Preso atto con stupore di quanto pubblicato su Bridge D’Italia Online, assolutamente certi che non corrisponde ai fatti accaduti, chiedo rettifica di quanto scritto, in quanto dal paragrafo sotto riportato si evince che noi non eravamo in possesso della Convention Card, cosa che non corrisponde al vero in quanto penso di essere l’unica giocatrice che regolarmente la tiene nella borsa, semplicemente l’Arbitro Fabrizio Pozzi non l’ha richiesta; il paragrafo continua asserendo che l’Arbitro mette in dubbio il fatto che non avessimo convenzioni su una dichiarazione 1SA-3SA, reputo questa affermazione lesiva nei nostri confronti, poiché mette in dubbio la mia parola e quindi implicitamente accusa di scorrettezza, cosa che non posso tollerare.
Se mi avesse richiesto, come avrebbe dovuto, la Carta delle Convenzioni avrebbe constatato la mancanza di accordi di coppia evitando malintesi ed accuse.

Frase al momento pubblicata su BDI: “La coppia N/S è molto affiatata e consolidata da tempo (*** ottimo player ma privi di convention card) e mi è parso da subito difficile la probabilità che (come aggiunto da Sud) non fossero convenzionati su questa sequenza.”

Distinti saluti
Deborah Nurisio (NRH001)

Cara signora,
come sempre preciso, io rispondo solo sulla base di quello che mi viene riportato, del quale ogni scrivente si assume la responsabilità. Naturalmente, dunque, come sempre facciamo, la Sua replica avrà lo spazio richiesto.
Tuttavia, mi permetta di fare qualche precisazione:
– la presenza, o meno, della Convention Card non era rilevante nel caso di specie. L’Articolo 75 del Codice di Gara, infatti, alla lettera A, ci dice che quando la spiegazione offerta non corrisponde alle carte – come nella circostanza – l’Arbitro deve, prima di ogni altra cosa, verificare che l’immancabile trasmissione di Informazioni Non Autorizzate (INA) non sia meritevole di attenzione. L’Articolo 75 del Codice di Gara, paragrafo A, infatti, rimanda direttamente all’Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo A (INA, appunto).
– Il punteggio assegnato dall’Arbitro si basava proprio sull’Articolo 16 del Codice di Gara (paragrafi A e B), così che, lo ribadisco, di nessuna importanza era lo stabilire se la spiegazione offerta fosse in linea con gli accordi, oppure no.
– Io capisco bene che Lei si senta offesa dal non essere creduta, ma la prego di riflettere: l’Arbitro non può mai, come non può farlo un giudice di tribunale, agire semplicemente sulla base delle affermazioni che ascolta: in caso contrario, non ci sarebbe alcun bisogno di un apparato di giustizia. Né, poi, deve leggere la frase dell’Arbitro quale un’implicita affermazione di scorrettezza: anche la Sua affermazione non fosse stata rispondente al vero, questo non avrebbe necessariamente significato che Lei avesse mentito volontariamente, ma solo che quella era la Sua convinzione del momento, senza che questo abbia alcuna accezione negativa.
Con i miei saluti più cordiali,
Maurizio Di Sacco