Riassunto delle puntate precedenti

Eugenio Bonfiglio e Daniele Donati sono due grandi appassionati di Bridge. Entrambi hanno partecipato al Festival Over 60, a Riccione.
Durante la manifestazione, Eugenio ha inviato a BDI online degli appunti, per tenerci aggiornati.
Una frase degli articoli di Eugenio,

E’ un fatto che la base del Bridge in Italia purtroppo invecchia e scarsi, o comunque non adeguati, risultano i ricambi

ha suscitato la reazione di Daniele:

Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese.

ha replicato il Bridgista, citando il discorso di Kennedy nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca.

Tutto questo è stato lo spunto per una critica e un’autocritica: noi appassionati siamo sempre in grado di accogliere gli Allievi nelle Associazioni e nei tornei con lo spirito giusto, ovvero supportandoli nelle loro – ovvie – incertezze?
Spesso i neofiti non conoscono tutte le regole; di fronte alle loro irregolarità chiamiamo sempre l’Arbitro? Perché non chiudere un occhio, per non metterlo a disagio? Il direttore potrebbe essere consultato informalmente a fine torneo solo per spiegare all’Allievo qual era la procedura corretta… (dopo questa affermazione spero che l’Esperto dei “Quesiti Arbitrali” non mi fucili…)

Daniele rincara la dose: il Bridge è una grande famiglia, il vero social network. Vi lasciamo quindi con questo interrogativo:

Sei disposto a giocare un torneo con un Allievo?

(FC)

 

In risposta alla lettera “Gli Over 60 visti da un (finto) giovane”

Caro (finto) giovane,
la mia affermazione non voleva esprimere il bisogno di ricordare a noi stessi le cose che non vanno, anche perché chi non è ipocrita le conosce bene, ma intendeva essere la fotografia di una amara realtà che – per quanto si possa constatare a tutt’oggi – non tende a cambiare verso.
Concordo con te sul fatto che, non solo occorre guardare ai giovani con speranza (e questo vale in tutti i campi), ma si deve avere per loro il massimo rispetto umano e – nel nostro caso – bridgistico.
Già tempo addietro in un articolo pubblicato su Areabridge rilevavo come gli Allievi (giovani e meno giovani) fossero visti dai “vecchi volponi” soltanto in funzione del Top che si riuscirà ad ottenere contro di loro.
E non basta…
Io mi sono avvicinato purtroppo in età non più verde al Bridge e ricordo le prime volte che mi cimentavo, con il giusto timore che accompagna ogni esordio, nei tornei di circolo: ebbene gli avversari più scafati (userei un altro termine ma qui non è consentito) invece di rendere le cose semplici facevano di tutto per complicarle. “Perché hai dato questa risposta? Se avessi risposto così cosa avrebbe significato? E se il tuo partner avesse licitato cosi tu cosa avresti detto?” E cosi via… Insomma un vero e proprio interrogatorio non tanto per ottenere delle risposte ma soltanto per evidenziare la loro scienza bridgistica in confronto alla mia ignoranza. A volte una vera e propria umiliazione.
Niente di peggio che l’arroganza unita alla supponenza!
Io ho avuto la forza e la costanza di resistere e ancora oggi sono qui ad arrabattarmi con le carte ma quanti, al contrario, preferiscono non essere umiliati e rinunciano a continuare?
Hai ragione: proviamo ad essere più sorridenti e disponibili sia come bridgisti che, soprattutto, come uomini.
Eugenio Bonfiglio

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