Ai Campionati Europei mancano…

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Manca appena un mese all’inizio dei prossimi Campionati Europei, che si terranno in Croazia a Opatija, fra il 21 Giugno e l’1 Luglio 2014. Cominciamo quindi ad “acclimatarci” con un articolo che ripercorre la storia del Campionato, scritto da Mark Horton per la European Bridge League (www.eurobridge.org).
Traduzione dall’inglese e layout a cura di Francesca Canali.

Campionati Europei

Molti degli attuali giganti del Bridge europeo hanno una certa familiarità con la località balneare di Scheveningen. Qui, infatti, hanno partecipato a uno dei tornei più affascinanti del Bridge del vecchio continente, il Forbo, successivo all’Hoechst.

(Scheveningen si trova in Olanda, ed è uno degli otto distretti di L’Aia, ndr)

In un mondo in cui gli sport della mente stanno acquisendo crescente rilevanza, potreste essere sorpresi di scoprire che la stessa città ospita anche numerosi tornei di scacchi. Ha addirittura dato il nome alla difesa Scheveningen, una delle più importanti varianti della difesa siciliana, strategia tuttora fra le più popolari.

Ad ogni modo, il periodo di maggior splendore della località risale forse a una settantina di anni fa, quando una ristretta cerchia di Nazioni prese parte al primo Campionato Europeo di Bridge Open.

(Nota della redazione: attualmente, i Campionati Europei di Bridge esistono in due “varianti”: European Bridge Championships ed European Open Bridge Championships. Mentre entrambi gli eventi comprendono serie Open, Femminile e Senior,  la differenza è la partecipazione. Nel caso degli European Bridge Championships, una rappresentativa per ogni Nazione prende parte alla gara, mentre agli European Open Bridge Championships ogni squadra può iscriversi liberamente – di qui la denominazione “Open”. Può insorgere un fraintendimento fra “Open” inteso come la serie in cui partecipano uomini e donne e “Open” nel senso della possibilità di iscrivere ogni formazione, quindi, d’ora in poi, per chiarezza, chiameremo gli European Bridge Championships “Campionati Europei” e gli European Open Bridge Championships “Campionati Europei a partecipazione libera”.)

Il promotore dell’evento fu il Presidente della Federazione Olandese, M. Anthonie Lucardie. Il 10 giugno 1932 iniziò così quello che divenne forse il più grande Campionato della storia del Bridge.

scheveningen4In quegli anni ormai lontani, i Campionati erano dominati da Austria e Ungheria. Queste due Nazioni, infatti, conquistarono, fra il 1932 e il 1939, cinque delle sette edizioni, con solo FranciaSvezia in grado di fermarle sporadicamente. Nel 1935, venne inaugurata la Serie Femminile, così l’anno successivo l’Austria riuscì a conquistare un doppio oro, senza dubbio anche grazie alla performance della leggendaria Rixi Markus.

Rixi MarkusLa giocatrice, nata in Romania, viveva in Austria, ma la guerra l’aveva portata a trasferirsi in Gran Bretagna, Nazione per la quale Rixi vinse sette dei suoi dieci titoli, l’ultimo dei quali conquistato a 40 anni di distanza dalla sua prima vittoria con la Nazionale austriaca.

La Seconda Guerra Mondiale causò una temporanea sospensione del Campionato. Nel 1947 sì costituì la EBL (European Bridge League) e nel 1948 la gara ricominciò, più forte di prima. Negli anni successivi al conflitto, la squadra da battere divenne la Gran Bretagna, che conquistò il titolo nel 1948, nel 1949 e nel 1950. La Nazione vantava nelle sue fila giocatori del calibro di Terence Reese, Maurice Harrison Gray e Kenneth Konstam, a quel tempo direttore di Bridge Magazine.

Nel 1951, alla lista delle Nazioni vincitrici si aggiunse l’Italia, che in quell’anno conquistò il suo primo titolo. In quella formazione spiccano in particolare due nomi, quello di Pietro Forquet e quello del leggendario Carlo Alberto Perroux, senza alcun dubbio il più grande capitano della storia del Bridge.

Ci vollero cinque anni prima che l’Italia vincesse ancora, a Stoccolma, conquistando un titolo che segnò la nascita del leggendario Blue Team, la squadra che regalò alla Nazione un’impareggiabile serie di successi nell’arco di un ventennio. Questa volta la formazione comprendeva Giorgio Belladonna, che passò alla storia per aver vinto nientemeno che dieci edizioni del Campionato. Erano presenti anche Walter Avarelli e Massimo d’Alelio, noti membri della Squadra Azzurra. Da menzionare anche Eugenio Chiaradia, che vinse il titolo cinque volte, ed è quindi terzo, insieme a Forquet, nella lista dei vincitori.
Questo notevole gruppo di giocatori era praticamente invincibile. Gli stessi sono anche autori del famoso sistema dichiarativo “Fiori Romano e Napoletano”.

Blue Team, Belladonna, Forquet, Perroux, Avarelli, Siniscalco, Chiaradia, D'Alelio

I Campionati furono segnati da una drammatica conclusione. Quando l’Italia incontrò la Francia nel round finale, gli Azzurri avevano ottenuto nell’arco del Campionato 12 vittorie e 2 sconfitte. La Francia, ancora imbattuta, aveva invece concesso solo 4 pareggi. Un nuovo pareggio avrebbe consegnato il titolo all’Italia, perché aveva accumulato più matchpoint. A metà tempo gli Azzurri erano avanti di 7 punti.

All’inizio del secondo tempo, però, capitò questa mano sensazionale, destinata a diventare leggendaria:

In Sala Aperta, la compagine francese in E/O dichiarò e realizzò il contratto di 6Picche.

In Sala Chiusa, invece…

Ecco come il direttore dei Bollettini dell’epoca (pubblicati in inglese e svedese) descrisse l’evento:

Il Contro di Sud a 7Picche ha dato a Est la possibilità di indovinare la posizione delle atout. Quando, a 7SAX, la Francia ha incassato le prime 6 prese di Cuori, per un risultato di 1100, ho creduto che gli italiani sarebbero collassati, e questo con 13 board ancora da giocare. Ma qui Forquet si è fatto davvero onore: non ha detto una parola e ha continuato a giocare con calma il resto dell’incontro. Inoltre, un’eccellente prova di carattere ha permesso a Siniscalco di riprendersi.”

L’Italia riuscì a pareggiare l’incontro per 42-42 e a vincere il titolo per la seconda volta.

(continua…)