Giacomo Percario, Caterina De Lutio, Gianpaolo Rinaldi (coach), Enrica Raffa, Alessandro Calmanovici, Roberto Sau, Riccardo Sau

Impegno, esercizio, desiderio di migliorarsi: tre elementi che è facile associare allo sport… Ma anche allo studio. Anche per questo, le due attività sono spesso accumunate, e per la maggior parte delle discipline vengono organizzati tornei e campionati studenteschi. A livello mondiale, Bridge e università si incontrano con i World University Bridge Championships, a tutti gli effetti campionati del mondo, riservati a ragazzi fra i 17 e i 28 anni iscritti all’università, che la stanno per iniziare o che l’hanno appena conclusa.

OpatijaQuest’anno i World University Bridge Championships si sono tenuti in Croazia, a Opatija, cittadina già nota al mondo del Bridge, più che per il mare azzurro e le spiagge dorate, per il panorama più entusiasmante: tanti tavoli verdi circondati da Campioni. Solo per citare gli eventi più recenti, qui si sono svolti la Coppa dei Campioni (European Champions’ Cup) 2013 e soprattutto gli ultimi Campionati Europei (European Open Teams Championships).

Così Gianpaolo Rinaldi, coach, è partito con al seguito una giovane truppa Azzurra: Alessandro Calmanovici, Caterina De Lutio, Giacomo Percario, Enrica Raffa, Riccardo Rubino e Roberto Sau.
La formazione non è delle più classiche che vediamo vestire la maglia italiana under 26, d’altra parte i criteri della manifestazione sono quelli già elencati: bisogna avere almeno 17 anni (cosa che per esempio esclude Giovanni Donati, per rispondere ai tanti che si sono chiesti che fine avesse fatto: la fine di tutti i sedicenni lasciati a casa dai fratelli maggiori) ed essere nel giro dell’università.

L’occasione è stata ottima soprattutto per Caterina De Lutio ed Enrica Raffa, giovani, con tanta voglia di crescere e… “girls”; con l’uscita di diverse ragazze, per sopraggiunti limiti di età, dalla Nazionale femminile under 26, potrebbe toccare a loro essere convocate in futuro, onore ma anche non facile onere, date le medaglie mondiali procurate da quella Nazionale, e alle quali non vorremmo disabituarci. Ogni possibilità di allenarsi ad alto livello e perfezionare la propria coppia diventa preziosa.

Caterina De LutioCaterina, 22 anni, di Milano, frequenta il quinto anno di giurisprudenza; Enrica, 23 anni, è invece di Bologna, dove studia Economia. Insieme le ragazze hanno partecipato ai Campionati Europei a Coppie femminili under 26 di Burghausen, che si sono tenuti quest’estate. Dopo un paio di mesi sono state contattate da Paolo Clair, Consigliere Nazionale FIGB, che ha proposto loro di prendere parte al mondiale universitario. Entrambe hanno accettato con molto entusiasmo.

Alessandro Calmanovici e Roberto Sau sono invece due volti noti della Nazionale, e con il Bridge hanno già girato il mondo: Francia (Pau, Campionati Europei under 18 e Biarritz, Festival), Croazia (Opatija, Campionati Europei under 21 a Coppie), Bulgaria (Albena, Campionati Europei Under 21 a Squadre), Cina (Taicang, Campionato mondiale under 21 a Squadre), Polonia (Breslavia, Campionati Europei under 21 a Squadre), Germania (Burghausen, Campionati Europei Under 21 a Coppie), Principato di Monaco (Monte-Carlo, torneo per under 21) e Olanda (Amsterdam, torneo White House per giovani under 26).

Anche loro hanno ricevuto “la telefonata”, come ricorda Roberto: “A settembre Gianni Bertotto mi ha chiamato, mi ha parlato di questo campionato e mi ha chiesto se potessi giocare. Ho risposto che ne avrei parlato con ‘Calma’.”
La ‘Calma’ a cui si riferisce non è la virtù cardinale, bensì “il Calma”, come lui chiama il suo compagno, Alessandro Calmanovici.
La successiva esclamazione di Roberto prova infatti che solo con uno dei due tipi di “Calma” ha davvero familiarità:
“ho chiamato subito e immediatamente Ale e gli ho detto: Preparati!!! Campionato in vista!!!”

I due ragazzi sono sardi e hanno 19 e 20 anni. Dopo la maturità hanno entrambi lasciato l’isola per proseguire gli studi nel continente. La fine di una bella amicizia? Tutt’altro! Tutti e due sono iscritti all’università di Pisa, Roberto studia Economia e Management, mentre Alessandro ingegneria informatica; la nostalgia per la Sardegna li rende ancora più uniti. Oltre naturalmente alla comune passione per il  Bridge. Questa è iniziata grazie a Gavino Zedda, l’istruttore cagliaritano a cui i due dicono di dovere tutto. Non solo ha organizzato presso la sua Associazione un corso gratuito per i più giovani, ma ha anche fatto in modo che la Società coprisse le spese di viaggio e alloggio per le prime trasferte dei suoi pupilli, così incentivandoli e permettendo loro di sperimentare l’agonismo a livello nazionale e internazionale.

Giacomo Percario e Riccardo Rubino sono una coppia inedita. Giacomo ha 19 anni e viene da Livorno. Anche lui studia a Pisa, Economia Aziendale, e veste ormai abitualmente la maglia della Nazionale under 21. Riccardo invece è di Palermo e con gli studi è in dirittura d’arrivo, essendo ormai al sesto anno di giurisprudenza. Purtroppo è al termine del suo percorso anche con la Nazionale juniores, dal momento che ha 25 anni. Anche per questo, ha accolto con particolare gioia la proposta di Gianni Bertotto: “La telefonata di Gianni mi ha reso davvero felice. Non mi aspettavo di avere ancora l’occasione di rappresentare l’Italia!”

Una digressione degna di nota: Riccardo gioca a Bridge da ben 15 anni. Ha iniziato in prima media, quando una professoressa ha presentato il Bridge fra i possibili corsi del doposcuola. Italia (già) Campione del mondo, sport della mente in cui la fortuna non conta, possibilità di entrare nella Nazionale juniores, tutte informazioni che hanno colpito Riccardo, ma… “Ciò che veramente mi ha fatto scegliere senza esitazione il corso di Bridge è che la prof ha detto che in estate ci sarebbe stato un campus per ragazzi!”
Anche il suo compagno di banco ha optato per questo corso, definitivamente estremamente fruttuoso: stiamo parlando di Massimiliano Di Franco, neocampione europeo (una settimana fa ha vinto la European Champions’ Cup con la squadra Allegra).

Riccardo RubinoGiacomo e Riccardo hanno dovuto adattarsi a giocare insieme per la prima volta, ma i risultati sono stati ottimi, tanto che a fine spedizione il coach Giagio Rinaldi dichiara “per una volta mi sbilancio, e dico che Percario e Rubino sono stati particolarmente bravi, la migliore delle nostre tre coppie.”

Al Campionato hanno partecipato sedici squadre, ma formalmente le iscritte erano diciassette (la rappresentativa del Belgio ha giocato fuori classifica).
La formula prevedeva che tutte le formazioni si incontrassero una volta.

“C’erano squadre fortissime. Per prime le due formazioni polacche: praticamente i titolari della Nazionale juniores in una squadra e mezza Nazionale open nell’altra. Poi la Repubblica Ceca, anche in quel caso formata per metà da giocatori della Nazionale open, e infine la Francia,” dice il coach Rinaldi descrivendo il campo di gara.

Fra i partecipanti, due squadre da Cina, Francia, Germania, PoloniaRepubblica Ceca e una da Austria, Belgio, Croazia, Giappone, Italia, Turchia.

