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Finita, e dopo le donne, che avevano tenuti tutti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo, l’Open non ha voluto essere da meno, con Israele capace di rimontare Monaco a due mani dalla fine.
Con tutte le amarezze che mi hanno dato gli italiani Seniores e Open, mi ci volevano le nostre signore prima, e i miei “quasi compatrioti” dopo.
Sono stato ventinove volte in Israele, sono membro onorario e Arbitro Capo onorario della IBF, ho il diploma di “Amico della Knesset” e parlo la lingua, insomma, sono e mi sento di casa laggiù, così che la vittoria dei ragazzi dello stato ebraico non poteva essere più dolce, per me.
Quattro sesti della squadra, Alon Birman, Dror Padon, Lotan Fisher e Ron Schwartz sono componenti della formidabile formazione School (ora Youngsters, ovvero Under 21) prima, e Juniores dopo, che ha saputo dominare in campo europeo e mondiale (Fisher e Padon sono ancora Under 25), ed a questi si aggiungono i fratelli Ilan ed Ofir Herbst, non ancora cinquantenni ma già veterani (per loro, anche un oro europeo a Mentone nel 2003).
Determinante è stata la mano 14: Fantoni-Nunes hanno avuto una grave incomprensione, che li ha portati a giocare 6Picche nel fit 4-3 al posto di 6Cuori, come tutti gli altri, nella 6-4. I contratti sembrano equivalenti, ovvero appare si debba indovinare la PiccheQ, ma in realtà in 6Cuori un gioco di eliminazione permette di evitare l’inghippo, mentre a 6Picche non c’è scampo. Nunes ha preso l’attacco a Cuori dall’evidente singolo, ed era facile che questo gli avrebbe impedito, come è stato, di indovinare che l’attaccante aveva lui la PiccheQ terza. La mana è costata 14 IMP a Monaco, e con quella – le ultime due erano due piattissime manche – se n’è andato il titolo.
Terza un’Inghilterra che nessuno aveva pronosticato così in alto, mentre le altre tre posizioni pregiate sono andate ad appannaggio di Polonia, Bulgaria e Germania nell’ordine.
I nostri hanno concluso con una sconfitta con la Svezia, finendo al quattordicesimo posto.