Ciao Maurizio
ho un dilemma da risolvere: quando, è meglio, secondo di mano, dichiarare Contro o dare la nostra quinta?
Grazie ciao
Daniela Carrese

Cara Daniela,
mi dispiace per il ritardo, ma per qualche curioso motivo – ogni tanto succede – la tua lettera era finita nel filtro antispam, dalla quale l’ho ripescata durante la periodica manutenzione.
La tua è una domanda da un milione di dollari, per niente facile da trattare in generale, e certo non nello spazio di queste brevi risposte.
Tuttavia, posso provare a darti alcune linee guida, avvertendoti, però, preliminarmente, che le stesse non hanno la pretesa di avere valore assoluto: molto spesso, anche ad alto livello, in questo ambito a fare la differenza è lo stile personale e/o di coppia, magari influenzato dalla struttura del sistema proprio, e di quello avversario.
La prima discriminante è ovviamente rappresentata dal punteggio complessivo (so che è banale, ma ho l’abitudine di essere sistematico :)): da un lato, se un punteggio inferiore all’apertura può non di rado bastare per un’interferenza a colore, così non è, se non di rado, quando si voglia contrare. Dall’altro lato, è spesso necessario Contrare quando la mano sia particolarmente forte.
Il secondo punto dirimente è la qualità del colore: un colore di mediocre qualità, sebbene nel contesto di una mano che contiene abbondantemente valori di apertura, è spesso sconsigliato quale colore di interferenza già a livello di uno, e quasi mai adatto a parlare a livello di due.
Il terzo punto da tenere in considerazione è la distribuzione: solo una adatta al Contro, al di là del possesso di un colore quinto (o sesto), permette di scegliere questa azione.

Vediamo qualche esempio:

1a) L’avversario di destra apre di 1 Fiori, e tu hai:
1b) Ax AJ1097 xxxx xx una mano con la quale 1Cuori è raccomandato, ma Contro è impossibile per due motivi: la carenza di punti, e la distribuzione inadatta.
1c) Axx AJ10xx Kxxx x è una mano di confine: la distribuzione e la forza di apertura giustificherebbero il Contro, ma la qualità delle Cuori, nonché la mancanza della quarta Picche, fanno preferire l’intervento a colore.
1d) Axxx Jxxxx AKx x questa mano è l’inverso della precedente: la forza di apertura permette il Contro, azione da preferirsi data l’anemica quinta, la quarta di Picche ed i valori distribuiti più nei colori corti che in quelli lunghi.
1e) Ax AKJ1076 AQJ xx classica mano con la quale bisogna Contrare a dispetto delle due sole Picche: troppo forte per una semplice interferenza a colore.
Come detto, molto altro si potrebbe dire sull’argomento: quando ancora insegnavo, dedicavo almeno due serate del corso di agonistica all’argomento, ma tutto, qui, non ci sta 🙂 Spero comunque di aver cominciato a chiarire i tuoi dubbi.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco