Las Vegas - NABC 2014 - News

Un blackout internet all’Isola d’Elba, dove mi trovo – Rio Marina è il paese natale di mia moglie – mi ha tagliato fuori dal mondo della comunicazione per ben tre giorni, impendendomi, di fatto, di coprire i Summer National (National americano d’Estate) fino ad oggi.
Cercherò di rimediare per quanto possibile, dandovi conto degli eventi ancora in corso – in modo particolare la Spingold KO Open Teams, ovvero quello principale – e facendo un breve riassunto di quanto accaduto.

Prima di ogni cosa, bisogna ricordare che nei Nationals estivi oltre alla Spingold si gioca il quarto evento del Grande Slam, ovvero il Grand National Open Teams (gli altri sono la Vanderbilt KO Open Teams, e la Reisinger Board-A-Match Open Teams).
Il Grand National è una delle competizioni più antiche dell’intero calendario ACBL, è stato originariamente copiato dall’inglese Gold Cup – quest’ultima, forse, la più antica competizione del mondo intero – e può essere paragonata alla nostra Coppa Italia, anche se il Campionato nostrano, davvero molto simile fino a qualche anno fa, si è andato distaccando nel tempo dai progenitori.
Le eliminatorie cominciamo a livello di Circolo, per poi espandersi gradualmente ai district (un’area corrispondente ad un grande stato: in tutto i district rappresentati in finale sono 25). Arrivate ai Summer National, le venticinque formazioni superstiti vengono ridotte a sedici per giocare a KO puro. La competizione, come moltissime altre negli USA, è “Stratified”, ovvero rigidamente divisa in categorie, basate sul numero dei master point dei giocatori in campo.
La divisione opera nei due sensi: non solo i più forti non possono giocare con i più deboli, ma anche, viceversa, solo i migliori hanno accesso alle categorie superiori. I possibili “Flights” sono cinque, ma solo tre nel caso del GNT. Il limite per giocare il Flight A – quello superiore – è pari a 6000 Master Point (per darvi un’idea, ce ne vogliono 1500 per diventare Life Master, ovvero qualcosa di abbastanza simile alla nostra “Prima Picche”).
In Inghilterra si comincia a giocare addirittura casa per casa: è infatti tradizione che le fasi preliminari della Gold Cup si giochino in private abitazioni, che fanno a gara per offrire la migliore ospitalità possibile a chi viene a giocare.
Per la quarta volta consecutiva, ha vinto una formazione che includeva Jeff Meckstroth ed Eric Rodwell, espressione del Distretto 9, anche se con un diverso sponsor (nei tre anni precedente era stato Warren Spector). Nel sestetto, spicca la presenza di Kevin Dwyer, ancora juniores, e già medaglia di bronzo nella Bermuda Bowl di Bali, certo uno dei maggiori talenti della nuova generazione di giocatori, insieme ad Agustin Madala ed ai recenti campioni europei israeliani.

Las Vegas Grand National Open TeamsGrand National Open TeamsGrand National Teams Championship, I vincitori:
Jeff Meckstroth, Eric Rodwell, Michael Seamon, Jodi Coren (cng), Richard Coren, Kevin Bathurst e Kevin Dwyer

Nel giorno in cui finiva il GNT, terminava anche il von Zedtwitz Life Master Pairs, la più prestigiosa gara a coppie dei Summer Nationals (per giocarla, bisogna essere Life Master). Come oramai noto hanno vinto Doug Doub e Frank Merblum, seguiti dal nostro Giorgio Duboin accoppiato a Zia Mamhood, mentre terzi sono finiti Jack Zhao e Winthrop Allegaert.

E’ iniziata poi la Spingold, insieme alla Wagar Cup (l’equivalente della Spingold al femminile). La partecipazione è stata da record in entrambi i casi, almeno per quanto riguarda gli ultimi anni, visto che 94 squadre Open e 34 Ladies si sono schierate ai nastri di partenza, ben oltre i numeri più recenti. Niente di inconsueto, tuttavia, per Las Vegas (dove si gioca) dato che è normale, per questa sede, far registrare invariabilmente il maggior gradimento. Sia la Spingold, dunque, che la Wagar, hanno dovuto giocare un turno in più rispetto al solito: nella prima, è infatti comune offrire molti bye alle più forti nel primo giorno, lasciando pochissime squadre a battersi per entrare nel tabellone a 64, mentre nella seconda, è normale cominciare dagli ottavi di finale.
Come già sapete, anche nel caso dei colori azzurri i giocatori presenti erano ben più numerosi del solito, ma molti di essi non sono sopravvissuti al primo taglio. Ancora in gara ci sono l’intera squadra Lavazza, agilmente arrivata ad oggi, dove se la vedrà con i polacchi di Mazurkiewicz, Antonio Sementa, che con la squadra Assael (testa di serie n° 10) incontrerà Paul Street (la 23), Lorenzo Lauria e Alfredo Versace, che inseriti in Cayne (7) se la vedranno con Allister (35), e infine Fulvio Fantoni e Claudio Nunes, con l’usuale casacca di Monaco (4), messi di fronte a Koneru (36). Se tutto andasse come deve, domani potremmo ritrovarci la pattuglia italiana ancora intatta.

Nel frattempo, la Wagar Cup è arrivata alla semifinale, con ben tre squadre cinesi avanzate fino a questo punto, l’unica eccezione essendo rappresentata dalle americane di Baker.

Altrove, l’evento più importante è il Wernher Open Pairs, che ha visto qualificarsi alla seconda fase Dario Attanasio e Giuseppe Failla, Andrea Manno e Massimiliano di FrancoPaolo Clair e Luca De Michelis, le tre coppie italiane in gara. Infine, in gioco anche Giorgia Botta, un habitué dei Nationals, che si è schierata, con discreti risultati, in due diversi “Side events”: il Morning Stratified Swiss Teams (sesta) ed un Bracket KO (giunta agli ottavi).

Doug Doub e Frank Merblum von Zedtwitz Life Master PairsDoug Doub e Frank Merblum: vincitori del von Zedtwitz Life Master Pairs

Maurizio Di Sacco