2015 NABC New Orleans - Il punto

Poco o niente è successo a New Orleans, dove è in corso il National Americano di Primavera, negli ultimi due giorni: si è concluso il Leventritt Senior Pairs, ed è cominciata la Vanderbilt, oltre allo svolgersi della consueta pletora di tornei minori, i quali si disputano a tutte le ore del giorno e della notte (letteralmente: ci sono gli early birds events (eventi per “uccellini mattutini”) che cominciano alle 8.30, e i night owls events (eventi per “gufi della notte) che partono alle 0.30).
Il primo è stato vinto da una coppia di outsiders, Bruce Noda e Mark Ralph, capaci di un allungo decisivo nell’ultima sessione, buono per bruciare sul traguardo la pluri titolata Rebecca Rogers in coppia con Charles Durrin.

Bruce Noda e Mark RalphBruce Noda e Mark Ralph

Per quanto riguarda l’evento principale, la Vanderbilt, il campo di gara è stato inizialmente ridotto a 64 squadre – ricordo che se ne sono iscritte 74 – e queste hanno poi cominciato, ieri, il cammino nell’ambito del consueto tabellone di tipo tennistico.

Nessuna sorpresa nella prima fase (e del resto le prime teste di serie hanno goduto di un bye), e poco da annotare – fatto questo anormale, dato che le cadute di giganti nei primi turni sono cosa comune, tanto il livello medio è alto – anche nella seconda.

Tra tutte, la notizia più clamorosa riguarda l’eliminazione della formazione di Bob Hamman. L’immenso Bob, oramai settantaseienne, giocava con numerosi campioni del mondo, ma tutti, più o meno, della sua età, e questo può essere stato un fattore, nell’incontro con una squadra di giovani danesi rampanti.

Notevole anche la sconfitta dei fratelli Bilde (vincitori due anni fa) e dei campioni olimpici svedesi Batheu-Cullin, anche se avvenuta per mano delle campionesse del mondo cinesi, le quali, dopo il successo nella Wagar Cup dello scorso anno (l’equivalente femminile di uno dei tre titoli maggiori americani) hanno voluto cimentarsi nell’Open. Non inganni, quindi, la loro collocazione al posto 48 delle teste di serie.

Infine, è stata una sorpresa solo nei numeri la vittoria di Vainikonis su Firemann. Se è infatti vero che quest’ultima poteva contare su tutti i ragazzini terribili americani (Hurd, Wooldridge, Demuy, Kranyak, Wolpert), bisogna però dire che i vittoriosi avversari presentavano una coppia di campioni del mondo polacchi di Sanya e due pluri campioni israeliani quali Pachman e Tarnowski. Ancora una volta, il meccanismo di attribuzione dei punti validi a definire le teste di serie, basato sui soli risultati USA, ha mietuto vittime illustri.

Tutti i nostri rappresentanti non hanno avuto problemi, né se ne aspettano oggi. Tuttavia, se LAVAZZA (Norberto Bocchi, Agustin Madala, Giorgio Duboin gli italiani nel team) non dovrebbe avere difficoltà a sbarazzarsi di RIGAL, e TEAM ASSAEL (Antonio Sementa) non teme certo l’incontro con BARBOSA (non conosco nessuno dei protagonisti di queste due squadre, ad eccezione del giornalista Barry Rigal, che certo gioca con degli sponsor), qualche stilla di sudore in più potrebbero essere costretti a versarla sia Cayne (Lorenzo Lauria e Alfredo Versace) contro POLLAK, che MONACO (Fulvo Fantoni e Claudio Nunes) contro MORSE.
Discorso completamente diverso per Massimiliano Di Franco e Andrea Manno, i quali, inseriti in GOLDBERG, partiranno invece da nettamente sfavoriti contro SCHWARTZ, niente di meno che la formazione capace di vincere gli ultimi due Nationals!

Poco da dirvi di altri italiani. Leonardo Cima e Valerio Giubilo hanno perso la finale del bracketed KO dove li aveva lasciati, ed hanno raggiunto la semifinale di un altro torneo dello stesso tipo. Dano De Falco e Gabriella Olivieri e Steve Hamoui (sempre con Perla Sultan) hanno invece giocato le qualificazioni del Rockwell Mixed Pairs.

Maurizio Di Sacco