiamme dell’Averno: se surtaglia viene a sua volta surtagliato, con l’unica alternativa, non certo migliore, di sottotagliare. Ho dunque agito di conseguenza, incassando QuadriAK (ahimè, la Dama è venuta giù a destra) e proseguendo nel colore. Ovest ha incassato l’ultima Picche, e poi, invece che tornare Quadri condannandomi, ha pagato tributo all’estetica del gioco continuando a Fiori e facendo sì che il signore degli Inferi si materializzasse davvero! L’averci creduto, e l’aiutino finale, hanno portato 10 IMP a noi invece che 12 ai nostri avversari, perché nell’altra sala N/S si erano accontentati di 3Cuori.

Dall’incontro decisivo per la vittoria del Girone B vi racconto invece l’unica delle tre mani dove le carte davvero erano come dovevano.
Sedetevi in Sud, e giocate 3SA dopo che avete aperto di 1SA, l’avversario di sinistra ha detto 2Picche naturale (niente minore a lato, o almeno non necessariamente), ed il vostro compagno 3Cuori prima della vostra conclusione finale. L’attacco è il Quadri10, e questa è la poco incoraggiante panoramica:

Le prospettive sono davvero cupe, ma per il momento il da farsi è automatico: bisogna coprire il 10 (un evidente doubleton, come direbbe il mio amico Piero Forquet) con la Dama, così da congelare il colore: Est supererà con il Re, ma quando filerete non potrà per il momento tornarci. La Dama, dunque, per il previsto Re, la vostra cartina, e l’altrettanto previsto ritorno a Picche, ed in particolare il 2, per la piccola ed il 10 di Ovest. La carta di Est è significativa (conto dritto): il colore è diviso 6-1. Il mio avversario mi avrebbe ora lasciato con molti grattacapi se avesse affrancato il suo colore, ma non volendo regalarmi una presa, ha preferito continuare a Quadri, ma la seconda carta del suo doubleton è stata una gioia per gli occhi: l’8! Una volta coperto quello dal 9, il Fante di Est mi ha permesso di vincere con l’Asso e ritrovarmi con il 7 affrancato: non solo una presa, ma, come vedremo, un prezioso rientro. Questa era la situazione al momento:

Vedete ora come si può vincere? Ebbene, se Ovest ha il CuoriK, incassare cinque Fiori e una Quadri lo ridurrà all’impotenza, perché nel finale a quattro carte non avrete che da giocare Picche (o incassare l’CuoriA se il Re sarà oramai secco: contare la mano è banale) per farvi portare una presa alla Dama del morto. Ma bisogna incassarle, quelle cinque Fiori, e per farlo bisogna “pescare la Dama. Dove pensate di piazzarla?
La domanda in realtà non ha alternative: se ce l’ha Est, bisogna che sia non più che terza – ed Est sembrerebbe doverne avere almeno tre – mentre nel caso che sia Ovest il possessore, vi basta trovarla terza o seconda.
Ho continuato dunque con una J per il Fante rimanendo felicemente in presa, e dopo aver incassato l’Asso (la Dama a sinistra) sono rientrato in mano con l’impagabile Quadri7 per continuare a Fiori. I miei sforzi sono stati premiati, perché la distribuzione era davvero la seguente:

E questo il finale a cinque carte:

L’ultima Fiori ha spacciato Ovest: orripilato dal farsi mangiare il CuoriK ha scelto di morire scartando Picche. Il successivo PiccheK ha concluso i giochi. 12 IMP, dato che il contratto è caduto nell’altra sala.

Infine, dal torneo a coppie, un altro 3SA (2SA-3Fiori-3Cuori [nessun nobile]-3Picche [trasfer per 3SA]-3SA).

La difesa comincia molto bene (per voi): attacco di 3Picche per il Fante di Est ed il vostro Asso, e quando rigiocate il 10, vengono giù la Dama a sinistra ed il 9 a destra! Undici prese rappresentavano già un bel bottino (al cambio ufficiale, poco più dell’80%), ma c’è una posizione delle carte che può farvi raggiungere il traguardo successivo. Avete visto quale?
Ebbene, se l’avversario di destra avesse cinque carte di Quadri (o QJ10 anche terzi o quarti), insieme all’Asso di Cuori, lo si potrebbe sottoporre ad una cosiddetta “compressione di indebolimento”, ma per farlo bisogna prima sfilargli una presa a Cuori sotto il naso. Ho dunque mosso una Cuori per il Re, rimanendo felicemente in presa, ed ho sfilato tutte le mie vincenti nere, sperando che le carte fossero dunque messe all’incirca così (le cartine di Cuori non fanno differenza, così come dare ad Est cinque Quadri qualunque al posto di QJ10):

In questa ipotesi, questa sarebbe stata la posizione finale con il morto in presa:

Sull’ultima Picche, Est sarebbe stato spacciato: una Cuori mi avrebbe permesso di scartare Quadri di mano, e lisciare una presa nel colore affrancando la Dama del morto, mentre una Quadri mi avrebbe consegnato una presa al 9 della mano. Il finale ipotizzato si è davvero materializzato: Est è stato davvero compresso come avevo immaginato: nel finale sopra descritto ha scartato • ed ho davvero realizzato tre prese nel colore. Tuttavia, non ce l’avrei fatta senza un piccolo aiuto do Ovest, perché questa era la vera distribuzione competa:

Disattendendo i consigli di Pietro il Grande (Forquet, di nuovo), avendo tutte scartine Ovest si è disinteressato della sua mano, ed ha gettato fatalmente due Quadri sulla terza e la quarta Fiori, così sottoponendo il suo compagno all’inesorabile (vero Piero?) squeeze finale.
Il mio compagno si è molto lamentato: se avessi tenuto tutte e quattro le Quadri, avrei in effetti fatto tredici prese (ma dodici erano già un top assoluto)!