Incontriamo Monica Aghemo, una delle sei componenti di TOP ONE, la formazione vincitrice dei Campionati Italiani a Squadre Signore 2014.

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A proposito di Monica Aghemo

Monica Aghemo

Città: Torino

Famiglia: Ha una figlia di 15 anni, Benedetta, orgoglio e amore della sua vita.

Segno zodiacale: sagittario (si definisce “sagittario purissimo”)

Partner di bridge:
cat. Femminile: Monica Buratti
cat. Misto: Andrea Buratti

1 Oro nazionale:
1 Campionato Italiano a Squadre Signore (2014)

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monica-figlia2_okCome ti sei avvicinata al bridge?

Iniziai a giocare verso la fine del ’97 grazie e per colpa di Fabrizio Hugony. Lavoravamo entrambi per la stessa multinazionale, io a Torino e lui a Milano. In quell’anno stavo gestendo un grosso progetto e, necessitando di più risorse, Fabrizio insieme ad altri colleghi venne a Torino per qualche mese. Durante l’università feci un corso di bridge a cui però non diedi seguito e così Fabri, saputolo, mi trascinò a giocare. Ecco come, proprio tramite lui ed alla conoscenza di una persona davvero speciale quale era Ester Beccuti, mi lasciai stra-prendere e coinvolgere da questo mondo.
Feci l’allieva per 6 mesi e poi passai all’agonismo.

Quali sono stati i tuoi migliori risultati agonistici finora?

Sicuramente quest’ultimo e l’argento al coppie open conseguito con Andrea Buratti un mese fa.

TOP ONE

Parliamo della tua più recente vittoria, i Campionati italiani a Squadre Femminili con TOP ONE. Ci racconti la vostra gara?

Che dire… abbiamo giocato bene, in un clima pacato e sereno. Non voglio fare l’altezzosa, ma ho vissuto tutti gli incontri nello stesso identico modo. Anche l’ultimo, determinante, e devo ammettere che di questo vado particolarmente fiera in quanto ci ritrovo un segno di maturità.
Credo che a fare la differenza siano state l’armonia di squadra e la voglia di lottare per vincere. Siamo state tutte brave. Posso dire che una particolare nota di merito va a Debora e Chicca, che si sono improvvisate all’ultimo per evitare di lasciarci affrontare questo campionato in quattro.

Ci fai un commento su ciascuna delle tue compagne di squadra?

Non ne sono capace e so che finirei con l’essere mielosa…
C’è però un commento che ritengo doveroso e questo riguarda la mia compagna.
Considero Monica, oltre che una fortissima bridgista, una bellissima persona e vi assicuro che, con queste premesse, è fantastico sedersi al tavolo.

Monica Aghemo ed Ennio NardulloE cosa ci dici del Capitano, Ennio Nardullo?

Ennio è sempre molto equilibrato e rassicurante.
Anche quando al penultimo incontro abbiamo riportato una brutta sconfitta che ci ha fatto perdere tutto il vantaggio accumulato sulle seconde, non ha mai manifestato disappunto o agitazione, anzi…
La medaglia se la merita tutta.

Con che frequenza giochi a bridge e ti alleni?

A Torino gioco molto raramente. Per allenarmi in genere mi organizzo con duplicati su BBO. I ritmi, poi, li intensifico in prossimità dei campionati o di tornei importanti.

Che sistema giochi con Monica?

Giochiamo 5a nobile e quadri quarte in tutte le situazioni di zona.
Un grazie particolare lo dobbiamo a Carlo Mariani che ha contribuito in modo determinante alla stesura del nostro sistema.

Andrea Buratti e Monica AghemoChi è il tuo punto di riferimento nel bridge? Ovvero: quando sei in disaccordo con la tua compagna qual è l’unico parere di cui ti fidi per dirimere la questione?

Il mio punto di riferimento bridgistico è sicuramente Andrea Buratti ma quando sono in disaccordo con Monica preferisco uniformarmi a lei ed affidarmi a Carlo.

Se tu potessi giocare un Campionato con un compagno a tua scelta, chi sceglieresti?

Gioco e comunque giocherei con Andrea. Oltre a considerarlo tecnicamente fortissimo ha spesso un stile di gioco che si spinge al limite e a me questo diverte un sacco…

Quale reputi sia il tuo miglior pregio e il tuo peggior difetto?

Come spesso accade nella vita gli estremi si toccano. Il mio desiderio di uscire talvolta dagli schemi, a prescindere dai risultati positivi che in passato posso aver ottenuto, è sicuramente ciò che più del mio bridge vorrei limitare. Ultimamente però ci sto riuscendo: sono un po’ più “soldatino”.

Cosa provi quando vinci? E cosa, invece, quando perdi?

L’essere competitivi porta inevitabilmente a non dare estrema importanza alla vittoria quanto, al contrario, a dispiacerti fortemente per la sconfitta. Questo è quanto a me capita anche se poi ho ben presente che le cose a cui dare peso nella vita sono altre.

Monica Aghemo