Antonio Vivaldi ed Enza Rossano

Nel film “Ritorno al futuro”, Marty McFly ed Emmett “Doc” Brown, tramite una DeLorean modificata, viaggiano attraverso epoche diverse. Ai Campionati a Squadre Miste incontriamo Enza Rossano e Antonio Vivaldi, Campioni del Mondo a Coppie Miste. A bordo di una Lancia (uno degli sponsor del Blue Team), Antonio, ex componente della squadra, ed Enza, ci accompagnano attraverso quarant’anni di grande bridge.

[message_box title=”A proposito di Enza Rossano e Antonio Vivaldi…” color=”red”]

Enza Rossano

Enza Rossano

Città: Nata a Napoli, vive a Torino
Segno zodiacale: Vergine
Segni particolari:
Ha un forte senso estetico.
Se non avesse incontrato il Bridge sarebbe stata un’arredatrice.

Antonio Vivaldi

Antonio Vivaldi

Città: Nato a Sanremo, vive a Torino
Segno zodiacale: Capricorno
Segni particolari: Si commuove per le vittorie della Nazionale e ha lo sport nel sangue; se non avesse incontrato il Bridge sarebbe stato, comunque, uno sportivo.

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[message_box title=”Ori conquistati insieme” color=”yellow”]

7 Ori Nazionali
3 Campionati Italiani a Coppie Miste (1997, 2003, 2004)
2 Coppe Italia a Squadre Libere (2000, 2002)
1 Campionato Italiano a Coppie Libere (2002)
1 Campionato Italiano a Squadre Miste (2004)

3 Ori Internazionali
1 Campionato del Mondo a Coppie Miste (1998)
1 Campionato del MEC a Coppie Miste (1996)
1 Campionato del MEC a Squadre Miste (1998)

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[message_box title=”Antonio Vivaldi ha vinto inoltre…” color=”blue”]

+13 Ori Nazionali
8 Campionati Italiani a Squadre Libere (1971, 1972, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1982)
2 Campionati Italiani a Squadre Miste (1975, 1980)
1 Coppa Italia a Squadre Libere (1984)
1 Coppa Italia Over 55 (2003)
1 Festival Over 55 a Squadre Libere (2002)

+2 Ori Internazionali
1 Campionato Europeo a Squadre Open (1973)
1 Campionato del MEC a Squadre Open (1983)

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La lunga carriera di Antonio Vivaldi è cominciata nel glorioso Blue Team.
“Sono entrato a far parte del Blue Team nel 1973. Ho girato il mondo, imparato molto e avuto grandi soddisfazioni.”

Antonio ha giocato con Giorgio Belladonna e Vito Pittalà. Così, condivide un frammento del “dietro le quinte”:
“Ricordo gli allenamenti con Giorgio: prima di ogni gara andavo da lui a Roma, prendevamo un mazzo di carte e toglievamo le scartine. E così smazzavamo e dichiaravamo per giorni e giorni.”

Com’era il bridge in quei tempi?
Il gioco della carta era senza ombra di dubbio migliore. Tutti i giocatori venivano dai circoli, dove si facevano partite libere ad alto tasso. Si erano fatti le ossa così, giocando a soldi, e per forza di cose erano diventati forti.
In licita, invece, c’era tanta imprecisione. Uno dei punti di forza del Blue Team era proprio il sistema dichiarativo superiore: Super Precision Lancia o Blue Team, a base di Fiori Forte. E intanto gli americani, che giocavano un Naturale “un tanto al kg”, facevano fatica a trovare il fit 4-4 nel nobile.
Adesso è cambiato tutto. Tante coppie giocano sistemi altamente convenzionali, ideati per infastidire gli avversari; in ogni mano si può creare uno swing.

All’apice del successo, Antonio incontra Enza. Ed è l’inizio di una nuova carriera.
Enza: “Ho imparato a giocare a Bridge durante un’estate degli anni ’80. Mi erano sempre piaciuti i giochi di carte e così, angolizzando alcuni amici al circolo della Stampa, ho imparato. Per alcuni anni ho giocato con forti giocatori di Torino, nel mio gruppo ad esempio c’era Paolo Guermani. Un giorno, nel 1989, ho deciso di fare il salto di qualità. Ho chiesto a Gianni Bertotto di indicarmi il più forte giocatore in circolazione. Volevo qualcuno che fosse disposto a insegnarmi, senza togliermi i contratti per vincere i tornei. Gianni mi ha detto “devi andare da Antonio Vivaldi”. Io mi sono un po’ preoccupata: quanto sarebbero costate le lezioni con un campione del Blue Team? Eppure, inaspettatamente, Antonio mi ha chiesto una cifra più che onesta.”

Come da copione, la strada per il successo comincia con un disastro.
“Nel 1990 io e Antonio abbiamo partecipato al Campionato Europeo a Coppie Miste di Bordeaux. Non capivo niente del sistema degli avversari, sono andata nel pallone e ho fatto anche delle renonce. E’ stata una tragedia.”

Che reazione può avere un Campione del Blue Team di fronte a una donna promettente, ma in difficoltà, che perde varie prese e lo trascina al 213esimo posto? Antonio naturalmente se ne innamora.
“In occasione di quei campionati ci siamo messi insieme. Da lì, oltre alla nostra vita bridgistica, è cominciata la nostra vita affettiva.”

Enza ed Antonio cominciano a giocare in alcune fra le formazioni di punta in ambito nazionale, le squadre Fornaciari, Burgay, Soroldoni, e per un paio d’anni anche nel team Lavazza.

Insieme conquistano numerosi titoli. Ad Enza spetta anche un primato: è l’ultima donna ad aver vinto una Coppa Italia Open, dal momento che questo evento è stato poi distinto nelle categorie Men e Women.