I ragazzi raccontano il Campionato:

Riccardo Rubino: Siamo partiti col botto! 20 a 0 alla Slovenia.
Caterina De Lutio: dopo il primo turno eravamo primi in classifica, però, poi, abbiamo dovuto affrontare squadre molto forti…
Roberto Sau: al secondo incontro abbiamo perso contro Francia1.
Giacomo Percario: dopodiché abbiamo quasi pareggiato contro il Giappone (40 a 36 imp per loro), che in quel momento era primo. Questo è l’incontro che ricordo con più disappunto, perché non riesco a perdonarmi di avere chiamato un 6Cuori senza due Assi…

Il tempo di essere consolato dai compagni di squadra, e la cronaca prosegue:

Enrica Raffa: le squadre più forti sono arrivate quasi tutte nella stessa giornata. Abbiamo perso contro Repubblica Ceca2 (la formazione che poi ha vinto il Campionato). I ragazzi sono stati molto bravi perché contro Polonia1 hanno quasi pareggiato.
Riccardo Rubino: Quello contro Polonia1 è stato indubbiamente l’incontro più difficile, la squadra era la più titolata. Mani delicate e avversari veramente tosti, ma tutti quanti abbiamo retto bene l’urto guadagnandoci un pareggio che profumava tanto di vittoria!
Roberto Sau: Poi abbiamo incontrato Germania1 e Austria. Dopodiché abbiamo cominciato a riprenderci piano piano, vincendo molto bene contro Cina2, bene contro Polonia2, benissimo contro Croazia, di misura contro Repubblica Ceca2, alla grande contro Francia2 e alla grande anche contro Germania2.
Alessandro Calmanovici: Finalmente all’ultimo incontro bastava non perdere malamente per essere quinti, ovvero prestazione più che discreta, contando che le prime quattro squadre erano davvero molto forti e più preparate di noi. Come è andata a finire si sa: abbiamo preso cappotto contro la Turchia e siamo rotolati in ottava posizione, con un grande rammarico da parte nostra… Ma il Bridge è così.

Giacomo PercarioGianpaolo Rinaldi, coach: i ragazzi sono stati bravi, il campo era molto difficile. Inoltre, la gara è stata molto intensa, si giocavano ogni giorno ben 60 mani, 3 turni da 20. Questo è stato faticoso ma sicuramente molto utile ad abituarli a un certo ritmo di gioco.

Come si sono trovati i ragazzi a giocare insieme?

Riccardo Rubino: è stato fantastico. Lo spirito che si è creato nel gruppo è l’aspetto più difficile da spiegare: sei caratteri totalmente diversi, quattro uomini e due donne, sei persone che praticamente si conoscevano poco o nulla. Sarebbe potuto essere un mix letale, invece si è rivelato una macchina perfetta. Già dopo poche ore siamo diventati pressoché inseparabili! Mai una discussione, sempre e solo delle grandi risate.
Personalmente, quando giocavo, le prime persone che non volevo deludere erano i miei compagni di squadra in particolar modo le ragazze! Mai viste due tifose più accanite di loro!
Credo che tralasciando per un attimo l’aspetto bridgistico, siamo stati davvero belli da vedere.
Un’immagine incredibilmente bella e pulita del bridge,esattamente come dovrebbe sempre essere ma che solo noi ragazzi (spesso) siamo in grado di dare.

Giacomo Percario: mi sono trovato benissimo con i nuovi compagni, tanto che abbiamo deciso di giocare insieme anche il torneo Città di Milano che avrà luogo entro l’anno.

Ma c’è stato qualcosa di brutto in questo Campionato?

Percario, ancora sotto shock post traumatico, non ha dubbi: “il mio slam contro il Giappone…”

Riccardo Rubino: l’applauso con cui si è chiusa la cerimonia di premiazione… Perché si concludeva una bellissima esperienza, e anche perché da quello stesso momento, data la mia età, ho smesso di sentirmi juniores.