Importanza del Bridge

Cara Redazione,

Ho letto con piacere l’articolo “The Millionaire” che riporta una mano giocata dal bravo Paolo Clair che è riuscito a realizzare una presa in più nel contratto di 5Quadri mediante uno squeeze che aveva effettivamente poche possibilità di successo.

Però non parlerei in questo caso di tentare la sorte. Le probabilità di riuscita della manovra erano sicuramente basse ma l’idea non era certo assurda; occorre trovare in primis quattro carte di Fiori in Est ma anche con solo FioriQ J 10 in Est ed un Ovest che non si accorge dell’importanza di tenersi stretto l’8 terzo di Fiori lo squeeze va in porto.

Ma l’aspetto fondamentale che voglio chiarire è che Paolo, ottimo giocatore, ha eseguito lo squeeze perché si trattava del modo più corretto di giocare la mano non per la speranza di pescare un jolly. Avrà anche detto a quel punto, come il protagonista di “The Millionaire”, “se va va…” ma certamente ha seguito la linea che il buon Bridge impone: prendersi tutte le chance. Sempre, anche se minime.

Non vi ho comunque scritto per parlare bene di Paolo, cosa di cui non ha certo bisogno.

Quello che mi interessa è mettere in risalto il valore educativo di questa situazione, soprattutto per i giovani.

Sappiamo bene che il Bridge è un gioco non di certezze ma di probabilità. Il bravo giocatore ha la capacità di scegliere una strada che offra più chance rispetto ad altre, cosa che aumenta alla resa dei conti le sue possibilità di successo. Certo non si deve dimenticare che il giocatore più bravo ha sì più probabilità di vincere degli altri, ma non la certezza. L’adottare quindi comportamenti di gioco corretti è quindi sicuramente produttivo in un’ottica a lungo termine, mentre in singoli casi può costituire una delusione.

Come ho già scritto:
Io trovo molto educativo uno sport in cui la bravura premia sì ma alla lunga e non sempre nella singola occasione. I bravi giocatori sanno che devono seguire sempre la linea di gioco più corretta anche se non sempre verranno premiati. I giovani dovrebbero così imparare che le vere gratificazioni non vengono da successi occasionali ma da un continuo e costante tentativo di migliorare sempre, processo che alla fine condurrà sicuramente a buoni risultati.