A Lille, nel 1998, arriva il più importante successo: l’oro ai Campionati del Mondo a Coppie Miste.
“Io ed Enza siamo stati la prima coppia italiana a vincere un Mondiale. E’ stata una gara praticamente perfetta e abbiamo vinto con il 64%, un punteggio altissimo, considerando che di solito i Mondiali si vincono con il 59-60%.”

Enza Rossano Antonio Vivaldi Lille 1998La vittoria ai Campionati del Mondo a Coppie Miste nel 1998

Mentre Antonio saliva sul podio commosso, come testimoniano le foto, Enza ha realizzato davvero l’importanza del risultato solo una volta tornata a Torino:
“Erano usciti diversi articoli sul Corriere della Sera, su La Stampa, e anche un servizio all’edizione delle 20 del telegiornale. Quando entravo nei negozi le persone mi riconoscevano e si congratulavano. E’ stato allora che ho realizzato che eravamo Campioni del Mondo.”

[message_box title=”Dal CorriereDella Sera del 26 Agosto 1998″ color=”yellow”]

La mano della vittoria

Vivaldi (spostato in Sud per comodità di lettura) è impegnato nel contratto di 6SA. Ovest ha attaccato con il Picche5. In un torneo a coppie, la presa in più è fondamentale. Vivaldi è riuscito a realizzarla nel modo più spettacolare. Dopo aver catturato la PiccheQ di Est con il Re della mano, ha incassato tutte le vincenti nei nobili, meno l’ultima Cuori.

Sul Cuori2 del morto, per la Fiori della mano, Ovest si è trovato di fronte ad un problema senza soluzione: qualsiasi scarto avrebbe consentito la tredicesima presa a Vivaldi. Una perfetta compressione “degli Assi secchi” consentita anche dal mancato attacco Fiori.

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Quale è stata invece la vostra peggiore esperienza insieme?
Mentre Enza ci riflette su, Antonio non ha dubbi:
“A Philadelphia, nel 2010, World Series. C’era stata una Selezione a coppie per stabilire chi avrebbe rappresentato l’Italia ai Campionati a Coppie e Squadre Miste. Bernasconi avrebbe voluto convocarci di diritto, ma noi abbiamo voluto fare le Selezioni. Però, l’organizzazione del viaggio è stata disastrosa: il nostro arrivo a Philadelphia era previsto per le 9 di sera del giorno prima dell’inizio del Campionato.
Come se questo non bastasse, l’aereo era in ritardo e all’arrivo non c’erano i bagagli. Così, fra vari contrattempi, siamo andati a dormire alle cinque di mattina ora locale, senza valigie e con la sveglia puntata alle 8 per andare a giocare. E’ chiaro che in queste condizioni abbiamo fatto un Campionato terribile.”

Ma il peggio doveva ancora venire.
“Dopo l’incubo del Coppie eravamo finalmente in condizione di giocare il Campionato a Squadre. La formazione era costituita dalle tre coppie uscite dalle Selezioni, quindi persone che non conoscevamo bene. Eravamo usciti dal girone A, ma ad un passo dal vincere la finale B. Il distacco era tale che quando siamo usciti dalla sala Maurizio Di Sacco si è complimentato con noi per il risultato, ma…
In Sala Chiusa ai nostri compagni mancava una sola mano. Io avevo fatto 3SA, dove si poteva anche andare down. I nostri compagni, però, hanno pagato 1400: dopo l’apertura di 2Cuori dell’avversario, Contro, Passo, il quarto di mano ha dichiarato 2Picche. E da primi siamo diventati addirittura quarti.”

Morale: “Mai dire “gatto” se non l’hai nel sacco” vale anche per Di Sacco…

Cosa pensate delle Selezioni?
“Pensiamo che siano giuste per i giocatori e utili per vivacizzare il movimento. Alle ultime Selezioni per la Nazionale Open si sono iscritte 24 squadre, un numero notevole. Tutti i giocatori sapevano che il primo posto sarebbe stato di Angelini, ma si sono iscritte ugualmente, perché le persone hanno voglia di partecipare. E poi gli agonisti pensano sempre di essere i più forti, quindi è bene che incontrino i migliori e si mettano in discussione.”

Siete d’accordo anche con la formula a Squadre?
“Vediamo due controindicazioni nelle Selezioni a Coppie. La prima è che per avere senso dovrebbero essere lunghissime, 60 mani al giorno per una settimana. Impossibile. La seconda è che, anche dovessero vincere le tre coppie più forti, se queste non vanno d’accordo la formazione non sarebbe comunque la migliore. “

La domanda è anche l’occasione per un nuovo salto nel passato:
“Lo ‘spogliatoio’ è più importante di quello che sembra, ed era uno dei punti di forza del Blue Team – gli americani invece litigavano spesso fra loro.”

A proposito di Selezioni, i Campioni Mondiali a Coppie Miste lanciano un appello:
“perché non si organizzano più Selezioni a Squadre Miste? Questa è una delle specialità preferite dei giocatori italiani, eppure negli ultimi anni è stata trascurata.”

Enza e Antonio viaggiano anche nel futuro, ovvero, crescono nuove generazioni di bridgisti. A maggio hanno accompagnato i loro studenti ai Campionati Allievi, incoraggiandoli e sciogliendo i loro dubbi incontro dopo incontro.

E infine il presente. Cosa consigliate ai giocatori impegnati nel Campionato a Squadre Miste per formare una coppia vincente?
“Bisogna avere totale fiducia nel compagno e considerarlo al proprio livello. Bisogna anche conoscerlo, quindi sapere se il suo stile è aggressivo e remissivo, ma mai licitare “come se” il compagno non avesse capito, “come se” giocasse peggio, “come se” avesse sbagliato…”

“Come se” fosse facile…
Francesca Canali